Correva l’anno 1858

Garibaldi, ormai sistemato a Caprera, ottiene in regalo dalla sua amica ed ammiratrice Emma Roberts un cutter di 42 Tonn. a cui mette il nome “Emma” e col quale naviga a più riprese tra l’isola e il continente, sia per i suoi spostamenti che per guadagnare qualche nolo. Anzi, una volta portò da Genova alla Maddalena i pezzi di un piccolo ponte metallico per conto del “Genio Militare” ricavandone tra nolo e cappa la somma di Lire 311 ,22.  “….La vita a Caprera non correva sempre monotona perché Menotti e Teresita si recavano spesso a La Maddalena, ove si facevano nell’intimità cordiale frequenti feste da ballo nelle famiglie. I due figli di Garibaldi, fatta la traversata in battello, si univano con alcuni giovani del paese, prendevano al laccio alcuni asinelli selvaggi che allora abbondavano nell’isola, e su questi al trotto, verso l’abitato. I balli si protraevano fin verso le due del mattino e spesso fino al giorno seguente“. Così Clinio Quaranta in un articolo del 1928, raccogliendo la testimonianza di Luigi Bottini, il muratore di Garibaldi, proprietario dell’albergo ‘Belvedere’ in via Nazionale. Il periodo cui si riferisce sono gli anni tra il 1855 e il 1860.

10 gennaio

L’ultimo censimento degli ‘‘antichi Stati sardi’’ registra in Sardegna 573.115 abitanti (gli analfabeti sono il 93,6%).

24 settembre

Muore Forman Richard Collins e la vedova esprime l’intenzione di liberarsi della proprietà di Caprera.

21 ottobre

Apprendiamo da “La Rivista Marittima” del luglio 1896, “L’ASSALTO DEI FRANCESI ALL’ISOLA DELLA MADDALENA NEL 1793” dove l’autore risponde ad A.V. Vecchi autore di un articolo sulla stessa rivista nel numero di Maggio. “…..Emilio Prasca per saperne di più aveva interessato l’ammiraglio Giuseppe Albini, che aveva sposato una Ornano a La Maddalena, ed era padre di un altro Ammiraglio Giovanni Battista, nato a La Maddalena. G. Albini scrive a Nicolò Susini, sindaco nel 1849 (e anni successivi) quando Garibaldi giunse all’isola per la prima volta. Nicolò era fratello di Francesco (padre di Pietro, di Antonio e Nicolò), figli tutti e due di Giò. Domenico e di Maria Domenica Ornano. La parentela è chiara: la moglie di Giuseppe Albini e la mamma di Nicolò sono due Ornano. Ciò spiega perché rispondendo ad Albini Nicolò scrive: “La Maddalena, li 21 ottobre 1858. Signor Cugino carissimo, Dopo aver fatte le più accurate indagini, per mezzo di documenti, e di schiarimenti presi dalle persone più annose di questo paese, mi è riuscito raccogliere le seguenti nozioni sull’approdo della flottiglia Francese in queste acque, che per appagamento del di Lei desiderio mi affretto a porgerLe. Nel 1793, comandava quest’isola un certo signor Riccio, il quale avendo appreso da un Patrone di barca pescareccia imminente l’approdo della predetta flottiglia, ne rendeva immantinenti consapevoli i popolani, i quali senza frapporre indugio faceano partire le loro rispettive mogli per Tempio e per altri villaggi della Gallura, ed assieme i figli il cui braccio non era atto al maneggio delle armi, onde potere con maggiore intrepidezza opporre resistenza all’invasione del nemico (il primo sfollamento della storia per gli isolani in Gallura, cui seguiranno quelli della seconda guerra mondiale, NdR); …… una bomba caduta sulla piazza del Molo, venne raccolta dal fu mio padre (Giò Domenico), ed è quella che trovasi attualmente collocata sul vertice d’una piccola piramide, innalzatasi nella fausta occasione, nella quale venne visitata La Maddalena dalla felice memoria dell’estinto sovrano Carlo Alberto (1843, 50° della battaglia, NdR.).” Tanto ho l’onore di farle conoscere in riscontro al pregiatissimo di Lei foglio, all’atto che augurandomi favorevoli occasioni a servirla, passo a dichiararmi col più distinto ossequio e sincera stima. Di Lei aff.mo Cugino, Sindaco Nicolò Susini”. Resta da aggiungere che G. Albini aveva con sé il famoso archipendolo con il quale Napoleone bombardò La Maddalena, lo passò poi a Torino accanto alla spada che Napoleone cingeva alla battaglia di Marengo. Lo strumento era stato dato all’ammiraglio da suo suocero l’Ufficiale Giovanni Ornano, che aveva partecipato alla battaglia, ed era stato depositato nella sala modelli della Regia Marina Sarda in Genova nel 1859, di qui poi trasferito nell’armeria di Torino, facendone omaggio al Re……..” . Vedi anche: Le bombe sulla chiesa