Correva l’anno 1817

17 gennaio

Nasce alla Maddalena Giacomo Serra, nome di combattimento Tanetti, “il maestro di nuoto di Re Umberto”. L’uomo, fatta la carriera in Marina fino a secondo nostromo, nel 1833, per la fiducia che l’ammiraglio Persano nutriva su di lui, lo mise a disposizione di un austero generale-barone, educatore del principe Umberto, allora di 9 anni, perché gli insegnasse a nuotare. In cambio chiese un fischietto, che il principe gli regalò in argento, con le incisioni del caso.

Correva l'anno 181717 aprile

Giorgio Andrea Desgeneys scrive al sindaco; U Barò, il “padre patrono” al quale gli isolani, durante il suo soggiorno a La Maddalena, dovevano gran parte del loro progresso e il definitivo riscatto dalla misera vita di contadini e di pescatori alla quale le piccole comunità isolane sono generalmente destinate. Vedi anche: La Maddalena: quale futuro?

17 settembre

Una nuova carestia minaccia la Sardegna: un pregone offre premi ed esenzioni fiscali alle navi che porteranno grani nell’isola.

18 settembre 

Per annientare una banda di malfattori che opera nella zona tra Oristano e Uras il Pes di Villamarina fa dare alle fiamme la vasta foresta di Sant’Anna.

1 novembre

Nasce “Le Journal de la Corse”, il giornale più antico dell’isola nato per avvicinarla al continente. Quando diede la notizia della morte di Napoleone, nel 1821, aveva già quattro anni di attività alle spalle. Parliamo del Journal du Département de la Corse, come si chiamava all’epoca, il più antico giornale di Corsica. Nel corso dei decenni ha cambiato diverse forme, diventando da quotidiano a settimanale, e pur senza poter competere con i numeri del colosso “Corse-matin”, il “Journal de la Corse” ha sempre mantenuto un fascino dato dal suo blasone e dalla sua storia. E proprio di quella storia vi vogliamo brevemente raccontare in queste righe. Sabato 1° novembre 1817 il primo numero del “Journal du département de la Corse”, fa la sua comparsa nell’isola, voluto da una decisione del governo. La gestione e la diffusione del giornale erano infatti affidati al prefetto dell’isola, all’epoca inquadrata nello Stato francese come dipartimento. La decisione derivava da una constatazione “Di tutti i dipartimenti di Francia, non ce n’è nessuno in cui la pubblicazione di un giornale potrebbe essere più utile della Corsica”. L’obiettivo infatti era quello di permettere agli abitanti dell’isola, annessa alla Francia ormai da cinquant’anni, di avere accesso all’informazione nazionale, soprattutto a quella di tipo legislativo, come le nuove ordinanze, le trascrizioni degli atti legislativi del governatore dell’isola, i fatti principali della cronaca locale e le informazioni più importanti provenienti dal continente francese. Vi si trovavano informazioni riguardanti anche i progressi nell’industria o nell’agricoltura fatti dagli altri dipartimenti della Francia continentale, che potevano dare impulso allo sviluppo dell’economia isolana. Una specificità di questo giornale salta subito all’occhio guardando le sue prime pagine dell’epoca: era suddiviso in due colonne, una scritta in francese e l’altra… in italiano. Era l’italiano infatti – all’epoca e fino ai primi anni del XX secolo – la lingua abituale dei Corsi, usata nella corrispondenza e ancora largamente nella Chiesa, nell’istruzione e negli atti amministrativi. Il suo suo negli atti ufficiali verrà vietato dalla Corte di cassazione il 4 agosto 1859. Se l’uso dell’italiano prendeva atto della situazione linguistica dell’epoca, lo sforzo del giornale era invece proprio quello della costruzione di una nazione francese unita attorno agli stessi valori e alle stesse leggi. E il Journal de la Corse del XXI secolo si porterà dietro un po’ di quest’anima legislativa delle sue origini, con molte pubblicità e annunci legali ancora presenti, accanto alla cronaca locale, sulle sue colonne.