Correva l’anno 1758

Il viceré Des Hayes, nel timore di una nuova epidemia apparsa in vari porti del Mediterraneo, emetteva un ulteriore Pregone che sostanzialmente, per quanto riguardava le ronde sanitarie, ricalcava quello precedente. Stavolta, però, nominava per ciascun tratto di costa i deputati di sanità, che per il litorale che ci interessa erano don Giuseppe Riccio di Tempio, dall’Isola Rossa a Longon Sardo, e Don Giuseppe Farris di Siniscola, da Longon Sardo alla torre di Santa Lucia. (non si fa alcun cenno alle fronteggianti isole dell’arcipelago maddalenino come se le stesse fossero disabitate, non costituissero scalo per le navi, ovvero non appartenessero alla Sardegna e ciò anche se la corte cagliaritana era certamente a conoscenza che in due precedenti pregoni sanitari emessi il 28 gennaio 1721 dal barone di San Remy, primo viceré di Sardegna, in occasione della peste di Provenza, e l’11 maggio 1728 dal marchese di Cortanze per la peste segnalata nei porti ottomani, si era fatto chiaro cenno all’arcipelago ed era stato intimato ai pastori corsi ivi stanziati di allontanarsene trasportando a Bonifacio il bestiame da loro tenuto sulle isole. E’ ben strano (e la cosa fu poi sfruttata dai bonifacini a loro favore quando sorse la controversia appartenenza delle isole) che in questi ultimi due Pregoni che non si sia fatto alcun cenno agli abitanti dell’arcipelago i quali, invece, proprio in quegli anni erano tenuti sotto stretta osservazione per la loro connivenza con i contrabbandieri di Aggius alla cui attività venivano attribuiti i mali che affliggevano il nord della Sardegna ove i traffici illeciti, alimentati dal furto e dall’abigeato, oltre a recare grave danno all’erario, avevano dato origine al banditismo e alle faide che per decenni insanguinarono la Gallura e il Logudoro. Indubbiamente le ronde costiere, istituite in occasione delle epidemie, con la loro vigile e costante presenza sui litorali dovevano render dura la vita ai contrabbandieri anche perché, come imponeva il secondo pregone, ad ogni allarme era fatto obbligo “…a tutti i pastori, ed altre persone di qualunque sorta commoranti presso i lidi del mare doversi ben tosto ritirare coi loro bestiami e gregge dentro terra in non minore distanza di tre miglia da’ litorali, sotto pena in caso di inadempimento della vita e della confisca di detti bestiami”. Le cronache dell’epoca riportano frequenti episodi di scontri armati fra truppe e miliziani da una parte e contrabbandieri e banditi dall’altra e in tutti i resoconti ci si rammarica sempre del fatto che ad avere la meglio erano quasi sempre questi ultimi, di solito meglio armati, talvolta più numerosi e comunque favoriti dalla perfetta conoscenza di ogni anfratto e di ogni segreto passaggio che consentiva loro di praticare azioni di vera e propria guerriglia alla quale le truppe regolari non erano certamente addestrate.)

Giò Agostino Millelire

29 luglio

Nasce Giò Agostino Millelire, figlio di Pietro, probabilmente il leader dei pastori corsi che popolano le isole. Arruolatosi giovanissimo in Marina, si distingue, come si vedrà, in numerosi episodi di valore, per i quali otterrà anche importanti riconoscimenti. Conclude la carriera come capitano del porto della Maddalena. Morirà nel 1816. Vedi anche: I Millelire colonizzatori delle Isole Intermedie nella prima metà del sec. XVIII

29 settembre

Il conte Bogino chiede di poter disporre di alcune balle di lana sarda per una prova di lavorazione a Biella: a esperimento compiuto stabilirà che la lana dell’isola sarà sempre troppo ruvida finché non si troverà il modo di allevare le pecore al coperto.

10 ottobre

Il giudice della Reale Udienza Francesco Cadello presenta al conte Bogino il primo progetto per estendere l’istituto del Monte granatico a tutti i villaggi dell’isola. Viene ancora ridotto il numero dei miliziani sardi: i fanti passano da 39.300 (nel 1752) a 22.800, i cavalieri da 8.000 a 5.900.