Correva l’anno 1816

3 aprile

Stanca la Sardegna dalle continue e frequenti incursioni barbaresche nei suoi litorali, il re ingraziavasi all’Inghilterra, la quale ordinava all’ammiraglio Exmouth di presentarsi alle tre Reggenze imponendo loro di patteggiare coi re di Sardegna e di Napoli, come fatto aveano coi principali maggiori. Alla intimazione seguirono le convenzioni, firmate il 3 Aprile 1816 col Bey di Algeri: il 17 col Bey di Tunisi ed il 29 dello stesso mese col Bey di Tripoli. Le condizioni erano: libertà di commercio colla Sardegna: ammessi i consoli: 4.000 piastre ogni scambio di console a Tripoli: licenza della pesca di corallo nei mari di Tunisi: 500 piastre di Spagna per schiavo al governo algerino: abolizione della schiavitù: nel caso di guerra, restituzione reciproca de presi, senza riscatto. Per la Sardegna finisce, dopo circa dodici secoli, l’era delle incursioni barbaresche. La notizia viene accolta con grande giubilo anche alla Maddalena che, nella lotta contro i mussulmani, ha patito tanti danni e tanti lutti.

10 aprile

La città di Cagliari è colpita da una grave epidemia. Nei porti del Mediterraneo i bastimenti provenienti dall’isola sono dichiarati sospetti.

10 maggio

Muore in esilio a Parigi Matteo Luigi Simon, magistrato e letterato algherese (era nato nel 1761).

10 giugno

Carlo Felice parte dalla Sardegna per far ritorno a Torino, lasciando il governo del regno al luogotenente Giacomo Pes di Villamarina.

27 agosto

La razzia tunisina fece grande impressione in tutta Europa: la stampa attaccò il congresso di Vienna perché si era preoccupato di abolire la tratta degli schiavi ma non aveva fatto nulla contro le razzie dei barbareschi. Malgrado ciò, la proposta di una lega degli stati italiani contro le reggenze, suggerita al ministro degli esteri conte Vallesa dal suo segretario Ludovico Sauli d’Igliano, non fu raccolta. Tuttavia l’imprudente oltraggio arrecato dai tunisini alla bandiera che indicava la casa del viceconsole britannico a Sant’Antioco, e le pressioni del governo sardo, costrinsero l’Inghilterra a rivedere la sua politica di tolleranza e di incoraggiamento nei confronti delle reggenze, non più a lungo sostenibile dopo il ritorno della pace in Europa. Le pressioni della Russia e dell’Inghilterra convinsero il bey a sospendere i preparativi di guerra. Castlereagh rifiutò il concorso della piccola squadra sarda, ma Lord Exmouth, comandante della squadra del Mediterraneo, ricevette ordine d’imporre alle reggenze di Algeri, Tunisi e Tripoli la cessazione della guerra di corsa, la liberazione degli schiavi cristiani dietro riscatto di 500 piastre di Spagna, e infine l’ammissione di consolati europei. Sotto la minaccia dei cannoni, i trattati furono firmati il 3, 17 e 29 aprile 1816 anche per conto del re di Sardegna, ma direttamente da Lord Exmouth, escludendo l’inviato di Torino. I bey di Tunisi e di Tripoli stipularono anche l’abolizione perpetua della schiavitù, il rispetto dei prigionieri in caso di guerra e il loro scambio senza riscatto; Tunisi concesse inoltre ai sudditi sardi il diritto di pescare il corallo sulle sue coste e Tripoli accettò di ricevere un console in cambio di un dono di 4.000 piastre alla prima istituzione e ad ogni successivo cambio di console. Furono così, tra l’altro, liberati oltre 140 sudditi sardi, ma non quelli, assai più numerosi, trasferiti in regioni interne; questa, e altre violazioni dei trattati, come le offese fatte dagli algerini ai cristiani che pescavano il corallo presso Bona, provocarono il ritorno della squadra inglese, rinforzata da 6 navi olandesi (viceammiraglio van der Capellen): il 27 agosto, con sette ore di bombardamento, Exmouth distrusse 39 navi da guerra e molti mercantili algerini, e impose al Bey un nuovo trattato, con l’obbligo di liberare tutti gli schiavi senza riscatto e di restituire le somme già percepite a tal titolo.

Correva l'anno 1816

29 dicembre

Si è spento Agostino Millelire, Comandante della piazza: i consiglieri ne danno notizia: Eccellenza, Essendo oggi passato a un’ora dopo il mezzo giorno a miglior vita il Comandante era di questa Piazza il Sig. Agostino Millelire ci facciamo un preciso dovere di renderla avvisato. Vedendo che questa Piazza non potea stare senza alcuna persona, che ne facesse le veci del detto defunto, abbiamo stimato opportuno che governasse il Sig. Comandante la Truppa in questo acquartierata Capitano Tantesio, con cui ci siamo trasferiti a casa ove viveva il prefato Comandante per sigillare le carte tutte che erano appartenute al servizio Regio, ed abbiamo annuito al medesimo che facesse le veci fino a nuovo ordine superiore, mentre non ci era altra persona, che fosse superiore al suo grado. E con atti intanto di vera ubbidienza, ed ossequioso rispetto passiamo all’onore di riprotestarci dell’E.V. La Maddalena lì 29 dicembre 1816. Ossia ubbidienti sudditi Li Consiglieri.