Correva l’anno 1772

[…] la vigilanza assidua, per ogni dove, delle torri e dei miliziani; il forte felucone regio comandato da un Denobili, che veleggiava nelle isole intermedie tra la Corsica e la Sardegna; la caccia da questo data a due galeotte, e più la preda che poi fece d’una di esse, dopo aspro conflitto. A contundere l’ audacia barbaresca conferì pure la crociera d’ una fregata toscana nei mari sardi, che predò una galeotta ed una saettìa tunisine. […]

20 febbraio

Vittorio Amedeo III succede sul trono di Sardegna al padre Carlo Emanuele III. Tra le sue prime decisioni, il licenziamento del ministro Bogino.

19 maggio

Vengono trasmessi alla corte di Torino i risultati dell’indagine compiuta a Cagliari sui privilegi e sui rifornimenti annonari delle sette città regie dell’isola.

giugno 

Una flotta di 28 navi barbaresche incrocia nel golfo di Cagliari predando diversi battelli.

22 giugno

Sollecitato dai feudatari dell’isola l’ambasciatore di Spagna a Torino protesta per le restrizioni sui fedecommessi che modificando le leggi del regno violano i patti di Vienna.

12 novembre

Un documento rinvenuto dallo storico maddalenino Salvatore Sanna, attesta la presenza di maddalenini nelle navi del re di Sardegna, sia come arruolati che come volontari in occasione di un combattimento e di una preda barbaresca. L’elenco registra la presenza come volontari di 14 isolani, tra nativi e sopraggiunti, e di altri due in qualità di marinai formalmente arruolati nella marina del re: un nativo di nome Millelire ed un sopraggiunto di nome Tanca. Lo scontro armato si ebbe tra il feiucone sardo e la sua gondola di supporto e due galeotte barbaresche. Una di quest’ultime si impegnò nella battaglia avendo la peggio, mentre l’altra si dileguava. Tre “turchi”, dei 21 imbarcati, morirono, 4 fuggirono e gli altri 14 vennero catturati, mentre tra i sardi ci furono solo dei contusi.
La galeotta fu una ricca preda dei sardi, e, opportunamente adattata e cristianizzata con abbondante benedizione, fu acquisita all’armamento marittimo, ribattezzata come Santa Maria Maddalena.
Il Tanca era un originario di Nulvi da tempo trapiantato a Bonifacio, che aveva scelto come sua nuova residenza l’isola maddalenina, dando origine ad una numerosa discendenza. Il Millelire, indicato nell’elenco senza il proprio nome che meglio lo identificasse, risultò successivamente trattarsi proprio di Pietro. Nel curioso elenco, figura anche un Garibaldi, ma con la variante Gariboldi. Più precisamente si tratta di un certo Francesco, bonifacino, timoniere sul felucone e in servizio nelle acque dell’arcipelago almeno negli anni 1769-1773. Abitava in una delle baracche di Cala Gavetta con la moglie bonifacina Maria Maddalena. Fu padrino delle gemelle Panzano nel giugno 1769, e venne indicato anche con la variante Caribaldo, come accadeva al nostro eroe nelle varie regioni d’Italia. Ci fu anche un secondo Garibaldi di nome Giulio, di cui si sa solo che era di Albano in Liguria e che era anch’esso imbarcato su felucone. (Garibaldo era usato a La Maddalena anche come nome proprio, sicuramente quale omaggio all’eroe. Nel registro delle nascite del 1907 si trova la nascita di una certa Lena Gino Garibaldo).