Correva l’anno 1974

24 febbraio

Preoccupazione a La Maddalena. Sostituiti all’improvviso i marinai statunitensi imbarcati sulla Gilmore. Si teme possa trattarsi di precauzioni per i rischi di contaminazione nucleare.

21 marzo

Streaking di un marinaio americano nella piazza principale di La Maddalena. Denudandosi, forse per scherzo, è finito di corsa tra le braccia dei Carabinieri.

22 marzo

Primo intervento del Pretore di Roma Gianfranco Amendola sulle pagine del Messaggero: “Basi infette”. Il Giappone ha costretto gli USA a ritirare dai propri porti i sommergibili atomici perché risultati radioattivi ed inquinanti. I dati forniti dalla U.S. Navy erano falsificati e i prelievi avvenivano in altre zone. Anche La Maddalena corre gli stessi rischi: vi sarebbero rinvenute, infatti, tracce di cobalto 60. Amendola scrisse: “La prossima settimana la commissione di tecnici mandata dal Ministero della Difesa sarà a La Maddalena. Per predisporre una serie di prelievi ed esami delle acque, dei sedimenti e degli animali dell’arcipelago di La Maddalena. Ma se la commissione si recherà a Santo Stefano, troverà l’isola deserta: la Gilmore stanotte alle una e trenta ha mollato gli ormeggi. Destinazione Barcellona, ci rimarrà per un imprecisato numero di giorni. E quindi non ci sarà la prossima settimana, quando i tecnici saranno in Sardegna per effettuare i controlli. Gli americani garantiscono che la gita in Spagna è stata programmata tre mesi prima. Pertanto i tecnici non potranno rendersi conto di quello che accade a La Maddalena, e non potranno fugare ogni dubbio sul possibile inquinamento”.

27 marzo

Altro stato di allarme per la base americana. Altra ipotesi di spionaggio e nuova smentita.

5 aprile

Il consiglio comunale di La Maddalena, preso in contropiede, si riunisce d’urgenza e compila un ordine del giorno in cui, partendo dalle notizie diffuse dalla stampa nazionale su accertate tracce di cobalto 60, chiede al governo di “smantellare la base se sarà effettivamente trovata la presenza di inquinante radioattivo”.

11 aprile

“Allarme! L’onda radioattiva” secondo intervento sul Messaggero di Gianfranco Amendola. Gli stessi dati del CNEN evidenziano dal 1972 un aumento della diffusione del cobalto e del manganese attribuibili ai sommergibili. A La Maddalena sono saltate tutte le regole di prevenzione per l’individuazione di un sito nucleare.

21 aprile

Bocche di Bonifacio – Salvataggio della nave “Maria Costanza” con 9 persone di equipaggio in procinto di affondare per il mare forza 8/9.

25 aprile

La Gilmore parte per un’altra operazione “Love”. Stavolta si rileva la strana combinazione per cui la partenza coincide con l’arrivo dei tecnici dell’Istituto Superiore della Sanità, inviati per la prima volta a S .Stefano dal Ministero della Sanità.

29 aprile

La Giunta regionale si impegna a chiedere al governo la revoca della concessione della base militare di La Maddalena agli USA se verranno scoperte tracce di radioattività.

30 aprile

L’istituto superiore di sanità decide di effettuare indagini in proprio. È sempre lo stesso gioco: l’istituto superiore di sanità manda una commissione di esperti “in villeggiatura”. Che, dopo attentissima valutazione, si affretteranno a rassicurare la popolazione, ormai in subbuglio.

12 maggio

Si vota per il referendum sul divorzio. In Sardegna i ‘‘no’’ raccolgono il 55,2% dei voti (media nazionale 59,1%)

18 maggio

Manifestazione degli studenti degli istituti scolastici di La Maddalena: la quasi totalità degli studenti con i cortei e i sit-in chiedono l’allontanamento della base nucleare americana.

6 giugno

Visita alla Maddalena, del Ministro della Difesa, Giulio Andreotti. Estrapolando dal testo del discorso, registrato dalla Marina Militare e consegnato alla Segreteria Comunale, le principali promesse snocciolate con la miglior fiacchetta andreottiana come un rosario. Il religioso silenzio degli astanti era interrotto dalla gratitudine degli applausi. E Andreotti in un taumaturgico crescendo:
– L’Arsenale? Allargando il campo formativo della Scuola Allievi Operai dobbiamo completare la Pianta Organica; E più avanti: -Sulle attività fondamentali da potenziare, Arsenale e Scuole, possiamo rispondere positivamente al Sindaco” non senza rinunciare al “Possiamo metterci a disposizione della gioventù di La Maddalena”
– Le Scuole Sottufficiali? “Debbono rimanere e rimarranno stabilmente qui”
– Le Servitù Militari? “Il loro continuo alleggerimento sarà senz’altro utile”
– Le esigenze di sviluppo del Comune? “Noi dobbiamo cercare che tutti i programmi di espansione globale delle attività di La Maddalena siano non solo non contrastanti, ma siano aiutati dalla Amministrazione Militare”.
– La snellezza dei rapporti? “Noi creiamo, dipendente direttamente dal Ministro, un piccolo ufficio che si occuperà solo dei problemi di La Maddalena”
– Il pericolo del nucleare? “Qui non c’entra un bel niente la politica, qui non c’entra né la maggioranza né l’opposizione, né civile né militare, c’è la sicurezza delle persone. Il giorno in cui ci fosse non una rilevazione di pericolo effettivo, ma il timore della creazione di uno stato di pericolo, quel giorno non vi sarà nessun motivo, né politico, né diplomatico, che ci impedirà di adottare le misure più immediate per togliere i motivi di questo pericolo. Lo dico perché bisogna assolutamente che su queste cose vi sia un rapporto al di fuori delle convinzioni politiche, un rapporto di buona fede e senso di responsabilità. Non possiamo nemmeno ipotizzare che un concetto di alleanza, o un concetto militare di ordine generale, possa far premio su concetti di sicurezza, questo assolutamente non esiste”.
Alla partenza di Andreotti il Comandante del CO.MAR (Comando Marina) diede disposizioni per donare al Ministro il doppiere in bronzo realizzato dagli allievi operai su base scolpita in diorite verde isolana. Per consegnare il trofeo partirono per Roma cinque giovani allievi, frettolosamente accolti dal Ministro, più scocciato che grato, tanto che li lasciò seduti trenta secondi prima di congedarli.

