Correva l’anno 1774

1 gennaio

Muore a Cagliari il gesuita piemontese Giovanni Battista Vassallo (era nato a Dogliani, presso Saluzzo, nel 1691 e nel 1726 era stato inviato in Sardegna, nonostante avesse già ottenuto di partire per le colonie portoghesi del Paraguay). Predicatore di grande fama, apparteneva a quella pattuglia di religiosi continentali che nella seconda metà degli anni Venti erano stati spediti nell’isola per contribuire alla diffusione dell’italiano.

1 aprile

Il il viceré scrive al ministro: «Nella settimana scorsa ho inteso dal Signor Governatore e dal Signor Denobili che mentre da una Gondola del felucone doveva sbarcar l’equipaggio verso il Golfo di Liscia per riconoscere un contrabbando, i pastori vicini vi fecero fuoco sopra, per cui restarono due marinari uccisi, ed uno ferito. Essendosi tal temerità già praticata altre volte, sebbene senza danno de’ marinari, giudicai necessario che si dassero dimostrazioni manifeste del risentimento del Governo in modo che ne resti qualche segno permanente che serva d’esempio e di contegno. Significai adunque al detto Signor Governatore che spedito da Tempio il distaccamento e speditane egualmente parte dell’Isola la Maddalena con tutt’i marinari del Felucone giungano per quanto si potrà ad un tempo all’infesto luogo, ed ivi abbrucciate le boscaglie attigue al mare, donde si possa da malandrini, senza essere scoperti, offendere col fucile chi si accosta alla Spiaggia, e brucciate anche le capanne de’ pastori, che fossero ivi vicine, traducessero a Tempio tutti quelli che trovati in quelle vicinanze possono essere rei, o servir di testimonio, appoggiando questa causa al Signor Assessore Fois coll’opportunità di trovarsi per altre incumbenze a Tempio».

10 giugno

Grande partecipazione in massa di giovani e meno giovani alla prima somministrazione della cresima, avvenuta nella chiesa di Collo Piano ad opera del vescovo di Civita, mons. Francesco Ignazio Guiso. Ricevettero l’unzione sacra 91 cresimati, elencati disordinatamente nell’apposito registro ma con la grossa divisione di maschi (54) e femmine (37). Prendendo a riferimento il dato indicato in una sua memoria dal comandante De Chevillard, secondo cui nel 1776 erano 276 maddalenini, i cresimati furono un terzo dei residenti. Appartenevano a 46 famiglie, tra cui si riconoscono dei sopraggiunti della prima ora, come Gallone-Barrabò, Porro e Bertoleoni, e quelle di militari come Gromis e Fravega. L’elenco rileva anche alcune situazioni interessanti la dinamica delle famiglie stesse, da cui si ricava che le famiglie Avighia erano almeno tre, le Culiolo sei e le Ornano erano ben tredici. Pietro Culiolo presentò alla confermazione quel giorno 5 figli, Pietro Millelire ne ha portati 6 e altrettanti Marco Zonza, Silvestro Panzano, infine, ben 7, di cui una femmina. L’analisi più attenta ha individuato degli errori che confermano la leggerezza, quasi la sciatteria, con cui venivano redatti gli atti canonici, che spesso sono causa di pasticci sui nomi e su fatti. Agostino Millelire è stato registrato insieme al fratello Giovanni Battista come figli di primo letto, avuti da Pietro con Maria Caterina Zigau, mentre Domenico e gli altri avuti con la seconda moglie Maria Ornano. Agostino dall’atto di battesimo risultava, invece, primo figlio delle seconde nozze di Pietro, queste ultime regolarmente annotate nei registri bonifacini, con la relativa data antecedente la nascita di Agostino. Si trovano due Maria Benedetta Avighia, di stessi genitori, la moglie di Paolo Bertoleoni, che una volta viene indicata come Forteleoni, altra volta viene indicata come Pintus e anche Pinto. La moglie di Marco Zonza, Maria, viene chiamata di volta in volta, nelle attestazioni relative ai diversi figli cresimati, col cognome di Olivia, Dilivia, Livia e addirittura Olevia. Vedi anche: Le prime cresime e la visita pastorale

16 agosto

Il re approva l’atto con cui vengono riscattate dall’infeudazione le scrivanie del viceré, della Reale Cancelleria e della Reale Udienza: a compenso dei proventi perduti il loro titolare, don Pietro Ripoll, ottiene in feudo diversi villaggi e peschiere.

