Attacco dal basso

Attacco dal basso

Rispetto al piano “dal basso” della ricostruzione, é obbligo prendere le mosse dalla documentazione raccolta nel titolario “Attacco alle basi” dell’Archivio dell’Ufficio Storico della Marina Militare (Ausmm) già citato.

Il primo messaggio informativo dell’attacco, inviato a Supermarina, partì dal Comando Divisione Gorizia alle ore 17.15 dello stesso 10 aprile, e fu ricevuto un’ora dopo. “ore 14.50 circa 30 quadrimotori Gorizia colpito centrosinistra et torre tre nave inutilizzata con incendio a bordo alt Trieste colpito plancia caldaia prora et poppa estrema affondato rovesciandosi sulla dritta at ore 16.13 per allagamento incontenibile falla centro dritta et poppa alt perdite numerose che mi riservo precisare alt”.

Il secondo messaggio, delle 19.05, fu trasmesso dal Comando Marina Maddalena che informò Supermarina anche dei danni subiti dalla Base e dalle altre unità, oltre quelli subiti dagli incrociatori: “dalle 14.37 alle 14.45 allarme per apparecchi 27 provenienti da nord ovest che hanno bombardato unità navali et piazza marittima alt Gorizia gravi danni semialt Trieste affondato come riferito comando divisione alt colpito commissariato con qualche danno et magazzini et edificio centrale semialt deposito CREM con danni non gravi alt colpita base navale con gravi danni et officine varie alt distrutti mas 501 e 503 in lavori presso base alt affondati mv eliana di la spezia et maria b 20 alt colpita caserma smg alt nessun danno at smg et mas in rada alt riservo ulteriori precisazioni circa danni et morti et feriti che per ora da una prima valutazione escluse unità navali risulterebbero essere circa 20 morti et 70 feriti alt nessun danno in città”.

Anche il VII Gruppo Sommergibili lanciò, alle 21.15, il proprio messaggio a Maricosom, il Comando centrale della flotta sommergibilistica, che lo ricevette dopo solo 20 minuti. “ore 14.50 subito attacco aereo di cui un obiettivo est stata base sommergibili alt alloggi sia ufficiali che per personale praticamente temporaneamente inutilizzabili alt officina sommergibili et officina siluri colpite in pieno da bombe inutilizzate alt unità presenti solo sommergibile Mocenigo forato doppio fondo numero 2 dritta cassa nafta et tubolatura compenso esterna et tubolatura sfogo aria doppio fondo numero 2 dritta alt disposto salvo contrordine sommergibile aradam dislochi subito bonifacio alt disposto opportuno diradamento altre unità alt su sommergibile mocenigo et sommergibile topazio non est possibile utilizzare lavori semialt propongo trasferimento altra sede alt unità presenti da ore 08.00 corrente eseguiranno tutte ascolto r t continuo alt tenente vascello garofani luciano tenente g. n. vigiari carlo maggiore g.n. sini mauro sottotenente vascello sella gregorio feriti alt riservomi comunicare numero vittime et feriti alt sommergibile sirena non est attualmente in condizioni dato numero personale ferito eseguire missione alt”.

Con un successivo fono lo stesso VII Grupsom comunicò più precisamente il numero dei morti e dei feriti: 1 morto e 2 feriti per il Mocenigo; 3 morti e 10 feriti per il Sirena; 1 disperso ed 1 ferito per il Topazio; 2 feriti per l’Aradam; 3 morti, 1 disperso e 2 feriti per la Stazione Sommergibili (Maristasom).

Anche da Nave Gorizia partirono, poco dopo le 22.00 del 10 aprile, i primi tristi conteggi approssimativi delle vittime. Tra i suoi uomini 97 feriti, di cui 3 ufficiali, e 28 morti, di cui 4 ufficiali. Tra gli uomini del Trieste 50 feriti, di cui 2 ufficiali, e 30 morti. Sempre da Nave Gorizia, ma stavolta per Maripers, un ulteriore messaggio lanciato nella notte tra l’11 ed il 12, specificò per il Trieste 2 ufficiali morti e 2 dispersi, 6 sottufficiali feriti ed altrettanti dispersi, 67 sottocapi e comuni feriti e 67 circa tra morti e dispersi.

Mentre sul Gorizia ferito si lavorava febbrilmente, il Comando della III Divisione poté inviare alle 00.10 del giorno 11 un messaggio a Supermarina sulla fine del Trieste. “nave Trieste colpita da una bomba poppa estrema con perforazione ponte coperta et falla semialt 2 aut più bombe quadripode plancia ammiraglio semialt comando semialt et perforazione ponte coperta et batteria et esplosione caldaia prora lato sinistro con asportazione lato sinistro fumaiolo semialt numerose bombe esplose sotto livello galleggiamento dritta et sinistra con scardinamento corsi corazza et fasciame et rapido allagamento caldaie et motrici et turbodinamo poppa alt altre bombe esplose fuori scafo provocarono falla et rapido allagamento locali diesel dinamo provocando totale mancanza mezzi esaurimento alt”.

Per i danni subiti dalla Base, dai vari Enti e dalle altre unità, fu ancora Marina Maddalena che informò più dettagliatamente Supermarina, e per conoscenza Marina Napoli, con messaggio delle ore 13.00 del giorno 11. “at base navale quasi distrutte et inutilizzabili centrale elettrica officina sommergibili officina siluri officina artiglieria officina autoreparto parte di officina falegnameria locale argano scalo alaggio ufficio spedizioni ufficio ragioneria semialt colpiti parzialmente inutilizzabili alloggio ufficiali et sottufficiali caserma distaccamento casermetta mas caserma carabinieri magazzino zona fari tre magazzini gestore giunta verifica tettoia carbone capannoni mas et aerei alt molte banchine sono sconvolte et franate et manca del tutto energia elettrica alt sono andato distrutti due idro della iii Divisione mas 501 et 503 tutti automezzi in riparazione et numero sei imbarcazioni semialt affondato m/v eliana et carmen adele et maria pia anziché maria b 20 cinque bettoline et barca pompa destinata cagliari semialt sommergibile mocenigo riportata foratura doppio fondo semialt in corso di accertamento efficienza bacini alt inabitabili alloggio et ufficio capogruppo sommergibili et caserma sommergibili alt interrotte gran parte comunicazioni telefoniche rete normale et rete tiro et parte comunicazioni telegrafiche”

In un messaggio partito nella notte tra il giorno 11 e 12 da Marina Maddalena, ed in cui non si individua il destinatario che però deve intendersi quasi sicuramente Supermarina, si legge, infine, :“quota circa 5.000 metri allarme ore 14.37 bombardamento ore 14.38 effettuato da tre formazioni di nove apparecchi ciascuna alt funzionamento difesa contraerea regolare con pronto intervento tutte batterie alt qualche inconveniente at materiali et at una centrale tiro”.

A questo punto la cartella d’archivio, esauriti i messaggi brevi, d’informazione immediata ed anche frammentaria, offre testi più meditati e quindi più organici, vere e proprie relazioni. Si tratta, in particolare di due documenti diversi, sia come mittenti che come destinatari, di cui il primo relaziona su entrambe le unità della Divisione, mentre il secondo solo sul Gorizia. Nonostante la loro consistenza si preferisce inserirli integralmente nel testo, piuttosto che relegarli in una recondita appendice documentaria, per dare più direttamente e completamente il quadro della visione dal basso dell’attacco.

Salvatore Sanna – Co.Ri.S.Ma