Condizioni igieniche del 1910

Relazione della Commissione di Vigilanza “Rione ad ovest della Via Italia Piazza della Chiesa, Via Ilva, Via Cairoli” sulle condizioni igieniche del paese 

All’Ill. mo Sig. Sindaco, La Commissione sottoscritta avendo compiuti i lavori dalla S. V. Ill.ma affidatigli con onorifico incarico, crede suo dovere completare con una relazione finale i rapporti quotidiani perché i rilievi fatti siano meglio raccolti e raggruppati, ed emergano le questioni principali sulle quali specialmente occorre fissare l’attenzione. “Chiamati ad esaminare le condizioni igieniche del paese abbiamo dato a questo mandato il significato più ampio, perché l’opera nostra riuscisse completa, corrispondesse allo scopo e giungesse veramente al suo fine di risanare La Maddalena. Siamo stati perciò minuti nell’esame, severi nelle critiche, larghi nelle proposte, non preoccupandoci se il nostro metodo rigido abbia o no ad incontrare resistenze o favori, convinti che tutto bisogna dare all’Igiene, che tanto largamente ci ricompensa i nostri sacrifici. Non ci siamo arrestati dinanzi ad interessi di parte, a difficoltà finanziarie, a sistemi, a principi radicati, e , senz’altro abbiamo proposto. Avremo fatto troppo, ma è questo proprio il caso di dire che il troppo… non stroppia.

Condizioni generali 

La rigenerazione del nostro paese reclama uno studio serio e coscienzioso, studio che non è arduo, ma complesso. Sotto un cielo quasi sempre limpido e terso, su di un suolo asciutto, con un esposizione la più sana, con un vento dominante spazzatore, dovremmo godere di più buona salute. La statistica delle malattie e della mortalità invece non conforta in genere, ed è rattristante quella dello stato sanitario dei bambini, di questi piccoli esseri che hanno solo bisogno di cure perché crescano sani e robusti, che sono l’indice di benessere di questo paese e che ne segnano il grado di civiltà. Ma qui i bambini muoiono! Da tempo vediamo la strage di questi innocenti e chi ha la pratica professionale assiste pur troppo, ogni anno, a questo triste spettacolo. Quali le cause? Molteplici. Quali i rimedi? Numerosissimi. Due risposte che dicono come tutto sia da farsi per quanto riguarda l’Igiene. Privi d’acqua, sprovvisti di latrine, agglomerati in grotte e stamberghe senz’aria e luce in questo paese di sole, minati negli alimenti, circondati di traffico, quali mali dobbiamo aspettarci? Il colera? Ma il colera è la raffica che passa dopo un po’ di sbigottimento, e sono gli altri mali che restano: la febbre tifoide, il morbillo, la pertosse, il tracoma, la tubercolosi, più micidiali del colera, più radicati, più invincibili. Il grido di guerra lanciato contro il morbo asiatico sia quindi9 rivolto contro i mali di casa nostra, ringraziando quasi che la minaccia di un’invasione colerica ci abbia fatto aprire gli occhi.

Igiene delle abitazioni 

I nostri rapporti quotidiani sono pieni di denunzie e di aggiornamenti, e di proposte per dichiarare case inabitabili. Esistono dormitori rimpinzati di brande, dove si affitta anche il sottotetto, pieni di squallore e di miseria, ove l’aria difetta ed il puzzo ammorba, case o meglio ripostigli neri, sottoscale umide, capanne affumicate affittate ad una numerosa classe di persone che non può pagare quasi per nulla la pigione e che invece paga 10 – 15 franchi mensili, frutto magari di elemosina. E’ vergogna per noi il constatarlo, ma è forza dire che un’altra classe di persone sorge accanto a questa e con quattro legni e poche pietre mette su la baracchetta per cacciarvi dentro quei poveri disgraziati senza tetto, che pagano il fitto senza poterlo. Anche questa è una piaga gravissima, una nuova forma di usura, che noi, da buoni igienisti vorremmo risanare con un po’ di bonifica morale. Sorga un dormitorio pubblico che accolga questi diseredati, queste vittime della cupidigia. Provveda l’amministrazione comunale perché nei tuguri restino gli scarafaggi e i topi e non gli uomini. Si costituiscano delle società cooperative sotto il patronato del Municipio, si uniscano i cittadini in uno spirito filantropico e sventrino i quartieri insalubri. Sorga un istituto per le case popolari che si occupi di questa rigenerazione. A Napoli si costruiscono case ed un vano si affitta per un massimo di 7 lire. Da questo punto dovrebbe partire il risanamento del paese, tenendo presente che demolire i fondaci significa eliminare altrettanti fomiti di infezione.

