Correva l’anno 1810

Nel 1810, Des Geneys comprò da Antonio Millelire un terreno dove aveva costruito la sua abitazione. Si trattava di una casa affacciata su Cala Gavetta, con un piccolo cortile,confinante per tre lati con strade pubbliche. dopo qualche anno,esattamente il 20 gennaio 1814 comprò da tale patron Francesco Santucci, anche un appezzamento a Padule, nella parte occidentale dell’isola, con una vigna di più di 4000 piedi di vite, un orto, dei chiusi per il bestiame, un tratto incolto che provvide subito a far trasformare in vigneto e, il 3 marzo dello stesso anno, due piccoli lotti limitrofi dal lato di levante e dal lato di tramontana, rispettivamente da Pasquale Gallone e da Matteo Culiolo. Il 10 maggio diede una procura generale all’ufficiale di marina maddalenino Giovanni Ornano, per ulteriori acquisizioni…e infatti nel 1817 Ornano comprava,da Giovanni Serra detto “la bella” e da Battista Zicavo Depauli, altri terreni incolti ai confini settentrionali della tenuta di Padule. In un momento che non possiamo precisare, all’interno di quella che oramai era diventata una bella tenuta agricola, in parte coltivata ed in parte dedicata al pascolo, Des Geneys fece costruire un palazzetto a due piani ed alcune casette terrene, fece sistemare muri e chiuse, fece piantare alberi……omissis……il barone Des Geneys si è nel frattempo trasferito a Genova dove segue le sorti della nuova nata marina….. Con l’assunzione dei nuovi incarichi diventa chiaro che non sarebbe tornato tanto presto a La Maddalena, eppure il suo procuratore continuò a fare degli altri acquisti che andavano a completare la proprietà di Padule…… pensava forse di ritornarvi, magari in vecchiaia?…aveva cosi senso la costruzione di un palazzotto che tutto sommato doveva essere abbastanza confortevole. Certo non intese mai venderla, anzi, su quella rendita impegnava il suo erede per un lascito annuo alla chiesa di Santa Maria Maddalena. in realtà la casa fu’ venduta nel 1842 ad un baronetto inglese e da questi dopo circa dieci anni ad un altro cittadino britannico,che la ristrutturò ampliandola. Si tratta di quella che ancora oggi è chiamata villa Webber, dal nome del suo nuovo proprietario quando nel 1842 tutta la proprietà fu venduta a 1458 lire, raddoppiato rispetto al costo iniziale nel 1851 la vendita avvenne per 3000 lire,ancora una volta il prezzo si era raddoppiato………e dal testamento del barone,del 16 luglio 1836…….articolo IV:….dispongo di un legato di scudi sardi otto, equivalenti a lire nuove cinquanta per ogni anno ed in perpetuo tanto per la limosina di due messe cantate secondo la mia intenzione da celebrarsi l’una nel giorno della ricorrenza di San Giorgio, l’altra nella ricorrenza di Sant’Andrea nella cappella di mio gius sotto l’invocazione di San Giorgio nella parrocchiale dell’isola della Maddalena, quanto per la manutenzione della stessa cappella a garanzia del lascito aveva ipotecato la sua tenuta di Padule…..il 14 febbraio del 1842 fu venduta e quindi si trasferì l’ipoteca su di un altra proprietà del barone sita vicino dove oggi esiste la piazza a lui dedicata.

1 gennaio

Una nuova riforma dei consigli civici, che si propone di rafforzare il peso della componente nobiliare nel governo delle città, riduce da tre a due le classi dei cittadini eleggibili e restringe il numero dei consiglieri ordinari.

7 agosto

Il Bey di Tripoli, Jussuf, dichiara guerra al Regno Sardo per una pretestuosa vertenza diplomatica. Una squadra navale, composta da due fregate, dalla corvetta Tritone comandata da Giuseppe Zicavo e da un brigantino, attacca nottetempo, con un azione di “commando” la flotta nemica asserragliata nel porto di Tripoli. In breve il naviglio africano è tutto in preda alle fiamme ed al Bey non resta che arrendersi. Fra i sardi si lamentano due morti e cinque feriti.