Correva l’anno 1936

Viene inaugurata la nuova fontana in piazza Umberto I (piazza Comando) per i maddalenini sarà per sempre “U zampillu”.

Correva l'anno 19362 aprile

Anche il piccolo Ospedale Garibaldi, può vantare il suo primo nato, si tratta di Francesco Terrazzoni che verrà ricordato anche come apprezzato pittore isolano. L’ospedale (per i maddalenini, l’Ospedaletto Garibaldi) fu eretto dalla famiglia di Ricciotti Garibaldi, acerrimo rivale della sorellastra Clelia, in perenne lite giudiziaria tra di loro. La famiglia di Clelia rispose con l’asilo “Francesca Garibaldi”, nel gioco di accaparramento della benevolenza dei maddalenini.

21 aprile

Censimento straordinario detto ‘‘dell’Impero’’. La Sardegna ha ora 1.036.000 abitanti, in 278 comuni (118 in provincia di Cagliari, 72 in provincia di Sassari, 88 in provincia di Nuoro). I comuni sono stati drasticamente diminuiti in base a leggi del 1927-1928. La Maddalena conta 10.968 residenti, ma si arriva a 16.277 abitanti, contando i civili e il personale militare di stanza nella Base.

9 maggio

Conquistata Addis Abeba, Mussolini annuncia che il Regno d’Italia è diventato un Impero. I caduti sardi nella guerra sono 95.

17 luglio

Tentativo di colpo di stato dei generali ribelli per rovesciare il governo popolare della Repubblica spagnola. Inizia la guerra civile.

12 agosto

Terranova. Sbarcano le prime ‘‘littorine’’ destinate alla rete ferroviaria sarda.

15 agosto

Muore a Roma, Grazia Deledda. Era nata a Nuoro il 27 settembre 1871. Nel 1926 le fu assegnato il premio Nobel per la letteratura.

19 ottobre

Al maddalenino Giulio Azara (di Pietro Azara Buccheri e Maria Maddalena Millelire di Agostino) , nella sua veste di podestà, toccò l’onore di inaugurare lʹacquedotto civico. Egli scriveva al ministro dei Lavori Pubblici: “Inaugurazione Civico Acquedotto che scioglie promessa amatissimo Duce esaudisce ardente voto popolazione maddalenina che mio mezzo ringrazia Eccellenza Vostra per valido appoggio accordato scopo alacre compimentoʺ.

4 novembre

Viene festeggiato il 40° anniversario di fondazione della Cooperativa Caprera.

10 novembre

Nasce a La Maddalena Giovanni Scanu, negli anni Cinquanta-Sessanta uno dei principali protagonisti del calcio maddalenino con la maglia bianco-celeste.
Ancora giovanissimo, l’allenatore Mario Paoli lo fa esordire nel campionato 1954-55 nel ruolo di ala sinistra (il 24/10/1954 Bosa-Ilva 5-0). È quella un’Ilva che, dopo l’esperienza del biennio 1950-52 nel torneo nazionale, fatica a ritrovare lo smalto dei giorni migliori. In quegli anni, anche per assolvere agli obblighi di leva, Scanu gioca saltuariamente mentre dal 1959 figura stabilmente nella squadra che, progressivamente rinforzata, compete per il titolo regionale. Sono le annate in cui la formazione base propone Scanu I e Scanu II (il fratello Bruno nel frattempo inserito nell’organico). Tre volte secondi, due campionati vinti, la sfortunata Serie D chiusa con l’immeritata retrocessione, l’immediata risalita sfumata alle finali per opera dell’Olbia, l’Ilva baby che ci riprova dopo una felice opera di ringiovanimento ed ancora un secondo posto che premia l’Alghero: questa la sequenza dei campionati che Giovanni Scanu ha vissuto da protagonista.
Dopo oltre 220 presenza in bianco-celeste, con una settantina di reti all’attivo, gioca la sua ultima gara con l’Ilva il 14/5/1967 (Ilvarsenal-Arzachena 3-0). Nei due campionati 1967-69 milita poi nel Palau giocando 33 partite con 9 reti. Dopo una breve esperienza da allenatore-giocatore con il Maddalena si dedica infine al settore giovanile dell’Ilva.
Dotato di buona tecnica, Giovanni Scanu univa al vigore atletico una solida tempra agonistica: doti che, dopo le prime esperienze in attacco, gli hanno consentito di ben figurare sia a centrocampo che da terzino sinistro, ruolo nel quale ha giocato l’intero campionato di Serie D. Calciava bene con entrambi i piedi e concludeva in modo efficace realizzando in carriera parecchie marcature, talvolta decisive. (Gianni Vigiano)