Correva l’anno 1948

Nel 1948, con la nascita delle Scuole Materne Autonome Sarde, venne aperta una scuola materna a Moneta che sostituì quella privata gestita dalla Marina. I locali erano dapprima quelli della Caserma Sauro, messi a disposizione dalla Marina e in seguito a quelli del C.R.A.L .(Circolo Ricreativo Aziendale dei Lavoratori) fino a quando il Comune non ha costruito l’attuale sede delle Delle Scuole Elementari e della Scuola Materna. La Caserma Sauro ospitava anche una grande sartoria, gestita dalla Marina Militare, che offriva lavoro a tutte le donne che sapevano cucire. I militari fornivano i capi tagliati e tutto quanto occorreva per confezionare calzoni, giacche, mutande, camice, asciugatoi, panciere. Nonostante l’Amministrazione Militare avesse tentato di impegnarsi negli aiuti in tutti i settori e si fosse dimostrata spesso disponibile a concedere i locali per svariate attività, sembrava piuttosto insensibile alle esigenze di natura spirituale, per cui la chiesa ebbe difficoltà ad inserirsi nel corpo sociale della comunità operaia di Moneta e dovette trovare ospitalità al di fuori della struttura militare, presso un edificio privato, prima di trovare, sempre al di fuori della Moneta Militare, una definitiva sede per il culto. Tuttavia anche il circolo, detto il “Risorgimento”, principale luogo di svago e di divertimento aveva sede fuori dagli impianti militari. Il locale era aperto tutte le sere e spesso, durante la settimana, venivano proiettati film muti accompagnati in sordina dalla musica di un orchestrina che eseguiva brani musicali adeguati alla trama e alle sequenze della pellicola, all’epoca piva del sonoro. Un’alta attività rivestiva un ruolo importante per la vita sociale e culturale di Moneta, per iniziativa di Casali Menotti che in una stanza della propria casa aveva allestito un teatrino, con le quinte dipinte da lui stesso, dove capitava talvolta di ospitare delle compagnie teatrali vere e proprie provenienti dal continente. L’esempio di Moneta rappresenta una singolare tappa nel tentativo di dare soluzione al problema della residenza operaia, questa particolare esperienza urbanistica si esaurisce e si risolve, tuttavia, nell’incapacità di offrire, da parte dello stato, una risposta sufficiente alle istanze sociali generali della classe operaia locale.

25 gennaio

L’Assemblea costituente inizia la discussione sul progetto di Statuto speciale per la Sardegna e lo approva dopo solo tre sedute il 31 gennaio.

31 gennaio

Nasce la Regione autonoma della Sardegna; «La seduta termina alle ore 22.» Sono le 22 del 31 gennaio 1948. Nelle ultimissime ore della sua esistenza l’Assemblea Costituente approva lo Statuto speciale della Regione sarda (destinato a diventare, con la pubblicazione sulla «Gazzetta ufficiale», la legge costituzionale n. 3). Lo approva alla fine di tre giornate di discussione piuttosto frenetiche: il 28, il 29 e il 31 gennaio, con una brusca interruzione dovuta all’improvvisa opposizione di Luigi Einaudi, vicepresidente del Consiglio e ministro del Bilancio, messo in crisi dagli articoli sull’autonomia finanziaria della Regione: «L’Assemblea Costituente nel discutere questo articolo [è l’art. 8] deve guardare chiaramente alla conseguenza che esso ha dal punto di vista generale per il bilancio dello Stato – ha detto a un certo punto della discussione –. Se vi è un povero, in primo luogo esso è il bilancio dello Stato». Questa discussione in extremis e l’opposizione di Einaudi, superata soltanto con la mediazione di De Gasperi e la compattezza dei deputati sardi (che all’inizio della discussione si sono costituiti in «gruppo»), sono dei brutti segnali. A partire dalla primavera del 1947, quando si è rotta la cosiddetta «unità antifascista» e comunisti e socialisti sono stati estromessi dal Governo, l’entusiasmo regionalista dell’Assemblea si è molto attenuato: c’è stato anche un brusco ribaltamento di posizioni, con i democristiani – eredi dell’autonomismo sturziano – molto attenti a non allentare il cordone ombelicale fra Stato e Regioni e le Sinistre, invece, rapidamente passate da posizioni di centralismo «alla russa» ad un sostegno forte delle rivendicazioni regionali. Nella discussione finale i deputati sardi hanno resistito, mantenendo tutta la coesione che si poteva mantenere: i democristiani Gesuino Mastino e Salvatore Mannironi non hanno, nella battaglia parlamentare per l’approvazione dello Statuto, un ruolo meno rilevante di quello dei comunisti Renzo Laconi e Velio Spano e dello stesso «padre» storico dell’autonomismo isolano, il sardista Emilio Lussu.

