Correva l’anno 1770

15 gennaio

L’editto sulle «disposizioni d’ultima volontà» – in linea con la normativa da tempo in vigore negli stati di terraferma – restringe gli spazi di applicazione dell’antico istituto del fedecommesso.

23 gennaio

“Estratto dalli registri delle deliberazioni e decreti del Consiglio superiore di Corsica. Questo giorno la compagnia essendosi unità nella Camera del Consiglio e deliberando sopra l’esposto fatto da uno de signori concernando che l’ufficiali della comunità di Bonifacio nominati ministrali grassieri campari ed altri s’arrogano un diritto di fare delle sentenze in materie contenziose pronunciando condanne, si attribuiscono una polizza e una giurisdizione sopra delli abitanti della suddetta città, qual cosa è contraria alle ordinanze del re e notabilmente all’edito del stabilimento de giudici reali el quali devono soltanto conoscere tutti le materie civili personali e misti fra l’abitanti, intese sopra di ciò le genti de re la corta ha fatta espressissuna inibizione e proibizione alli ufficiali della comunità di Bonifacio nominati ministrali grassieri campari e a tutti altri di … nulla affatto nell’esercizio della giustizia come parimente d’attribuirsi veruna giurisdizione fare verun regolamento pronunciare veruna sentenza ne pronunciare e esigere veruna condanna ne fare veruna imposizione senza esserne autorizzati dal Consiglio superiore o per l’intendente dell’Isola in tutto a pena di presa a parte nullità di processo e di tutte le spese e danni si, oltre alle piu grandi pene, se il caso lo richiede. 
Ordina che il presente decreto sarà letto pubblicato e registrato nella giurisdizione di Bonifacio in atto d’audienza significato alli ministrali grassieri campari e altri e a chi e di dovere imposto al procuratore del Re di tener la mano all’esecuzione de presento decreto e di certificarne la corte fra un mese. Fatto e decretato nella Camera del Consiglio li trenta gennaio mille settecento settanta.
Signé: Sequin- Signé collationné Greffier en chef.

18 aprile

Il ministro Bogino propone il dottor Giuseppe Cossu per l’incarico di censore generale dei Monti granatici.

2 giugno

Il viceré, conte d’Hallot des Hayes, conclude la sua visita generale del regno che, preparata e sollecitata dal Bogino, era iniziata il 3 marzo dello stesso anno. F. Loddo Canela, nella sua “Relazione della visita del viceré Des Hayes al regno di Sardegna (1770), Archivio storico sardo” scrive: “…. nel Settecento i pastori migratori della Gallura svolgono un ruolo fondamentale nel traffico di contrabbando con la Corsica, settore di punta dell’economia sarda in quel periodo. Il contrabbando, principalmente di merci e di bestiame rubati, fu organizzato con partenze dalla zona di Aggius – descritto nel 1770 come vero e proprio formicaio di contrabbandieri – e di Tempio, come risulta dalla relazione del viceré de Viry nel 1746: “A sei miglia a nord-ovest di Tempio si trova il monte Cucuro, rifugio sicuro dei banditi, i quali, d’accordo con i pastori, si recano di nascosto, col favore dei boschi e per vie traverse e di difficile accesso, ai vari punti del litorale disabitato; con signali di fumo fanno sapere agli abitanti di Bonifacio che hanno merci di contrabbando, quali bestiame, formaggi, pelli ed altre, pronte ad essere imbarcate; e questi ultimi, una volta notati siffatti segnali, mandano barche a caricarle, dopo avergliele pagate a vilissimo prezzo“.