Strade e cortili 

Accanto alle belle vie lastricate e pulite, che suscitano ammirazione e che strappano al forestiero giudizi lusinghieri sulla nostra nettezza, ne abbiamo altre sporche ed irregolari con detriti, ove affiora il granito e le acque non hanno scolo. E’ uno strano contrasto che dà l’idea di un imbellettamento superficiale che nasconde le sconcezze di una toilette abborracciata.! Sono complici in questo stato di cose i cortili privati che mal tenuti e sistemati, immettono per un buco qualsiasi le acque luride e sporche sulla pubblica via. E ciò che attraverso quel buco esce dai cortili e facile immaginare quando si pensi che le famiglie fanno in questi recinti, che sono di sfogo alle loro case anguste e senza cesso, tutte le operazioni della giornata, dalle più intime e riservate a quella della cucina, in mezzo, per giunta, all’immancabile pollame vagante per il fango o costretto e pigiato in sedicenti gallinai tanto che quelle bestiole fanno pena. E quasi non basti a rendere pernicioso questo luogo di abitazione, non mancano le cataste di legna scoperte ed accessibili a qualunque maleficio, i mucchi di pietre che seppelliscono immondezze e trattengono liquidi marci, i muri dirupati o crollanti, i pozzi scoperti. In certe parti dell’abitato poi questo male si allarga e prende proporzioni incredibili per la presenza di scuderie che ammorbano l’aria e la riempiono di miasmi perché piccole, basse, mal tenute, senza scoli né selciati. Inoltre molti angoli delle vie sono diventati pubblici orinatoi e sono esalazioni ammoniacali gradevolissime dappertutto, specie dove concorrono le larghe clientele delle bettole e bettolini che, ad onor del vero non difettano a La Maddalena. E’ necessario che un sistema di vespasiani sia adottato presso i pubblici ritrovi e si tolga l’immorale ed indecente atteggiamento di cento cariotidi in fila che, a guisa di fontane perenni, danno… rivoli abbondanti. E per giunta questo verificasi anche dove al di sotto passano i canali di fognatura. A tutto, a tutto, si è soliti dire, si provvederà quando appunto questi canali saranno diramati per l’intero paese – e, ritenendo lo stato attuale una conseguenza di necessità, si aspetta per provvedere. Ma anzitutto vediamo che non si fruisce e non si fa fruire di essi dove esistono, eppoi i mali che noi denunziamo sono passibili di altri provvedimenti, senza attendere la soluzione del grave problema che fortunatamente pare palpiti di attualità e agiti le menti dei nostri amministratori. Si rendano igienici i cortili e le scuderie con pavimenti impermeabili e con scoli regolari, con aria e ventilazione, sgombrando l’inutile ed il dannoso, si ricoprano i pozzi scoperti, si diano istruzioni precise e ordini tassativi per la tenuta del pollame e di qualsiasi animale da cortile, si costruiscano vespasiani moderni, imponendone la necessità ai proprietari riottosi e che non volessero intendere l’opportunità del provvedimento. Si disciplini la popolazione nelle ore e nei luoghi di gettito e soprattutto, si sorvegli.

