Correva l’anno 1749

Correva l'anno 1749Un documento eccezionale racconta uno dei tanti episodi di lotta al contrabbando nelle acque dell’arcipelago e delle Bocche, impegnando l’isola per lo stoccaggio temporaneo delle merci. Il testo inedito, che si riporta in stralcio e integralmente, vuole essere un invito al lettore a gustare anche letterariamente questa narrazione difficile da interpretare nel contenuto, per la forma sconclusionata dell’esposizione e per la grammatica approssimata che fu usata dallo scrivano di bordo, certo Antonio Carbonetti: “Giornale del sciabecco in corso per S. M. Dio guardi dal 2 luglio fino al 23 settembre 1749“.

17 maggio

Venne allestito dalla Repubblica di Genova, un «armamento», agli ordini del commissario generale Franco Grimaldi, composto da tre galee e diversi bastimenti a vela, che il 17 maggio, presso l’isola della Maddalena, affrontò e sconfisse una flottiglia tunisina, catturando quattro galeotte . Ma questa vittoria era destinata ad essere l’ultima, poiché la seconda metà del Settecento vide la progressiva decadenza del potenziale navale genovese, derivante dalla crisi generale della Repubblica, in declino come centro di attività finanziarie e commerciali, mentre lo Stato era oberato di debiti a causa delle ingenti spese di guerra, cui si aggiungevano i costi dell’interminabile conflitto in Corsica. Le forze agli ordini di Grimaldi erano costituite dalle galee «Capitana», «Santa Maria» e «San Giorgio», dalla barca «Nostra Signora del Soccorso», da uno sciabecco, da un pinco di Laigueglia e da una barca di Lavagna.

2 luglio

Avendo visto una piccola gondola verso la Corsica disperderemo la galeotta, giunta a presso terra chiamò in terra la nostra galeotta e li fecero i suddetti una discarica sopra, che ne restò un de’ nostri marinari ferito in un braccio“.

3 luglio

Giunsimo a mezzo giorno a cala Francese al isola della Maddalena, che verso le tre dopo mezzo giorno spedirmo la nostra galeotta al giro di detta isola, quando fu alla punta della Moneta le fu gridato di terra che bastimento era le rispose i nostri essere il guarda costa che subito le fu fatto due dischariche da venticinque archebugiate nelle vele e nella galeotta senza essere stato nesuno ferito. A due ore di notte giunte a bordo a dare relazione del che si stabilì avanti giorno andare col sciabecco e galeotta a vedere chi erano questi che avevano fatto tal foco che si eseguì“.

4 luglio

Velegiando verso il capo del Lorso vidimo due gondole verso la Cabrara si posimo in caccia …. a parlamento essere due coralline siciliane, voltarmo di bordo con venti a maestrale bordeggiando dettimo fondo a Monte di Figo“.

5 luglio

Alla mattina sul punto del giorno si ritrovarmo alla punta della Moneta a detta isola della Maddalena, quale dettimo disbarco di tutto l’equipaggio. Si ritrovò a una punta due gondole bonifazine senza atrezzi e favellando con li abitanti se erano loro che avevano fatto foco risposero che no ma che erano l’equipaggio delle sudette gondole bonifacine alor che le chiesimo per contrabando e l’atrezzi di detti bastimenti ai genti ne risposero che per tutto si cercassimo che il tanto fecimo e ritrovarmo alla detta punta della Moneta nella machia cierto formagio e lardo di Sardegna come pure si trovò porzione di atrezzi per diverse ….. che il tutto si rapredò e condussero al nostro sciabecco e dalle due doppo mezzo giorno veddimo passare verso il capo del Lorso una gondola che subito si posimo in caccia ed arrivata retattò essere il patron Francesco Pittaluga procedente di Terranova con carico di formaggio in cantaretti 110 come dal certificato presentatoci fatto dalli ministri patrimoniali di Terranova, ma visto che la detta gondola aveva di più carico ne interogarmo il detto patrone ed il tutto negò, lo trattenessimo con l’altre due a Longonsardo e noi col sciabecco aquantarmo (?) la bordata nel mezzo delle Bocche.

6 – 7 luglio

Abbiamo spedito la nostra galeotta in Bonifacio per provvisione di vino come pure del resto del nostro equipaggio fecimo l’armamento di una gondole di quelle rapredate e la spedirmo all’isola del Laveggio, che a quatt’ore di notte fu a saltata da galeotte bonifacine a canonate e spingardate e moschetteria fu costretta la nostra a prendere caccia gridandole sempre siamo cristiani siamo di guarda costa e quelli sempre più facendo foco sopra nostri e furono costretti a rendersi da quali fu domandato il patrone che comandava detta nostra gondola che montasse sopra la galeotta, che tanto fece, che in un subito fecero sopra a i marinari una salva di moschetteria che per missione divina nessuno restò offeso, color che videro non averli ammassati si fecero tutti montar sopra la galeotta e peggio che assassini furono trattati, chi le percuoteva da una parte chi dall’altra, chi con schiaffi chi con pugni e a bochate di fucile furono tutti posti al remo e condotti in Bonifacio il giorno seguente furono tutti esaminati da quel sig. Commissario e furono il proprio giorno …avendole ritenuto due bandoliere delli soldati ed una pistola con cartatuccie essendo questa una galeotta armata il proprio giorno da bonifacini per venire a prendere i nostri bastimenti in quella ora propria che segue il combatto l’udirmo noi che eramo col ciabecco in Longon Sardo uscirmo subitamente e non ne riuscì per il buio della notte veder nessun bastimento.

8 luglio

Sempre bordeggiando in quelle boche se vedevamo il nostro bastimento, verso mezzo giorno vidimo passare di terra verso Bonifacio una galeotta con una gondola di poppa quale non ne riuscì esser calma poterla avvicinare, se ne ritornarmo a Longon Sardo ed a ore sei della notte spedirmo la nostra galeotta in cerca della nostra gondola, Giunta che fu in Porto Pozzo trovò due gondole, l’una carica di formaggio e lardo l’altra ???? e rapredata la medema giettata a fondo da bonifacini si condusse l’indomane a Longon Sardo.

9 luglio

E’ gionto la nostra gondola di Bonifacio stata rilasciata come sopra è detto e consegnato il tutto a don Francesco Misor per cantara dugento nove formaggio e libre ventidue, e cantara diciotto e ottantotto libre lardo peso di Cagliari per conto della Intendenza Generale assieme le quattro gondole. Per quel che riguarda il contrabbando, le isole erano, quindi, pensate quale polo logistico per l’armamento marittimo, che crociando nelle acque delle Bocche avrebbe dovuto intercettare e battere i traffici clandestini. Probabilmente il contrabbando per i maddalenini fu più lucroso quando parteciparono come marinai del re a combatterlo per mare, facendo prede e ricevendone le quote nella loro divisione, piuttosto che quando lo facevano direttamente, per conto dei bonifacini.

14 agosto

Il sovrano sollecita l’eliminazione degli ultimi ufficiali e servienti del Sant’Uffizio ancora presenti in alcune curie vescovili: tre anni prima anche il Regno di Napoli aveva abolito il suo tribunale del Sant’Uffizio.

16 dicembre

Il duca di San Pietro e il cavalier Bongino presentano il progetto per l’impianto della prima fabbrica di sapone nell’isola.

16 dicembre

Dopo una battaglia campale nel nord dell’isola presso Chiaramonti, 300 ‘‘malfattori’’ fuggono verso la Corsica e circa 200 muoiono in combattimento o vengono fatti prigionieri.