Cava di Villamarina

Verso la fine dell’800 si aprì la Cava di Villamarina, fornitrice di una pietra di ottima qualità. Il primo gestore fu il maddalenino Francesco Susini. Intorno al 1924, dopo la prima guerra mondiale, subentrò il genovese Schiappacasse dando un nuovo impulso all’attività. Il proprietario delle cave, Battista Serra, ne condusse la direzione fino agli anni 50 per poi lasciare posto al figlio Pasquale, socio della Società Industriale S. Stefano.
La cava aveva una sua cantina e l’unica famiglia presente, di origine bergamasca, abitava dentro la Torre di Napoleone. Per un certo periodo queste cave furono sicuramente le più attrezzate d’ Italia con la centrale di aria compressa e tubazioni che collegavano tutte le cave. Potevano anche usufruire di macchine di movimentazione e carico gru su binari. L’ultima mina venne esplosa nell’anno 1959 ma i lavori continuarono fino al 1964.
Oggi l’attrazione principale di questo luogo è la colossale statua incompiuta di Costanzo Ciano.