Correva l’anno 1890

Lo sviluppo urbano, legato all’istituzione della base della Marina e delle fortificazioni, richiamò imprese e maestranze dal continente. Intorno al 1890 arrivò a La Maddalena un ingegnere maltese, Giorgio Bertlin, allo scopo di rimettere in attività la cava di Cala Francese, che prese in affitto dai Bargone e dai Susini.
Bertlin impostò un programma di modernizzazione dell’impianto che gli consentì di sfruttare la congiuntura economica favorevole arrivando ad impiegare oltre cinquanta operai.
L’ingegnere fu l’esecutore di molte opere costruite tra il 1892 e il 1895, tra cui: la pavimentazione della piazza Mercato, ora Garibaldi, di una parte di Piazza Renedda (Umberto I), le scalinate delle vie Marco Polo e Colombo, via Italia, via Garibaldi, via Marina, Piazza del Molo e di buona parte del centro storico e fu collaudatore dei lavori del mercato nel 1894. Nello stesso anno venne realizzata la diga-passaggio in terrapieno, venne costruito il primo ponte che univa le isole di Maddalena e Caprera. Era arcato, metallico in traliccio, girevole, ad una corsia, costruito dalle Officine Savigliano di Genova. La realizzazione fu dovuta non tanto per unire la Casa e la Tomba di Garibaldi all’isola madre, quanto per ragioni militari. Nel 1897 era stata iniziata la coetruzione della Batteria di Punta Rossa oltre alla postazione di avvistamento di Tejalone. Mentre nel 1899 furono terminate le costruzioni delle fortezze di Punta Coda, Poggio Rasu Superiore, Poggio Rasu Inferiore e Arbuticci. Fino ad allora Caprera, da Maddalena, si raggiungeva con la barca, ed era questo il mezzo utilizzato da Garibaldi negli spostamenti per e da l’isola madre.

20 gennaio

Nasce a La Maddalena Giacomo Origoni. Da giovane fu attore del cinema muto. In età più matura rientrò all’Isola dove intraprese un’attività commerciale. Massone, anticlericale ed antifascista, fu vice sindaco di Domenico Tanca nel 1946. Interpretò ‘La moglie sua eccellenza’, nel 1921 per la regia di Edmondo Bencivenga; ‘La misca d’oro’ sempre nel 1921, regia di Riccardo Cassano e ‘Una strana avventura’ nel 1922, regia di Robert Peguy. Giacomo era lo zio di Lia Origoni, la grande cantante maddalenina, e fu lui apprezzato artista del muto, amico del grande tenore tempiese Bernardo De Muro e di Donna Clelia Garibaldi, a condurre la giovane Lia dal grande maestro perché esprimesse un giudizio su quella giovane voce. “Ha un voce melodiosa tale a quale alla Malibran”, disse De Muro alla giovane Lia e allo zio Giacomino.

26 febbraio

Umberto I Re d’Italia; Divenuto re nel 1878, fu sostenitore della politica di Francesco Crispi e dopo il 1896 della linea autoritaria dei governi che seguirono alla sconfitta di Adua e alla caduta di Crispi. I suoi contatti con la Sardegna si limitarono ad alcuni viaggi: una prima volta nel 1890, quando in agosto visitò le fortificazioni di La Maddalena e l’isola di Caprera; Le isole Maddalena e Caprera vengono collegate da una diga ponte di 600 metri interrotta da un ponte più volte ristrutturato nel corso degli anni, fino al suo attuale completo rifacimento avvenuto nel 2008; Don Vico viene denunciato e processato davanti al pretore di La Maddalena, per disprezzo delle leggi dello Stato, per non aver ammesso a fungere da padrino una persona sposata solo civilmente. Il Consiglio Comunale unanime con Delibera Comunale n° 851 delibera di rinominare piazza Renedda in piazza Umberto I, “volendo perpetuare la gloria che provò il paese per lo sbarco avvenuto di S.M. il Re col dilettissimo figlio il principe ereditario“.

17 marzo

Nasce alla Maddalena, Pietro Bargone. All’entrata in guerra dell’Italia (Prima guerra mondiale) aveva quindi 25 anni. Arrivò la chiamata alle armi e venne inquadrato nel 150° reggimento che faceva parte della Brigata Trapani. Il 17 settembre del 1916, combattendo per la conquista delle trincee di Lodvika, sotto un violento fuoco nemico, con coraggio e perizia condusse il suo plotone all’assalto delle trincee austriache. L’assalto si infranse contro i reticolati di filo spinato esposti al fuoco nemico diretto, Ii suoi uomini combatterono aspramente senza retrocedere; finché non arrivò l’ordine di ripiegare. Per questa azione Bargone venne decorato di Medaglia di Bronzo al Valore militare. Circa un mese dopo era ancora alla testa dei suoi uomini nei combattimenti del medio Isonzo, sulla Collina “Fiore”, vicino Gorizia e mentre conduceva un assalto, cadde colpito a morte il 1 novembre 1916. Aveva 26 anni. Gli fu concessa una seconda Medaglia al Valore, questa volta d’Argento ed alla memoria, con la seguente motivazione: “Splendido esempio di slancio e coraggio ai suoi soldati, raggiungeva in breve tempo ed occupava con la sua compagnia una posizione nemica. Con calma e fermezza sventava un contrattacco avversario e incitava i suoi uomini finché mortalmente colpito, non cadeva sul campo“.

