Acqua e acquedottiLa Maddalena Antica

Acqua potabile, buona e sufficiente

Mia domanda se “l’acqua potabile è cattiva o mediocre od in quantità scarsa ed insufficiente”, non si sa per quale scopo si risponda che “l’acqua potabile è buona, e in quantità sufficiente dell’attuale popolazione“.

Da notare che il paese conta in questo periodo circa 2.000 abitanti. Inoltre, al quesito posto per accertare se “il Comune ha fatto degli studi per la provvista dell’acqua“, si risponde in maniera negativa e quindi, quando si domanda se il Comune possa (si presume per il futuro) fornire di acqua potabile all’intero paese, e in quale maniera, si risponde nella seguente maniera: “Si ritiene possibile di fornire sufficiente quantità d’acqua potabile per mezzo di acquedotto raccogliendo le acque della vicina collina Guardia Vecchia e costruendo un grande cisternone in via Santa Maria Maddalena, con diramazione in tre punti centrali del paese“.

La spesa, approssimativamente, sarebbe – secondo la risposta fornita al questionario ministeriale – non meno di £.60.000. Una enormità, se comparata, come si può vedere, con le £.186,00 di nove anni prima. Ma nel frattempo è alle porte la guerra con l’Austria e si è in procinto di istituire l’Unione Monetaria latina (Italia, Francia, Belgio e Svizzera), con un preannunciato calo forzato della circolazione bancaria. Vi è poi un richiamo alla risposta fornita al punto i del questionario. “Se (l’acqua) è di buona qualità e sufficiente ai bisogni della popolazione (dire) se esistono analisi chimiche pubblicate o non pubblicate, e per opera di chi“.

Questa la risposta: “L’acqua potabile di buona qualità è suffìciente ai bisogni della popolazione, sebbene non possa nascondersi che negli anni di siccità vengano a mancare quanto le sorgenti“.Il punto successivo si chiarisce meglio: “Gran parte delle acque sono piovane, raccolte in cisterne; maggiori quantità si hanno nei pozzi con sorgenti, e poste (…) in fonti non sollevate con pompe“. Infine al punto 50 spiega: “I pozzi, le fontane sono per lo più situati in piazze o vie ed in campagne a poca distanza dal paese.

Si parla di dighe 

Si parla di pozzi, di cisterne, ma si parla pure, per la prima volta In maniera seria, di grandi dighe e di sbarramenti per la raccolta e il contenimento delle vadine dell’isola. Egli esamina, in particolare, la possibilità di effettuare uno sbarramento a nord del Cimitero Vecchio, per contenere le acque delle “vadine” di Guardia Vecchia e di Caldagilone.

Il censimento delle fonti del 1898 

Nel 1898 si tenta di rimettere ordine nell’intera materia delle scorte idriche locali, raccogliendo in appositi elenchi le fonti pubbliche dotate di buona acqua da bere.

Queste sono nell’ordine le fonti pubbliche: Cisternone Piazza Santa Maria Maddalena (che poi sappiamo essere soggetta ad infiltrazioni di acqua salmastra), fonte di Cala di Chiesa, fonte di Punta Villa, fonte di Caldagilone; ci sono poi le fonti private, che vengono così elencate: Salvatore Sabattini, Regione Agghjastrolu in via Principe Amedeo, Giuseppe Susini, Regione Vadina in via Cairoli, eredi Pietro Variani, Regione Vadina in via Cairoli, eredi Giuseppe Culiolo, regione Vadina in via Cairoli, eredi Antonio Zucchitta, Regione Vadina in via Cairoli, eredi Vincenzo Buzzo, Regione Vadina in via Cairoli, Giuseppe Larco, Regione Vadina in via Cairoli, eredi Giuseppe Lauro Regione Scoglio in via Cairoli, eredi “Isolano” Zicavo, Regione Scoglio in via Cairoli, eredi Gio Battista Casanova, Regione Scoglio in via Cairoli, Fonte del Re Ministero della Guerra, Piazza De Cristoforis, Giulio Baffigo, Regione Chiusedda, eredi Nicolò Montesi, Regione Chiusedda, Salvatore Culiolo, Regione Chiusedda, Pietro Ferracciolo, Regione Chiusedda, Pietro Frau in Regione Chiusedda, Pasquale Marco fu Marco Maria, Regione Caldagelone, eredi Pasquale Volpe, Regione Caldagelone, eredi Giuseppe Millelire, Regione Caldagelone, eredi Giuseppe Millelire, Regione Caldagelone, Remigio Filugelli, Regione Caldagelone, eredi Giacomo Marciaciacà, Regione Spiniccio, Salvatore Culiolo, Regione Spiniccio, eredi Francesco Millelire, Regione via Villa Webber, eredi Francesco Viggiani, Regione via Villa Webber, eredi “la Speranza” Regione via Villa Webber, eredi Tomaso Comparetti Regione via Villa Webber, eredi Giovanni Zonza Regione via Villa Webber, Azara – Chiozzi(Regione Cimitero via Guardia Vecchia, Antonio Piras, Regione Piazza Umberto I, Stefano Dezerega, Regione Piazza Umberto I, eredi Variani e più, Regione Cala di Chiesa; pozzi pubblici in vicinanza del paese: Mercato, entro il Civico Mercato, Piazza Garibaldi, Piazza Garibaldi angolo Manini, Santa Maria Maddalena via Ilva; pozzi privati in vicinanza del paese: eredi Domenico Semidei, via Generale Millelire, Vincenzo Bolasco, via Generale Millelire, eredi Pietro Massidda, Piazza Umberto I, Remigio Filugelli, via Zampiano, eredi Giuseppe Varriani, Regione Padula, eredi Giulio Zonza, Regione Padula, eredi Albini, Regione Padula, eredi Culiolo e più, Regione Piazza Umberto I, eredi Ornano, Regione Cala di Chiesa, Pietro Olivieri, Regione Cala di Chiesa, Matteo Olivieri, Regione Cala di Chiesa. Forniscono acqua a chi non ha disponibilità di pozzi o di sorgenti alternativi, il “cisternino” di via Ilva e quello di Largo Roma, dalle ore 5.00 alle ore 9, 1/4. La Fonte di Caldagilone potrà erogare acqua dalle ore 9.00 alle 11.00 e dalle ore 14.00 alle ore 17.00. Una brocca per famiglia.

Il 2 agosto 1899 si delibera di ridurre dal 3 agosto la distribuzione dell’acqua di Cala di Chiesa, soltanto “nel mattino e solo nella ragione di due carri, con media di sedici barili per ciascun acquaiolo in tutta la giornata; sempre dal 3 agosto il signor Massidda, proprietario di una fonte, è autorizzato a vendere acqua, in media di tre carri da sedici barili per tutti gli acquaioli che intendano servirsene. Ai privati sarà concessa non più di una brocca per famiglia.

Tusceri