Correva l’anno 1911

Correva l'anno 1911

Correva l’anno 1911 e il censimento aveva registrato una popolazione di 8.809 residenti, 776 in più rispetto a quello del 1901. Dieci anni prima (1891) la popolazione era di 6.798 residenti, ben 4.907 in più rispetto al 1881, quando era di poco meno di 2.000 persone. Tra la fine dell’800 e i primi anni del ‘900, in conseguenza del potenziamento della Piazzaforte, i consistenti flussi migratori, sia dalla Gallura (e resto della Sardegna) che dalla Campania come anche dalla Toscana, stavano provocando l’imbastardimento del dialetto maddalenino, d’origine corsa (e genovese). E, a seconda della via o del quartiere nel quale, un ipotetico passante si fosse inoltrato, avrebbe sentito abbondantemente parlare in napoletano-ponzese, toscano-elbano, genovese/spezzino, logudorese, gallurese, barbaricino, e sempre meno in isulanu.

Un’azione politica che all’epoca dovette suscitare non poche perplessità e polemiche, e naturalmente, il disappunto del parroco Antonio Vico. In pieno clima liberale e anticlericale il Comune di La Maddalena procedette alla nuova denominazione di alcune vie. Fu così che, ad esempio, via Santa Maria Maddalena divenne via Ilva; via del Rosario divenne via Raffaello Sanzio; via San Vittorio divenne via Cairoli; via Monte Sinai divenne via Galileo Galilei; via sant’Andrea divennero piazza Verdi e piazza Toselli, via Sant’Erasmo divenne via Vincenzo Sulis; via San Luca divenne via Bixio; via San Pietro divenne via Ferruccio; via Sant’Ambrogio divenne via Pietro Micca; via Sant’Agostino divenne via Castelfidardo. È vero che all’epoca anche altre vie cambiarono denominazione. Ad esempio, via Umberto divenne via Regina Margherita; via Grande divenne via Vittorio Emanuele e piazza Renella via Umberto I, ma è pur vero che di tante via intitolate ai Santi non rimase che piazza Santa Maria Maddalena, precedentemente denominata piazza di Chiesa.

28 febbraio

425 lavoratori agricoli e braccianti del contado di Bonifacio, stanchi dei salari da fame si erano riuniti e organizzati dal sindacato, erano scesi in sciopero (termine per il quale il dialetto bonifacino usa la parola francese, greva). Ben presto erano stati raggiunti nell’agitazione dagli operai della locale fabbrica di tappi; il 28 febbraio 1911, un’autentica folla per le dimensioni di Bonifacio si radunò quindi vicino alla fontana di Longone (Lungùn). I lavoratori in sciopero si presentarono, secondo le testimonianze rigorosamente in bonifassin, ”cu asi, pulitrici e asinini, carghi di ferri da travaggià, di bariloti e di catini”; insomma erano arrivati direttamente dai campi con gli asini carichi e gli attrezzi da lavoro, “Con asini, asine e asinelli, carichi di attrezzi da lavoro, di barilotti e cesti da soma”. Erano i pialinchi, ovvero i braccianti, i lavoratori agricoli (da piale, vale a dire la piccola parcella di terra lavorata). E non scherzavano per niente: prese la parola un rappresentante, dichiarando quanto segue: ”I poveri ne hanno abbastanza di essere schiavi di tutta questa banda di ricconi (…) Non vogliamo più mangiare acciughe, vogliamo carne e maccheroni, e vogliamo bere buon vino e non l’acqua della fontana di Longone!” Continuò un altro: ”I sindacati sono stati formati per difendere le nostre rivendicazioni, e se il salario delle giornate di lavoro non aumenterà, noi non pagheremo più le tasse e i contributi!”. Chiedevano un aumento di cinquanta “patacconi” a giornata, vale a dire circa tre franchi; quel che ottennero furono dieci patacconi in più.

6 maggio

Anche alla Maddalena si festeggiano i cinquant’anni dello Statuto. Con una circolare del 1861 si diede istruzione ai Comuni sulla realizzazione della Festa nazionale dello Statuto (o festa dell’Unità d’Italia) per coinvolgere il più possibile la popolazione e organizzare sontuosi parate, spettacoli e divertimenti pubblici. (Ministero dell’Interno Circolare N.39 Torino addi 6 maggio 186)

29 maggio

Immane tragedia a La Maddalena, nella costruzione del Palazzo scolastico, perirono 13 ragazzini manovali, in quanto il peso del grosso cornicione, cadde sui ponteggi sottostanti, lato campo sportivo.

