Correva l’anno 1785

14 gennaio

Emergenza contrabbando, lo apprendiamo dalla nota indirizzata al Sig. Cav. Lunel, La Maddalena. Ne approva il comportamento in merito alle operazioni eseguite in seguito al naufragio di “una polacca francese procedente da Biserta carica di grano e altri generi“. Si augura che anche in relazione al salvataggio “il tutto si opererà colle dovute cautele”, restando inteso che “tutti gli effetti del bastimento spettano a chi vi ha interesse, senza che cosa alcuna appartenga al Patrimonio regio”; “per cui resta autorizzato il vice console di Francia a far le dovute istanze“. Ed una nuova nota indirizzata al Cav. Cerotti, La Maddalena. Dà atto della partecipazione dei maddalenini alle operazioni di salvataggio della polacca francese naufragata nei mari di Terranova. “I tempi devono esser stati eccessivamente burrascosi sugli ultimi di dicembre, mentre intendo che anche in poca distanza da Bonifacio siasi persa altra nave francese procedente da Tunisi e carica di grano, con essersi però salvato tutto l’equipaggio”. Ed infine nella nota sempre del 21.1.1785 indirizzata allo stesso Cav. Cerotti. Si prende atto del rientro degli isolani che si erano recati in Terranova per dar soccorso alla nota polacca francese che ha ivi naufragato.

febbraio

Il controllo degli appaltatori e l’aumento del gettito fiscale in proporzione al rendimento ed alla produttività delle macchine trituratrici e spremitrici tendono peraltro a scoraggiare i produttori, i contadini agiati per primi, nel tentativo di utilizzare tutte le capacita produttive dei loro strumenti. Collieres, appaltatore di Bonifacio, segnala cosi con collera, nel febbraio che “nella maggior parte delle presse della citta”, i proprietari si intendono fra loro per manomettere i torchi a vite in presenza dei preposti. Questi proprietari, “come la signora Capriata, una delle maggiori produttrici di olive” o “il vedovo Bottolacio, il più ricco di olive in questa città”, sono d’accordo con gli altri contribuenti per “esercitare non solo la stessa pratica per proprio conto, ma anche con quelli che vanno a fare la spremitura da loro” facendo funzionare le macchine durante l’assenza dei collettori. La signora Capriata e stata condannata al quadruplo di ciò che aveva estorto facendo restringere la sua pressa dopo la partenza del collettore; essa rifiutava di farlo in sua presenza perché “ non voleva rompere la sua pressa per il beneficio della ventesima”. A Sartena, nello stesso periodo, un contribuente come Mancini e accusato di aver pressato la sua vinaccia di notte per farne della vinetta. Il processo di produzione si trova nell’impossibilita di svolgere il suo ciclo di operazioni con precisione e rapidità. Il rischio dell’attesa (con la conseguente avaria del prodotto) ed il timore della multa del quadruplo della tassa contribuiscono a disturbare i proprietari nella piena utilizzazione delle macchine agricole.
Il prelievo quantitativo operato sul raccolto di vino o di olio ottenuto da ogni produttore e un elemento importante per comprendere il peso della sovvenzione in natura nelle campagne corse. Un osservatore dell’epoca valuta il peso globale del carico fiscale lordo al 30% del reddito, di cui il 5% per la sovvenzione. Non si potrebbe quantificare, tuttavia, l’incidenza della tassa reale in natura soltanto con questi dati: bisogna tenere conto delle perdite dirette e degli ostacoli posti dalla sovvenzione al pieno utilizzo delle macchine. Gli ostacoli provocati dal controllo dell’appaltatore durante il processo di produzione si ripercuotono sul volume e sulla qualità del vino o dell’olio ed aggiungono i loro effetti a quelli della tassazione sul prodotto. Il gettito della tassa diretta sotto forma di banalità centralizzata aggrava cosi le contraddizioni tra i grandi proprietari appaltatori da un lato, i contadini parcellari, i contadini agiati e la borghesia contadina dall’altro a tutti i livelli del processo produttivo, da quello della semplice pressa ad albero a quello delle grandi macchine agricole della Balagna o di Bonifacio. La fiscalità contrasta il dinamismo delle forze produttive costituendo un ostacolo al pieno spiegamento delle potenzialità tecnologiche e delle abilita di cui abbiamo visto al tempo stesso i limiti e la realtà.

15 aprile

Domenico Millelire, sposa Maria Ventura Cudacciolu (Cudacholu) nella chiesa di San Pasquale di Porto Pozzo.

4 novembre

Nota indirizzata al Sig. Vassallo d’Arcolliere, La Maddalena. “I favorevoli riscontri, che mi son pervenuti d’essere cessata in Tunisi la peste, mi hanno determinato a sopprimere 4 delle gondole armate, lasciandone però sussistere 2, una delle quali dovrà stazionare a Terranova. La medesima sarà comandata da Antonio Tanca“.