2 giugno

Fin dal 1882, sotto l’influsso della recente morte, Menotti Garibaldi era riuscito a far firmare ai congiunti un atto di donazione allo Stato, ma in presenza di disaccordi, l’Amministrazione della Marina preferì accettare una formula mista, con la quale case e annessi sarebbero stati donati, mentre il resto dell’Isola sarebbe stato espropriato per uso militare, dietro un compenso. Gli eredi Garibaldi vollero che nello schema di convenzione a cui si addivenne il 2 giugno 1890 e che valutava il prezzo totale della proprietà in £. 300.000, fosse inserita la clausola seguente: “Dal presente atto restano esclusi la casa, la tomba, ed i terreni annessi, ossia frutteto, aranceto, oliveto cinto da un muro a secco, comprese le tre case del pastore e i due mulini a vento che la famiglia Garibaldi cede e dona alla Nazione, riservandosene l’uso come conferma al primo atto di donazione”. Ma anche di tale schema di convenzione non se ne fece nulla, soprattutto perché gli eredi – in particolare Ricciotti e Francesca – non ne volevano precisare l’uso che avrebbero fatto dei beni espropriati, cioè della casa e di quanto in esso contenuto.

17 giugno

Lo Stato, allora dietro sollecitazione del Parlamento, emise la legge che dichiarava monumento nazionale la tomba dell’eroe; contemporaneamente venivano avviate le pratiche di espropriazione. Scorrendo gli atti relativi, emerge l’atteggiamento sempre reverente della Marina nel perseguimento della salvaguardia di Caprera per quanto di sacro essa ormai rappresentava per l’Italia. Vi si nota il rigoroso rispetto per le persone degli eredi pure nel continuo servizio agli interessi superiori del Paese.

9 luglio

Nasce a La Maddalena, Luigi Frau. Era un ufficiale di complemento, chiamato quindi alle armi per svolgere il servizio militare di leva all’entrata in guerra dell’Italia, subito dopo essersi laureato. Venne inquadrato come sottotenente nella gloriosa Brigata Sassari e più precisamente al comando della 233^ compagnia Mitraglieri Fiat. Frau partecipò a tutti i più duri combattimenti che la Sassari affrontò sul fronte del Carso ed a soli 25 anni affrontò coraggiosamente le battaglie di “Bosco Cappuccio” e della “Trincea delle frasche” nel 1915, nomi entrati nella leggenda della Brigata Sassari. Durante queste battaglie rimase seriamente ferito, si fece medicare e si oppose decisamente al medico voleva inviarlo nelle retrovie per le cure necessarie; ritornò invece tra i suoi uomini e si riprese a combattere. Per questo gesto e per la sua condotta durante la battaglia gli venne concessa una medaglia d’Argento al Valor militare! Nel 1917 Frau faceva ancora parte della “Sassari” e nel mese di agosto partecipò ai duri ed oramai leggendari combattimenti per la conquista del Monte Nero. Purtroppo fra i tanti caduti di quel giorno ci sarà anche il tenente maddalenino Luigi Frau, aveva compiuto da poco più di un mese, 27 anni. Arrivò per lui una promozione postuma a Capitano.

17 luglio

Con la legge n. 6973 viene dichiarata monumento nazionale la tomba di Giuseppe Garibaldi a Caprera. Questo il testo: “Umberto I per grazia di Dio e volontà della Nazione Re d’Italia. Il Senato e la Camera dei deputati hanno approvato; Noi sanzioniamo e pubblichiamo quanto segue. Art. 1) La tomba di Giuseppe Garibaldi un Caprera è dichiarata monumento nazionale. Art. 2) Il Ministero della Marina è incaricato di provvedere alla custodia ed alla conservazione della tomba predetta mediante una guardia di veterani del corpo reale equipaggi. Art. 3) I ministri dell’interno e della marina sono incaricati dell’esecuzione di quanto è prescritto negli articoli precedenti. Ordiniamo con la presente, munita di sigillo dello Stato, sia inserita nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d’Italia, mandando a chiunque spetti di osservarla come legge dello Stato. Data a Roma, addì 17 luglio 1890.