Correva l’anno 1257

Nella Sardegna settentrionale, gli accordi fra i giudici di Torres e Genova, stretti e intensificati anche come contromossa alla politica espansionistica del giudice Guglielmo, consentirono, durante la prima metà del XIII secolo, sistematici rapporti commerciali fra Torres, Genova e la Corsica, dando vita a un intenso e redditizio traffico di cabotaggio fra le due isole tirreniche e la costa ligure, fatto che favorì l’insediamento di fondaci e lo sviluppo dei centri urbani litoranei, sotto il controllo della legittima autorità territoriale, cioè il giudice di Torres.
Ma altri fattori condizionavano le attività economiche delle piazze commerciali sarde. I giudici, ad esempio, mutavano il loro atteggiamento a seconda della situazione politica e della loro convenienza, a riprova di come le ipotesi su una società giudicale sfruttata e colonizzata poggino su basi fragili, almeno fino ai primi decenni del XIII secolo. Se i mercanti genovesi e bonifacini svolgevano nel XIII secolo una regolare attività nel giudicato di Gallura, è vero che non sempre tale attività era efficacemente garantita. Talvolta la condotta nei loro confronti risulta ambigua, come avvenne nel 1257, quando i castellani di Bonifacio condannarono Giovanni Visconti, giudice di Gallura, a risarcire Nicola Tornello, che aveva mandato “sicut mercatores faciunt et consuetum est” Giovannino Bianchetto, borghese di Bonifacio, a commerciare a villa Mayor di Gallura, nei pressi di Civita, dove fu spogliato dei suoi beni. Alle circostanze politiche si affiancano quelle geografiche e insediative. Ampurias, nella Sardegna settentrionale scompare, sia per l’interramento della foce del Coghinas, sia per l’emergere di Castelgenovese, simbolo della potenza della famiglia genovese dei Doria; sulla costa orientale, durante il XIII secolo, sul fiume Cedrino è attivo il primo porto di Orosei, che dopo la costruzione del porto a mare, agli inizi del Trecento, a opera del comune di Pisa, perderà la sua importanza.