19 giugno

“Oggi diciannove giugno millesettecento settanta nella assemblea della Pieve di Bonifacio e suo territorio … in conformità all’istruzione sopra riferite e necessario di procedere all’elezione di un deputato nobile e di un altro preso nel terzo stato per essere dal medesimo rappresentato il capo degli anziani ed altra anziani collega che fanno figura di podestà e padri del comune accio che unitamente col detto signor Martino Meglia arciprete primo deputato si possa formare il numero prescritto di tre deputati li quali assisteranno in nome e per la detta pieve all’assemblea della provincia di Sartene che si tena a Sartene li ventiquattro e venticinque del corrente mese ad effetto di concorrere all’elezione che si sara fatta di altri deputati incantati di rappresentare la detta provincia all’assemblea della consulte generale e di concorrere parimenta alla scelta di un tesoriere della detta provincia per la quale cosa essendo di comune sentimento di tutti quelli che sono qui presenti di procedere immediatamente all’elezione che viene loro imposta ed ogn’uno di essi avendo dato separatamente due voti cioè uno per un deputato nobile et l’altro per un deputato preso. nel n° degli anziani, la maggiore quantità dei voti e si è trovata unità in favore del signore Franco Maria Tagliabo nobile e del signore Giò Batta Maestrone li quali conseguentemente sono stati nominati e eletti deputati della pieve di Bonifacio la città e suo territorio unitamente col detto signore Martino Meglia Arciprete e la presenta assemblea da loro piena facoltà di assistere per essa pieve ed in suo nome alla assemblea della provincia di Sartene che si tena a Sartene li ventiquattro e venticinque del corrente mese e di concorrere all’elezione che li sarà fatta de deputati che sceglierà la detta provincia per rappresentarlo all’assemblea della Consulta generale permettendo di essere contenta di tutto ciò che li sopra detti deputati qui presenti ed accettante faranno e come è importantissimo che si proponga e rappresenta essere necessario al costume di questa città la confirmazione delli suoi statuti ed in mancanza di essi doversi avere ricorso all’ordinanza del Re, e parimente la confirmazione degli privilegi immunità e franchigie delli quali godevano nelli stati della serenissima repubblica di Genova, ne è stati ugualmente di S.M o almeno nel isola di Corsica come meglio stimerà sua maestà di volerli graziare al quale effetto si autorizzano li detti tre deputati a chiedere nel tempo dell’assemblea provinciale di Sartene che li deputati che dalla detta provincia saranno mandati alla Consulta generale facciano le detti proposizioni e richieste state gia presentate a nome di questa comunità e popolo a sua Eccellenza il signor Primo Presidente al Consiglio superiore ed intendente generale Monsieur Chardon a cui furono di suo ordine rimesso, e fare le dette proposizione e richieste con tutta l’umiltà e rispetto sottomettendosi sempre questo popolo e accettando di buon grado tutto ciò che verrà determinato da sua maestà. Di tutto ciò e stato fatto e compilato a Bonifacio il giorno mese ed anno sopra detto il presento processo verbale il quale e stato sotto scritto tanto da detti tre deputati quanto da tutti li assistenti dianzi nominati”.

30 agosto

Vengono estese alla Sardegna le norme che nel 1723 erano state emanate in materia di giurisdizione commerciale per gli stati di terraferma: a Cagliari e a Sassari vengono istituiti i consolati. Nello stesso anno negli stati sabaudi viene promulgato il nuovo testo delle Leggi e costituzioni di S.M., che entra in vigore anche nei territori continentali acquistati nella prima metà del secolo.

8 ottobre

Prima dell’occupazione militare piemontese del 1767 e nei primi anni successivi, gli abitanti dell’arcipelago di La Maddalena seppellivano i loro morti presso la chiesetta di San Michele del Liscia e San Giorgio, nelle campagne di Palau. Alcune sepolture venivano anche effettuate nella zona di Cala Chiesa e, pare, nell’isola di Santo Stefano. Dal 1770 si cominciò a seppellire, come era ancora in uso al tempo, all’interno della chiesa della Santissima Trinità appena edificata (allora chiesa parrocchiale e dedicata a Santa Maria Maddalena) e nel terreno circostante, dove una piccola area dovette essere destinata alle sepolture. Nel registro parrocchiale dei morti è annotato il nome della prima defunta, certa Maria Avigià (cognome poi forse trasformatosi in Vigiano) figlia di Pasquale, deceduta l’8 ottobre 1770, la quale “sepulta fuit in hac Paroquiali Ecclesiae Sanctae Mariae Magdalenae”. Non è escluso che alcune sepolture dovettero avvenire anche nella nuova chiesa di Cala Gavetta, edificata dopo il 1780. Un cimitero inoltre esistette, tra la fine del Settecento ed i primi dell’Ottocento, a Cala Chiesa. Nel registro parrocchiale dei morti tuttavia, il parroco Giacomo Mossa, nel certificare i funerali di Francesco Antonio Biaggi, deceduto il 15 agosto 1797, attesta per la prima volta costui “sepultus fuit in Comiterio in dicta Insula esistente”, riferendosi proprio al Cimitero Vecchio, la cui costruzione ebbe inizio “dall’anno millesettecentonovantasei, dalla felice memoria in allora Comandante Provvisionale in Capo della Regia Marina, in questa della Maddalena, il Sig. Cav. Don Vittorio Porcile di Cagliari, mediante l’assistenza e forza Comunale” (come risulta dal verbale della seduta consiliare del Comune di La Maddalena, del 10 settembre 1846, essendo sindaco Pietro Alibertini).