Igiene alimentare 

A Maddalena si consuma molto e di tutto, data la popolazione promiscua di gusti diversi ed in gran parte composta da stipendiati. Oltre il dazio lo dicono chiaramente i numerosi negozi di commestibili, le salumerie, le rivendite di vini e liquori, la ricchezza del mercato, non secondo ad altro nell’Isola. Questo grande consumo, che rappresenta la sola risorsa del paese, ha bisogno di essere ben vigilato sia perché in genere, ove più si consuma, più facile è la frode, sia perché ospitiamo un grandissimo numero di forestieri che abbiamo il dovere di proteggere e garantire oltre che dagli… assalti alla borsa, dagli insulti, e dagli attentati allo stomaco ed alla loro salute. Estesa, intensa, rigorosa, oltre che oculata deve essere perciò la vigilanza igienica su tutto ed in modo particolare sui generi di prima necessità: pane, latte, vino. E qui di passaggio dobbiamo parlare dell’acqua, non intendo trattare questo argomento essendo allo studio un possibile progetto che risolva l’eterno problema. Dobbiamo solo segnalare che nelle condizioni attuali in cui una conduttura non garantisce l’uso di acqua buona per la panificazione, occorre visitarne bene i sistemi di provvista, se corrispondono ai precetti voluti. Diciamo questo perché la visita a qualche panificio ci ha male impressionati oltre che perché difettose tutte le altre esigenze igieniche e la nettezza del personale, poco sicuro è il sistema di raccolta dell’acqua dalle inquinazioni o sporcizie (nel caso si voglia obbiettare che il pane deve cuocersi). Abbiamo p. es. visto un locale paragonabile ad un angolo d’arca: asino, galline, tacchini, in luogo melmoso, ed un cesso puzzolente. Tutte cose che, ci pare non vadano d’accordo col genere fabbricato. In generale si può dire che tutti i generi alimentari sono mal custoditi e distribuiti nei rispettivi negozi. Paste scoperte ed esposte alla polvere ed alle mosche nonché al contatto degli abiti dei compratori, che nel passare vi strisciano sopra (si immagini cosa possono fare i cani). Alcuni generi incompatibili fra loro, associati nella vendita,: frutta e carbone, olio e petrolio, latte e rivendita di vini e liquori, assieme, magari, in una camera da letto. Si riduca il numero delle licenze, ciò che gioverà anche per un po’ di temperanza, si esigano i requisiti ai quali devono corrispondere le rivendite, e soprattutto si sorvegli il latte nei recipienti usati per il trasporto, nei luoghi di vendita, nelle adulterazioni e frodi, che il latte a Maddalena fa bisogno quanto l’acqua, avuto riguardo alle malattie dominanti e specialmente a quelle infantili. Se ne conceda lo smercio soltanto nelle latterie vere e proprie ove è più facile che penetri l’occhio del vigile, più che nelle case private. Ed a proposito dell’acqua una raccomandazione. Si studi di poter municipalizzare anche questo servizio perché le botticelle di trasporto siano tutte di un tipo igienico, i recipienti per la vendita più propri e ben tenuti, ed alla sera i carri siano custoditi in luogo sicuro, mentre ora stanno all’aperto o sotto la coda dell’asino nella stessa scuderia.

Cala Gavetta 

La Commissione dinanzi allo spettacolo, triste davvero, che offre lo stato del nostro porto mercantile, ne deplora il completo abbandono nel quale, per il passato, è rimasto per la supina noncuranza di chi avrebbe dovuto provvedervi, e fa voti ancora una volta a nome della decenza, dell’igiene, della salute pubblica perché nel più breve termine si ponga mano ai lavori di risanamento. La Commissione di vigilanza, cui esplicitamente è affidato il mandato della denunzia, sente venir meno l’efficacia dell’opera sua presso i cittadini privati, se l’autorità locale che veglia sulla calamità pubblica, per prima dà esempio di trascuranza e non mostra con i fatti come la nettezza sia in quest’ora la salvaguardia del paese. E’ inutile che si disperdano le energie amministrative irradiandole per ogni parte della città se la più grossa sconcezza resta a testimoniare che tutto, interamente tutto, deve ancora farsi per risolvere il problema igienico che da solo basta per assorbire qualche anno di attività da parte di chi presiede alle sorti di Maddalena. Raccomandasi perciò che senza perdita di tempo si prenda in serio esame quanto è convincimento nostro e senz’altro si faccia. Noi abbiamo sentito le vive proteste dei cittadini di quel rione e dei Comandanti la Tenenza e la stazione dei Carabinieri ed abbiamo dovuto condividerle, prendendo formale impegno che ci saremmo resi interpreti presso l’Illustrissimo Sig. Sindaco delle giuste lagnanze, facendone speciale oggetto nella relazione, e che avremmo dedicata a questa causa tutta la nostra buona volontà perché qualcosa di utile e serio esca fuori dall’opera che compiamo, dalle nostre giornate di coscienzioso lavoro. Esprimendo dunque tutta la fiducia nella salutare attività del Sindaco, cui in questo momento tendono trepidanti le speranze dei cittadini, attendiamo da lui la risposta esauriente che la giustizia vuole e la verità delle cose esposte merita. La Commissione, compresa dalla necessità di fare qualcosa e subito, si è recata dall”Ill.mo signor Comandante di Porto allo scopo di ottenere lo sgombro dello scalo di Cala Gavetta, ove tra le barche tirate in terra si lorda di notte e si fa gettito, ed ove la sporcizia resta perennemente nascosta agli occhi se non …. al naso dei passanti. Ed il signor Comandante di Porto, accogliendo le nostre preghiere, ha subito disposto perché d’ora innanzi lo scalo sia fatto a ponente della Capitaneria. La Commissione sente pertanto il dovere di rendergliene pubblicamente grazie per avere con tanta sollecitudine fatto un primo passo per il risanamento del nostro porto, addimostrando buona volontà e desiderio di riuscire utile al paese.

