Correva l’anno 1870

In questi anni l’economia locale si orienta, nella latitanza degli investimenti governativi, sulla marina mercantile, sulla pesca, su pochissima agricoltura e sull’estrazione dalle cave di Cala Francese di un granito che risulta essere il più resistente e il più compatto al mondo, ma, proprio per questo, il più duro da lavorare. Nel 1870 il lavoro degli scalpellini, per quanto spossante, diventa più frenetico. Sono già in corso alcuni grandi lavori per ammodernare il centro cittadino e la Banca di Costruzioni di Genova rileva la concessione per lo sfruttamento delle cave, richiamando in loco gli abili maestri tagliatori della Toscana, dell’Emilia e della Liguria. Nel giro di poche decine di anni il granito lavorato inizia ad essere esportato nel continente italiano, e successivamente all’estero, dall’Egitto al Brasile, dagli Stati Uniti a Panama… Si apre una gloriosa cava, in seguito, anche a Santo Stefano e si scopre che per chi ha voglia di lavorare e conosce il mestiere dello scalpellino, a La Maddalena il lavoro non manca. La popolazione è di 1.724 persone con dimora stabile al momento del censimento. A questo numero si devono aggiungere 190 lavoranti non ancora residenti e un numero imprecisato di persone imbarcate. L’ingegnere inglese Bertlin, di origine maltese, fu il primo a lanciare le cave all’estero, dopo averle rilevate dalla Banca di costruzioni di Genova, successivamente si associò ad Attilio Grondona, genovese, e dal sodalizio derivò la Società Esportazione Graniti Sardi.

18 gennaio

Terremoto nella notte (ma senza danni) a Sassari e dintorni.

11 luglio

Ccirca l’acquisizione di Garibaldi della metà dell’isola di Caprera che ancora non gli apparteneva (1864) esistono diverse versioni a seconda della fonte considerata: secondo A. Dumas ed A. Cagnoni, Garibaldi comprò la restante porzione dell’isola dalla signora Collins, che la mise in vendita dopo la morte del marito; secondo Tito Stagno ed Aldo Chirico, invece, fu Emma Roberts a donarla dopo aver promosso una sottoscrizione in favore dell’eroe (molto amato anche in Inghilterra) sul “Times” di Londra; per Giancarlo Tusceri, C.E. Collins, l’11 luglio 1870, vende a Menotti Garibaldi i suoi possedimenti per 30.000 lire nuove, registrando il contratto al 1864 con il notaio Altea; secondo quanto scritto dalla Marina Militare (questa versione forse è la meno attendibile) Garibaldi entrò in possesso di tutta l’isola alla morte della signora Collins avvenuta probabilmente nel 1864.

19 luglio

Garibaldi, in qualità di primo promotore della Società Anonima Nazionale di Bonificazione, Colonizzazione e Coltivazione della Sardegna, chiede al governo di cedere a scopo agricolo la metà dei terreni ex ademprivili che dovrebbero essere dati alla compagnia ferroviaria.

20 settembre

Presa di Roma. Muore a Porta Pia il tempiese Andrea Leoni. (Era furiere maggiore dei bersaglieri. Era tempiese di nascita e a Tempio una lapide lo ricorda nel palazzo comunale ed un’altra gli è dedicata nella stessa cappelletta del cimitero. Dice così: «Alla santa memoria / di Andrea Leoni / furiere maggiore dei bersaglieri / caduto a 27 anni / da piombo mercenario colpito / eroicamente / nella rendenzione di Roma combattendo / il 20 settembre 1870 / la famiglia inconsolabile / pose». E’ una lapide interessante per alcune espressioni: prima fra tutte quella che accenna al proiettile che lo colpì, definito «piombo mercenario». Come si sa, gli zuavi facevano parte del contingente di truppe che la Francia di Napoleone III aveva stanziato a Roma a difesa del Papa. Tempio aveva, alla fine dell’Ottocento, un forte gruppo di intellettuali progressisti, debitamente laicisti anzi perfino anticlericali, come allora si conveniva. E’ forse a una loro suggestione che si devono parole come queste.)

Con la conquista di Roma può considerarsi concluso il Risorgimento. La Maddalena, patria di elezione di uno dei suoi massimi esponenti, Garibaldi, ne ricorda i principali personaggi ed eventi nell’intitolazione di tantissime vie e piazze. Ricordiamo Via Aspromonte (ferimento di Garibaldi) Via Cesare Balbo, Via Fratelli Bandiera, Via Fratelli Cairoli, Via Castelfidardo, Via Calatafimi, Via Cappellini (medaglia d’oro, morto durante la battaglia di Lissa) Via Cavour, Via Curtatone, Via Dandolo, Via Massimo d’Azeglio, Via Nicola Fabrizi, Via Manfredo Fanti, Via Anita Garibaldi, piazza Giuseppe Garibaldi, Via Menotti Garibaldi, Via Gianicolo, Via Melchiorre Gioia, Via Goito, Via Giusti, Via Guerrazzi, Via Indipendenza, Via La Marmora, Via Magenta, Via Goffredo Mameli, Via Daniele Manin, Via Marsala, Via Mazzini, Via Mentana, Via dei Mille, Via Montanara, Via Monterotondo, Via Montebello, Via Nizza, Via Palestro, Via Quarto, Piazza Saint Bon, Via Solferino, Via Tito Speri, Via Nicolò Tommaseo, Via Villa Glori, Via Vittorio Emanuele, Via Volturno, Via XX Settembre.

4 ottobre

Arriva a Caprera, a bordo del “Ville de Paris” il generale Bordone che invita Garibaldi ad andare a combattere contro i prussiani che hanno invaso la Francia. Due giorni dopo il nizzardi si imbarca sulla stessa nave e sbarca a Marsiglia, dove viene accolto trionfalmente.

6 ottobre

Il 19 luglio la Francia dichiara guerra alla Prussia. Dopo la sconfitta di Napoleone III, il 4 settembre viene proclamata la Repubblica,; Parigi viene assediata. In Italia, dopo un ultimo fallito tentativo di Vittorio Emanuele di risolvere pacificamente il problema di Roma, l’esercito italiano occupa la città. Il 6 ottobre alle ore 9 Garibaldi parte da Caprera con il piroscafo “Ville de Paris” e sbarca a  Marsiglia alle 21 del giorno 7. Offre il suo aiuto alla giovane repubblica e il giorno 11 novembre è nominato generale comandante dei volontari e dei “franchi tiratori”.

25 ottobre

A Sassari, alle 17, l’inconsueto spettacolo dell’aurora boreale.