Cronologia delle Bocche di Bonifacio. Correva l'anno 1480

Correva l’anno 1480

Il regno di Sardegna, nella seconda metà del Quattrocento, con l’ascesa al trono di Ferdinando II, continuò ad occupare un posto di primo piano dal punto di vista strategico nei progetti della Corona. Da subito il sovrano cercò di conciliare la tradizionale politica catalano-aragonese nel Mediterraneo con gli interessi più peninsulari, islamici e nord africani. Il suo programma politico vedeva, quindi, la situazione del Mediterraneo al primo punto: nelle sue intenzioni e nei suoi progetti politici c’era l’ideale chiusura – come fosse un lago – del mar Tirreno, a tutto vantaggio dei suoi sudditi.
La presa di Otranto, da parte degli Ottomani, rese ancor più prioritarie le questioni mediterranee. Nelle Cortes di Toledo del 1480, alla proposta di Gutierre de Cardenas di avviare la guerra contro Granada, Ferdinando antepose l’impegno di cacciare i Turchi dalle coste italiane. La sua strategia prevedeva il rafforzamento della difesa delle coste e dei porti di Sicilia e Sardegna, per la quale allertò i viceré dei due regni insulari; il consolidarsi della presenza a Rodi, a Cipro, a Malta, a Gozzo, a Pantelleria e a Djerba, divenuti punti caldi del conflitto; l’allestimento di una flotta, destinata a questi specifici problemi difensivi, al comando del suo ammiraglio Bernardo de Vilamarì. In questo piano strategico Rodi costituiva l’avanguardia della difesa o fronte più avanzato, il regno di Sicilia il vero e proprio fronte di guerra, il regno di Sardegna la retroguardia. Quest’ultima però risultava incompleta senza la Corsica, per questo nel 1480 il viceré di Sardegna Ximén Pérez Escrivá tentò, con una cospirazione peraltro fallita, di occupare Bonifacio. I tentativi di Ferdinando II per una difesa compatta, che vedesse insieme Sardegna e Corsica, proseguirono militarmente e diplomaticamente per diversi anni, senza particolari risultati.