Conclusioni 

Dalla esposizione fatta emerge che si impone un piano di risanamento della città, così aperta agli attacchi delle malattie epidemiche, piano che si compendia in questi tre servizi: Nettezza Pubblica – Vigilanza Urbana – Ufficio Sanitario. Gli spazzini sono pochi e fiacchi, le carrette insufficienti al bisogno. La vigilanza urbana lascia a desiderare e dovrà essere più estesa, e dovrà l’occhio dei vigili specialmente inoltrarsi ed affondare nella miseria morale e materiale di vicoli e viuzze delle parti alte del paese. Ad escogitare poi i rimedi, a sviscerare il problema, a metterlo sott’occhio nella sua crudezza ed ampiezza, dovrà provvedere un Ufficio Sanitario che, promuovendo un’azione ampia, concorde, generosa, salvi La Maddalena dal pericolo costante delle malattie infettive che la minaccia. Sono tante le necessità da segnalare, tante le proposte da fare. Tutti i rami dell’igiene reclamano questa istituzione: l’acqua perché si suggerisca il mezzo migliore, il più pratico, positivo e sicuro, che offra garanzie scientifiche fino ad un provvedimento definitivo; l’alimentazione, data la cifra enorme, a cui salgono le malattie dei bambini per trascuranza dell’igiene alimentare, che è la vera chiave di volta dell’edifizio infantile, dalla quale dipendono non solo le malattie dell’apparato digerente, ma anche un’altra parte delle nostre affezioni che minano in un modo o nell’altro queste tenere esistenze; La scuola, che se non corrisponde ai più urgenti bisogni dell’igiene non può efficacemente educare, perché, oltre istruire elevare la mente ed il cuore dell’alunno, deve salvaguardarne la salute, se si vuole sviluppare nei fanciulli la massima energia fisica e morale; la pubblica assistenza perché siano applicati i criteri economici, filantropici, legislativi che reggono le Amministrazioni, con speciale riguardo alla difesa dai mali esotici, alla profilassi ed alla tecnica delle disinfezioni, all’addestramento del personale tutto di vigilanza che dovrebbe avere cognizioni chiare e precise di epidemiologia. Finito così il suo compito, la Commissione sente di dover ringraziare la S.V.I. per avergli dato occasione di contribuire al bene pubblico in un momento in cui tutti gli animi concordemente operavano a pro della difesa comune e le energie cittadine anelavano alla vittoria sul morbo invasore; mentre gli è caro constatare che in quest’ora di calamità pubblica tutti ci siamo ridotti con fiducia illimitata all’Igiene, eminentemente benefica, e che essa abbia risposto alle nostre speranze. Da questa tendenza degli spiriti alla venerazione della Scienza traiamone auspicio che l’ammaestramento d’oggi valga a concedere appunto all’igiene tutto il nostro favore, perché solo nella salute del popolo è riposto il benessere delle Nazioni, ed il monito “salus pubblica prima lex esto” sia l’insegna delle generazioni moderne che, ricacciando pregiudizi e leggende, seguono le verità scientifiche, e solo ad esse affidino i propri destini perché l’uomo viva moralmente redento e materialmente protetto, persuase che non rida la casa dove trionfa il genio malefico.

La Maddalena 19 Ottobre 1910

La Commissione: Dott. E. Bassu, Presidente; Biaggi Pasquale; Spano Paolo; Piras Giovanni; Bertorino Nicolò; Bolasco Vincenzo; Bargone Simone; Ajassa Carlo; Angiolino Gennaro; Marciani Carlo.