26 febbraio

Con Legge Costituzionale n. 3 è promulgato lo Statuto speciale della Regione autonoma della Sardegna.

marzo

“All’inizio di marzo si diede vita al Comitato Civico di La Maddalena, durante una riunione molto accesa, e a tratti polemica, che si tenne al cinema Splendor”.
“Arrivarono anche da noi i segni della modernità: al cinema Splendor fu collocata la prima macchina per “cinemascope”, e il 30 ottobre 1955 venne data la prima proiezione col nuovo sistema”.
“Laddove le loro proposte non sembravano vantaggiose, non c’era alcun riguardo a rifiutare.
Fu così per il contratto d’affitto del cinema Splendor, più volte richiesto da parte degli americani e sottoscritto solamente quando le condizioni furono ritenute favorevoli per la parrocchia e la comunità dell’isola”. (Giancarlo Tusceri)

18 aprile

Vittoria della DC nelle elezioni politiche. Nell’isola ottiene il 51,19% dei voti. Vedi anche: 1948. Le elezioni del 18 aprile

1 maggio

Muore a Roma Giovanni Sechi; Ammiraglio e uomo politico (Sassari, 7 gennaio 1871 – Roma, 1 maggio 1948). Ministro della Marina, senatore del Regno. Dopo aver frequentato l’Accademia Navale di Livorno, percorse una brillante carriera giungendo ancora giovane al grado di ammiraglio. All’indomani della prima guerra mondiale fu ministro della Marina prima nel governo Nitti e quindi nell’ultimo governo Giolitti, nel periodo fra il giugno 1919 e il luglio 1921. Nel luglio 1919 era stato nominato senatore. Studioso di problemi della Marina italiana, scrisse anche su Il trattato di Locarno e l’equilibrio mediterraneo, 1926, sul comandante Ribetti, 1929, e l’armatore Rubattino, 1930. Contribuì a rafforzare la posizione di La Maddalena come piazzaforte marittima.

22 maggio

Nel governo De Gasperi Antonio Segni è ministro dell’Agricoltura e Foreste.

4 luglio

Il IX Congresso del PSd’Az, che si tiene a Cagliari, si conclude con la scissione guidata da Lussu che dà vita al Partito Sardo d’Azione Socialista.

20 luglio

Muore a La Maddalena dove risiedeva da lunghi anni, Antonio Cappai, già capo dell’Ufficio Tecnico del Comune di La Maddalena e fondatore della gloriosa squadra dell’Ilvarsenal. La Nuova Sardegna riporta: “Nota triste ….. Muore Antonio Cappai, funzionario di alto valore, progettò e diresse la costruzione di importanti opere pubbliche e di molti edifici privati non senza dedicarsi all’esercizio della libera professione, assolvendo numerosi e delicati incarichi, sempre portando in ogni carica il prezioso contributo della sua intelligenza, della sua competenza e soprattutto della sua più scrupolosa rettitudine. Per queste sue preclari doti, e per il suo animo buono, egli contava una vasta rete di simpatie e amicizie, pe cui oggi la sua scomparsa ha generato generale rimpianto“.

13 novembre

Un sisma prossimo al 6° grado della scala Mercalli con epicentro in mare, nelle acque del Canale di Sardegna. verso la Tunisia.

24 novembre

Scosse sismiche in Gallura, con danni solo agli edifici.