17 settembre

D. Antonio Manca Amat, invaghitosi delle due isolette dell’Asinara e dell’Isola Piana, presenta domanda al re Vittorio Amedeo perché gli vengano concesse con ogni diritto, giurisdizione e imperio, permettendogli di fondarvi delle popolazioni, accordando alle medesime i privilegi, le franchigie e le esenzioni delle nuove popolazioni. Lo stromento di cessione stipulavasi il 14 marzo dell’anno susseguente ed il diploma relativo veniva rilasciato il 27 aprile. Nal 24 luglio ratifica vasi lo stromento in tutta solennità, e nel 18 agosto veniva messo in possesso del nuovo feudo dopo aver prestato giuramento di fedeltà il precedente giorno 12.

4 novembre

Nei primi anni successivi all’occupazione la costruzione di una chiesa, come suggerito dal Vacha, non poté essere attuata sia perché apparve sufficiente la presenza di un cappellano per sopperire alle esigenze spirituali, sia perché la scarsa popolazione e la totale mancanze di decime, dalle quali gli isolani erano esentati, non avrebbe potuto offrire al parroco la rendita necessaria alla sua sopravvivenza. La messa veniva dunque officiata alla marina di Cala Gavetta dal cappellano imbarcato sul pinco di Allione di Brondel ed era poco seguita dai pastori corsi, che erano ancora restii a lasciare le abitazioni sulle alture del Collo Piano, e che, oltretutto, come è dato di capire dal tenore delle istruzioni date al la Rocchetta, si trovavano ormai al di fuori di ogni pratica religiosa e quindi poco sensibili al richiamo del tamburo che annunciava la messa, ammesso che da quelle alture potessero sentirlo. Sappiamo tuttavia che in quei primi anni, non essendovi a La Maddalena terreno consacrato, la tumulazione dei morti cominciò ad aver luogo nella vicina Gallura nel “chiappittu” della chiesetta rurale di San Michele di Liscia, mentre i morti sospetti di contagio venivano sepolti a Santo Stefano o nell’attuale Isola Chiesa. In quest’ultima isoletta, difatti, il 4 novembre 1774 fu inumato il corpo del ventenne Francesco Ornano. (Muore per le ferite riportate qualche giorno prima, durante uno scontro con una galeotta tunisina, il giovanissimo Francesco Ornano, imbarcato sul felucone “San Gavino”. E’ il primo maddalenino a morire al servizio della “nuova” patria. Viene sepolto a Cala Chiesa, perché chiunque fosse entrato in contatto con i barbareschi è da considerarsi automaticamente sospetto di peste. Per il suo eroico comportamento gli venne intitolata una Via, la odierna Via Don Minzoni). Tale usanza durò almeno fino al 1833, anno in cui, come risulta da un documento da noi consultato, vi fu sepolto il marinaio Giacomo Tomasi di Capri che era stato ucciso sull’opposta sponda di Porto Pozzo ove era sceso da una barca corallina toscana diretta in Barberia. Dai registri della parrocchia non risultano i nomi dei primi cappellani militari che esercitarono il culto nell’isola: il primo di cui si ha notizia è il canonico Virgilio Mannu, dal 1768 al 1773, e poi Francesco Moglia nel 1784, seguito nel 1785 da Ludovico Carta della “Beata Margherita”, nel 1787 da Giuseppe Agostino Ugas, nel 1789 da Raimondo Maria Doro, entrambi della “Santa Barbara” e nel 1792 da Francesco Marcelli della “Beata Margherita”.