Correva l’anno 1935

L’Ilva è in II divisione, i giocatori sono Olivieri, Cenni, Mangini, Sarni, Padua, Barago, Canova, Tamagnini, Fiaschi, Salvadori, Girardi. L’Ilva visse un periodo di grande splendore alla fine degli anni trenta, incontrò squadre blasonate come Triestina, Ambrosiana, Genoa, Roma, giunte in Sardegna per scopi propagandistici. Con l´inizio della seconda guerra mondiale l’attività agonistica fu sospesa sino alla fine del conflitto.

23 febbraio

Il nuovo Podestà Giuseppe Cappio, prende il posto di Giacomo Pala. Il Cappio rimarrà in carica fino al 10 ottobre, quando viene a sua volta sostituito da Commissario Prefettizio Giulio Azara.

19 aprile

Al campo sportivo alla presenza del Segretario del Fascio, ha avuto luogo l’inaugurazione della stagione atletica del Fascio Giovanile di Combattimento. Agli organizzatori ha rivolto un breve discorso il Segretario del Fascio, il quale ha illustrato i benefici che lo sport arreca allo spirito e al fisico. Indi il camerata Masu, Addetto allo sport, ha tenuto una lezione teorico-pratica sull varie specialità dell’atletica. Ha avuto in seguito l’eliminatoria Comunale del Gran Premio dei Giovani. Eccone la classifica: Lancio della palla di ferro: 1° Rivano; 2° Sechi; 3° Marzoli. Salto in lungo: 1° Casella; 2° Sanna e Marzoli. Corsa piana m. 1.000 : 1° Bargone; 2° Rivano; 3° Poggi. Lancio del disco: 1° Rivano; 2° Pistolozzi; 3° Bargone…..

6-7 giugno.

Partono da Cagliari alla volta dell’Africa orientale i fanti della divisione ‘‘Sabauda’’. Mussolini e lo stato maggiore del fascismo (Ciano, Starace, Valle ecc.) in Sardegna per salutare i reparti. Mussolini visita la Sardegna.

10 giugno

Seconda visita di Mussolini (arrivò in divisa della milizia, accompagnato da Ciano e Starace, venne in visita a La Maddalena, dopo aver concluso un viaggio in Sardegna, a rendere onore alla tomba dell’Eroe dei due Mondi. A riceverlo fu il Generale Porta, con un plotone di militari delle forze armate presenti nella Piazza. La cerimonia in piazza Umberto I alla presenza di quasi la totalità dei maddalenini), ma anche (coincidenza?) l’arrivo dell’acqua corrente nelle case. Finalmente l’Isola ha il suo acquedotto, gli acquaioli vanno in pensione ed i vari pozzi e fontanelle saranno solo un ornamento ed un ricordo per le famiglie isolane, una di quelle conquiste che non si dimenticano. È di quegli anni anche lo spostamento del campo di gioco al Comunale, allora all’avanguardia, oggi di retroguardia. In piazza Umberto I (o piazza Comando) nascerà una piazza con fontana (u zampillu 1936) e fasci littori ai lati che verranno abbattuti alla fine della guerra. Negli anni ’30 la linea ferroviaria Palau – Tempio e la strada Palau-Arzachena-Olbia avevano dato un volto nuovo alla Gallura ed all’Arcipelago. Non più via mare per Golfo Aranci e Terranova, ma col postalino in 15 minuti verso Palau e poi in corriera per Olbia e Continente.

20 giugno

Il quotidiano cagliaritano L’Unione Sarda, pubblica l’elenco degli alunni meritevoli e promossi del Ginnasio maddalenino. Si noti che il Ginnasio in quel periodo prevedeva un corso quinquennale al quale si aveva accesso direttamente dalle elementari e che consentiva di approdare ai tre anni di Liceo. Solo successivamente è stata varata una riforma che ha istituito la scuola media triennale ed il quinquennio del Ginnasio-Liceo.

21 giugno

Viene ghigliottinato a Bastia, in Piazza San-Niculaiu, l’ultimo grande bandito còrso, Andria Spada. Le origini del banditismo corso si possono rintracciare nell’istituto sociale “vendetta”, o “vindetta còrsa”, cioè nel delitto d’onore. Va tenuto conto, poi, che nella società còrsa l’amministrazione della giustizia veniva affidata agli anziani del clan, una situazione ratificata anche negli “Statuti civili e penali” genovesi. Il banditismo ha avuto il suo massimo tra il XIX secolo e la prima metà del XX secolo. Il declino è stato dovuto alla cattura e uccisione dei grandi capi del banditismo insulare e la trasformazione della Corsica (anche con l’arrivo dei pieds noirs dall’ex Algeria francese): quale conseguenza, il banditismo è scemato ed è quasi tutto confluito nella lotta indipendentista del FLNC e nella mafia corsa, quest’ultima molto più redditizia. Una delle zone di maggior diffusione del banditismo corso era la Castagniccia.

3 ottobre

Alle cinque del mattino, senza dichiarazione di guerra, le truppe italiane invadono l’Etiopia.