Correva l’anno 1283

Avrebbe soggiornato nel versante meridionale de La Maddalena, a Cala di Chiesa, l’ammiraglio Rosso Buscarino comandante di 16 galere della Repubblica Marinara di Pisa e qui rifugiatosi perché incalzato dall’ammiraglio Tommaso Spinola, comandante di 28 galere della Repubblica di Genova. In tale circostanza sarebbe stata eretta una torre di vedetta a Guardia Vecchia (e una piccola fortificazione che ospitava un piccolo insediamento militare che serviva d’appoggio alla flotta o a parte di essa che quantomeno periodicamente vi stazionava) e costruita una chiesetta presso la cala che ne avrebbe desunto la denominazione. Scopo di questa presenza erano le perlustrazioni a difesa della costa gallurese e di vigilanza sui movimenti nelle Bocche di Bonifacio. Notizie, queste, che si ricavano dallo Spano-Della Marmora, le quali però non sarebbero attendibili. La chiesa di Budelli risulta officiata ancora nel secolo XVI, perché dal 1445 sono registrate talune donazioni in danaro, depositato presso il Banco di San Giorgio a Genova. La chiesa di Budelli era divenuta una succursale di S. Maria Maggiore di Bonifacio.
La presenza dei pisani in Sardegna risale al 1015 data in cui insieme a Genova sconfissero la flotta del terribile Museto presso l’isola di Mortorio mentre, da terra, le truppe isolane, guidate dai giudici locali, uccisero gli ultimi Saraceni rimasti.
I pisani rimasero in Sardegna, sebbene in contrapposizione a Genova, fino al 1326, ora alleati ora nemici di questo o quel Giudicato. In quel lungo periodo di tempo le isole dell’Arcipelago erano probabilmente più abitate di quanto si possa oggi supporre se è vero che la storia regista la presenza del monastero di Santa Maria, la comunità di Sant’Angelo in Porcaria (nome allora attribuito a Maddalena) ubicato nell’attuale zona Cala Chiesa (da cui il toponimo) ed una chiesa anche nell’isola di Santo Stefano. Un documento del 1762 di certo don Tomaso Leandro Serra indica la presenza delle chiese “di S. Maria Maddalena, San Stefano, Santa Maria, San Ponziano e altre”.
Attorno a questi nuclei religiosi, particolarmente a quelli fiorenti di Santa Maria e di Cala Chiesa a Maddalena, doveva esserci piuttosto numerosa la presenza, com’era consuetudine allora, di servi, marinai e pastori, questi ultimi anche con le loro famiglie. Anche per questo l’Arcipelago dovette essere frequentato da navi commerciali e da marinai per i rifornimenti ed il traffico.
La buona conoscenza di esso è confermata dal fatto che ‘Lo Compasso da Navegare’, di redazione pisana, ben descrive l’Arcipelago che viene indicato con il nome di Bucinarie. Arcipelago che era abitato da monaci, pastori, commercianti e militari pisani.

Vedi anche: I benedettini nell’Arcipelago