26 luglio

Da una cronaca della “Nuova Sardegna” di venerdì e sabato 28-29 luglio riportiamo: La cronaca si sa, è la riproduzione di tutto quanto si svolge, nella vita cittadina e perciò eccomi oggi a narrarvi dell’inaugurazione dei nuovi locali dell’Asilo San Vincenzo e della cerimonia seguita lunedì mattina con una messa nella chiesa basilicale, musicata dal maestro Perosi ed eseguita dalle alunne del laboratorio.
Nelle ore pomeridiane ebbero luogo in forma solenne i saggi accademici e la premiazione degli alunni.
Non mi proverò a narrare degli intervenuti; sarebbe dura impresa. Basti dire che dall’ammiraglio al sott’ufficiale, dallo studente all’impiegato, dal negoziante al proprietario, tutto quanto in se racchiude. Maddalena di signorile ed intellettuale affluì dentro il vaso cortile dell’asilo.
Punteggiavano bellamente la gran massa el pubblico viventi aiuole di fiori umani, costituite da gruppi variopinti di signore e signorine, alcune delle quali radiose di attraente bellezza e di morbida eleganza. La giovine consorte del capitano di marina Zanetti, greca di nascita, pareva veramente discesa dall’olimpo ellenico.
Alla rinfusa noto, fra il gaietto sciame le signorine Caterina Fortuna, Annita Bolasco, Latina Ugazzi, Dovina Martini, Annibaldi, Bargone, Polverini, Petella, Onorato, Giuseppina Rocca e le signore Mellina Fortuna, Mauro, Faedda, Vianello, Rusca, Pocobelli, Michel, elegantissima, Accame e cento altre di cui non serbo memoria o non conosco il nome Pardon!
Nello svolgimento del programma si distinsero le signorine Vallosio, M.Ornano, Urtis, Fasano per il canto; le signorine Lo Cascio, Palmia, Cossu, sorelle Aiassa Saverio, Comeglio, Coffici, Livi Livia, De Zerega per la recitazione e declamazione; le graziose bimbe sorelle Fraantoni e le signorine Giuseppina Garibaldi, figlia del generale Ricciotti, Gaudenzi, Cassinelli, Scotto, sorelle Frau, Csanova, Palmia e Cossu per il pianoforte.
La Vallosio, accompagnata dal violinista Dussoni, sospirò divinamente l’immo tale Ave Maria di Gounod.
Di quando in quando s’intonavano cori dolcissimi e patetici di voci bianche, che inondavano il cuore di mistica esultanza.
L’orchestra era composta dai musicanti della regia marina signori Bini, Cavallini, Di Franco, Bartoli, Gianfreda, Cutrone, Cardinale, Mandalari e Dussoni, diretta magnificamente dal signor Lippolis, maestro e compositore, di cui fu suonata anche un’assai bella e molle mazurka.
Gli applausi, gli evviva, i bravo, i battimani e le acclamazioni prorompevano sovente dall’animo dell’uditorio entusiasmato.
Si declamò, si cantò, si suonò si recitarono scherzi umoristici, si svolsero esercizi ginnastici e fu pronunziato dal cav. Savino Satta un discorso di occasione.
L’accademia si protrasse fino a tramonto di porpora.
Suor Elisa dirigeva la festa.
Ieri, poi, nel pomeriggio, a coronamento elle belle feste inaugurali, ebbero luogo la mostra dei lavori femminili e la lotteria di beneficenza in favore degli alunni poveri.
Bisogna vedere quali fini opere di perfezione e di gusto artistico escono dalle pazienti e gentili dita delle alunne.
Fa le espositrici meritano maggior lode la sig.na Variani, la maestra Ida Conti, Giuseppina Rocca, degnamente premiata, Domenica Vico, Eleonora Cateni, Codina e Dini.
Il sindaco Giuseppe Volpe acquistò parecchi lavori esposti per una somma rilevante.
Tutti, senza distinzione di parte o di principio, ebbero parole di lode per l’andamento dell’asilo, per la bellezza del sito eminente e per la linda proprietà ed eleganza degli edifici, costruiti dal valoroso disegnatore tecnico e architetto signor Raffaele Rossi in puro stile italiano.
Giuseppe Gotti

25 settembre

L’Italia dichiara guerra alla Turchia. Inizia la guerra di Libia, che durerà sino al 12 ottobre 1912 (pace di Losanna).

Ottobre

La piazza della Maddalena è posta in stato di guerra. Da Sassari e da Cagliari partono per la Tripolitania i contingenti del 45º e 46º Fanteria.

21 dicembre

800 cavalli sardi vengono inviati in Africa per essere impiegati in operazioni militari il Libia.

6 dicembre

Il Reparto dei Volontari Ciclisti e Automobilisti maddalenino, promuove una “Serata di Beneficenza” per le famiglie dei caduti maddalenini nella guerra Italo-Turca (1911-1912). All’inizio del 900 con l’introduzione di bicilette e automobili nei reparti dele Regio Esercito Italiano, il Touring Club Italiano fece opera di convincimento, presso i vertici militari, affinchè si organizzassero reparti di volontari ciclisti ed automobilisti. Secondo le intenzioni originali si trattava di una corpo (para-militare) composto da Volontari civili. L’esercito garantiva l’addestramento nei propri poligoni e la fornitura delle armi, mentre auto o bicicletta dovevano essere di proprietà del volontario. Nacque così , ufficialmente, nel 1908, il Corpo dei Volontari Ciclisti Automobilisti, avevano la loro divisa in panno di lana, decorata con un caratteristico distintivo e gli i istruttori (militari) erano ufficiali che facevano parte dei Bersaglieri. I Reparti si diffusero rapidamente nei principali centri italiani; la loro composizione era promiscua, anche se prevalevano studenti universitari e professionisti provenienti anche dal mondo dell’arte italiana, per cui l’età media variava dai 18 ai 40 anni. Un’intera generazione di artisti futuristi aderì, per esempio, ai reparti della Lombardia. Anche La Maddalena, ebbe il proprio Reparto VCA; gli associati seguivano gli addestramenti militari, probabilmente impartiti da ufficiali dei bersaglieri, di stanza all’epoca a Caprera. Oltre l’istruzione militare i VCA si adoperavano anche in una serie di iniziative benefiche ed umanitarie. La vita dei VCA fu però breve, allo scoppio della prima guerra mondiale (1915), il corpo fu sciolto per esigenze belliche, e i volontari che lo componevano vennero chiamati alle armi. Sparsi in giro per i principali fronti di guerra, molti di loro pagarono la loro voglia di arruolarsi con la vita. Al termine della guerra il corpo aveva cessato di esistere.

21 dicembre

Il governo invia in Africa 800 cavalli sardi da impiegare nelle operazioni militari nella guerra di Libia.