Da Ajaccio a l’isola di La Maddalena

I bei giorni sono finalmente ritornati, portando sulle coste della Corsica le brezze abituali, che, soffiando da terra tutta la notte, dal largo durante tutto il giorno, permettono ai cabotieri di compiere, come le navi a vapore, il loro itinerario in un determinato termine. è tempo quindi di procedere al riarmo del mio battello.
L’Euxène è un piccolo yacht di pura costruzione marsigliese, armato a sloop e di stazza 14 ts; la sua lunghezza è di m. 10.60 (9,30 al galleggiamento); la sua larghezza di m. 4.40; l’altezza m. 1.30, e il suo pescaggio di poppa di 2 metri.
Davanti si trova il posto dell’equipaggio; al centro una larga cabina di m. 2,50 di lunghezza, poi un baglio di m. 1,40.
Per i viaggi di primavera e dell’estate in Mediterraneo, questa forma di costruzione è eminentemente vantaggiosa; a poppavia sul ponte, al riparo di una buona tenda, si sta all’agio per mangiare in compagnia, parlare, passeggiare e dormire; così è molto raro che ci si rifugi in cabina, si passa il tempo all’aria aperta, in pieno sole. La sua grande larghezza non toglie nulla all’andatura del battello, l’Euxène sale ammirabilmente al vento e si comporta benissimo col tempo cattivo. Il solo svantaggio di questa costruzione è di esigere un timone la cui grandezza potrebbe offrire qualche pericolo col mare di poppa.
Secondo l’antica abitudine marsigliese, l’Euxène non è foderato di rame; perciò è necessario abbatterlo ogni anno in carena per lucidare con cura il bordo e la chiglia e passarvi, come preservativo, un buon strato di rivestimento metallico; ad Ajaccio, le acque sono pulite e chiare, disgraziatamente per il guscio del mio battello che non ha più per conservarlo intatto le buone acque salate e appiccicose del vecchio porto di Marsiglia.
L’Euxène è pronto, tutto è preparato a bordo; sul molo il proprietario ripassa ancora una volta nella sua mente i differenti progetti di viaggio che egli ha concepito durante l’anno. Bisogna restare sulle coste della Corsica? è preferibile raggiungere l’isola d’Elba oppure le coste della Sardegna? La stagione più favorevole alle escursioni in Corsica è l’inverno, perché allora il paese è sano, e si può in tutta sicurezza cacciare e pescare; ma in questa stagione le onde e i venti sono incostanti, ed è imprudente su yachts di piccolo tonnellaggio allontanarsi molto dagli ormeggi. In estate, il tempo è magnifico, le notti sono dolci all’addiaccio, il mare è calmo, sfortunatamente si può temere in certi luoghi di essere assaliti dalle febbri intermittenti.
L’arrivo di due amici che si offrono come compagni di viaggio interrompe questa chimera solitaria. Questi signori, che, anche loro, conoscono bene la Corsica, preferirebbero fare un’escursione all’estero, visitare per esempio le isole di Caprera e di La Maddalena; uno, M.B.C., che è di nazionalità italiana, non infastidito dal conoscere queste dipendenze attualmente così importanti dell’Italia; l’altro, M.P.C., che è marittimo da 15 anni, e che ha già percorso quasi tutti i mari del globo, è felice di navigare per suo piacere su un piccolo veliero, e di vedere nuovi atterraggi dove i casi della navigazione potrebbero portarlo un giorno.
Ben inteso, non intendo rifiutare l’offerta di così piacevoli conoscenze di cui ho potuto apprezzare il buon carattere e la gradevole compagnia; di comune accordo, noi scegliamo l’isola della Maddalena come scopo della nostra escursione e fissiamo a due giorni dopo la data della nostra partenza.