Correva l’anno 1864

Correva l’anno 1864 e crediamo si tratti della più antica fotografia realizzata a Caprera (1864), grazie alla quale è possibile avere una visione della casa di Garibaldi nel momento in cui era abitata dall’eroe. Da sottolineare due particolari importanti, il primo dei quali è la casa sviluppata su due piani, così come originariamente costruiti da Garibaldi, (pare che il piano superiore crollò per un difetto di fabbricazione attorno al 1870, se non ricordo male); il secondo è, come dichiarato dal fotografo parmese che realizzò la foto, la presenza dello stesso Generale sull’uscio di casa… come dire… una finestra sulla storia!

Correva l'anno 186420 gennaio

Il cielo stellato e il mare calmo promettevano un viaggio tranquillo e senza pericoli. A bordo della nave passeggeri con destinazione Sardegna nessuno conosceva quell’uomo alto e grosso, che con la giovane moglie era diretto all’isola della Maddalena. Forse solo il comandante del traghetto aveva intuito la vera destinazione di quello straniero dalla folta barba nera e dall’abbigliamento alquanto trasandato. Da quando, quattro anni prima, erano partiti in mille da Quarto e in pochi mesi avevano fatto l’Italia, dal porto di Genova erano passati un po’ tutti: re, ministri, rivoluzionari, poeti e avventurieri d’ogni genere. Tutti volevano andare a far visita all’Eroe dei Due Mondi. Questi, infatti, ancora convalescente dopo gli scontri dell’anno prima con il regio esercito sull’Aspromonte, si era ritirato sulla sua piccola isola e inospitale di Caprera. Non sorprese dunque nessuno sentire quell’uomo parlare con la sua giovane donna ora in russo ora in inglese. Egli non poteva che essere uno dei tanti ammiratori del Generale. Nonostante i modi un po’ sbrigativi e il tono alto della voce, si capiva che era un uomo colto, deciso e probabilmente con un’importante missione segreta da compiere. Quella notte fu visto pensieroso scrutare il mare, scrivere in coperta e fumare enormi sigari fino a notte fonda, quando, vinto dalla stanchezza, si assopì per alcune ore. La traversata fu, secondo le previsioni, senza sorprese. Le stesse forti correnti delle Bocche di Bonifacio non diedero problemi. In meno di dodici ore il vapore arrivò a Cala Gavetta, il piccolo porto della Maddalena. Era la mattina del 20 gennaio 1864. La temperatura dell’aria era particolarmente mite e certo non paragonabile a quella cui la coppia era abituata nella lontana Siberia. L’uomo con la barba era, infatti, il pericoloso e irriducibile rivoluzionario Michail Bakunin. Vedi anche: Giuseppe Garibaldi e Michail Bakunin. 

28 giugno

Maggior Leggero batte cassa con il Governo del Costa Rica. Giovanni Battista Cogliolo, capitano dell’esercito italiano, si presentò al consolato costaricense di Genova con un diploma di don Juan R. Mora, presidente della Repubblica di Costa Rica, datato 22 ottobre 1856, in cui si affermava che il nostro Cugliolo fu nominato guardiano di Dogana costaricana nel porto di Puntarenas con uno stipendio mensile di 30 pesos. Sostiene di essere rimasto in quella posizione fino al mese di settembre 1860, quando, a seguito degli eventi politici che si sono verificati in Costa Rica, è stato costretto ad abbandonare la sua posizione e rifugiarsi in Italia. Il Cugliolo assicurava anche che in quell’intervallo di quattro anni in cui è stato al servizio del governo della Repubblica, nonostante gli siano stati indicati trenta pesos al mese, non ha mai ricevuto un quarto del suo stipendio e quindi è stato creditore del governo della Costa Rica in mille quattrocento pesos, più o meno, per quello che chiede il pagamento dell’importo attraverso questo consolato.

19 luglio

Il contadino ponzese Giosuè Impagliazzo e Giuseppe  Garibaldi. Il contadino campano, capotistipite della numerosa colonia degli Impagliazzo presenti a La Maddalena, incontrò l’eroe dei due mondi, e lo seguì a Caprera per la coltivazione della vite. Giuseppe Garibaldi, nel lasciare l’Isola d’Ischia con il vapore “Zuavo di Palestro”, dopo un mese di soggiorno non del tutto tranquillo, condusse con sé il contadino locale per farsi aiutare nella coltivazione del suo fondicino di Caprera, avente caratteristiche analoghe a gran parte dei vigneti ischitani. L’agricoltore, come unico bagaglio, portò un fascio di vitigni locali. Giosuè, nato a Ponza nel 1821, approdò per la prima volta a La Maddalena con Garibaldi, che lo portò con sè nel 1864 a bordo della nave Zuavo di Palestro dall’isola di Ischia. Aveva bisogno di un vignaiolo per Caprera e Giosuè, estremamente povero, accettò subito l’incarico, portando con sé solo una vecchia zappa e qualche tralcio di vite. Nient’altro. Allora, erano poveri davvero! Si trasferì definitivamente a La Maddalena intorno al 1868 con la moglie ponzese Maria Carolina Vitiello (1832-1905) e i suoi sette figli ai quali se ne aggiunsero altri tre nati a La Maddalena. Fece diversi lavori, tra cui anche il marittimo. Prima del 1882 acquistò una barca, l’”Angela”, con la quale riforniva le navi ormeggiate alla fonda in rada. Il figlio, Nicola (1852-1936), fu per molti anni, il traghettatore di fiducia di Garibaldi per attraversare il braccio di mare che separa La Maddalena da Caprera. Per una strana coincidenza, il figlio di Nicola, Filippo, sottufficiale della Marina, fu per molti anni custode del Museo di Garibaldi. Tre generazioni legate alla vita del Generale a Caprera. Una curiosità: la moglie di Nicola Impagliazzo era tale Silveria Vitiello di Simone e Carmela Balzano, soprannominata “la ricciolina”, da cui il nome della nota località maddalenina, dove Silveria e Nicola vissero.