13 giugno

Nell’imminenza delle elezioni regionali, la Dc fa sapere che nell’arcipelago di La Maddalena sono stati potenziati i controlli contro l’inquinamento. Una serie di apparati per la rilevazione della radioattività saranno messi a disposizione delle Asl.

19 giugno

Accolto dalle autorità portuali e da una numerosa folla plaudente, il “San Giuseppe II” ha tirato la cima sulla banchina de La Maddalena, primo porto italiano dopo un viaggio tanto avventuroso quanto romantico, che ha portati i cinque uomini dell’equipaggio fino all’Antartide. Da La Maddalena il motoveliero comandato da Giovanni Aymone Cat, che con altri quattro uomini a bordo, tutti della Marina Militare (il secondo motorista navale Mario Camilli, il sergente nocchiere di porto Vito Mancini, il sergente nocchiere Giovanni Federici e il sergente radiotelegrafista Giancarlo Fede), era partito l’8 luglio dello scorso anno, a La Maddalena ha fatto ritorno 346 giorni dopo con gli sessi uomini arricchiti però di un’esperienza unica e straordinaria. Dopo l’isola ultimo porto italiano, il “San Giuseppe II” ha toccato Gibilterra, Las Palmas, Capo Verde e aldilà dell’atlantico Recife, Montevideo, Buones Aires e poi ancora le isole Falkland e Ushuaia nella Terra del Fuoco, ultima città continentale. Di qui il viaggio verso l’ignoto dell’Antartide, ove già nel 1970-71 il comandante Cat aveva compiuto una spedizione. Durante il periodo del disgelo il “San Giuseppe II” – pur sempre un guscio di noce, anche se attrezzatissimo, lungo tredici metri e cinquanta e largo quattro, velatura a feluca, motore ausiliario Diesel di 189 HP, ecoscandaglio, radiogoniometro, ricetrasmittente in banda larga laterale da 300 Watt – è penetrato nell’Antartide: Argentine Island (nella penisola di Palmer) – una base antartica inglese – nella punta estrema che il “San Giuseppe II” ha raggiunto, a 65° di latitudine Sud. Era il mese di gennaio e poi, dopo un periodo di studio di raccolta di campioni minerari, il viaggio di ritorno: la tappa più lunga, in questo, è stata quella della Georgia del Sud all’isola di Sant’Elena: 28 giorni di navigazione e 2700 miglia percorse. Dall’isola dell’Atlantico ad Asciension, alle Isole del Sole (Capo Verde) alla Mauritania e quindi a Gibilterra e, infine, a La Maddalena. Nel porto dell’isola si tratterrà alcuni giorni, se non altro per permettere ai giovani sottufficiali imbarcati di rimettersi in ordine: partiti in ordine perfetto, come quando frequentavano i corsi delle scuole CEMM sono ritornati con capelli a zazzera e baffi spioventi. Ora il rientro a terra e alle loro funzioni abituali impone il dovere della divisa.

11 luglio

Arrestato un marinaio americano per un furto aggravato ai danni di un gioielliere maddalenino.

15 luglio

Arrestato un’altro marinaio americano. Stavolta si tratta del furto di un motociclo.

5 agosto

Colossale rissa al luna park tra marinai americani e giovani maddalenini.

24 agosto

Ancora una rissa con gli americani. Stavolta teatro del fattaccio è un locale notturno di La Maddalena.

13 ottobre

Organizzata dal “Comitato contro il fascismo nel Mediterraneo”, e con l’adesione di moltissime sigle di piccoli raggruppamenti, si è svolta a La Maddalena una manifestazione contro la base americana. Si registrano alcuni incidenti.

29 novembre

Il settimanale corso KIRN, lancia il suo “Alerte au cobalt 60”. Il servizio viene ripreso dalla agenzia di stampa FRANCE PRESS e rimbalza in Italia attraverso l’ANSA. Il settimanale degli autonomisti corsi accredita la versione del pericolo nucleare e rivela un grave episodio. Secondo KIRN, un carico di rifiuti della GILMORE sarebbe stato di recente rifiutato, perché intrattabile, da un impianto di Porto Torres. Gli stessi rifiuti sarebbero stati sotterrati in una località imprecisata di La Maddalena diventata immediatamente radioattiva alle rilevazioni Geiger.

30 novembre

Conferenza stampa dei comandi americani di La Maddalena per smentire le affermazioni del settimanale KIRN. I residui ci sono, ma il loro indice di pericolosità sarebbe al di sotto dei limiti. Non vengono però fornite informazioni sulla natura dei residui stessi che vengono trattati dai loro tecnici.

3 dicembre

La stampa fa sapere che “a La Maddalena sono stati disposti nuovi controlli, e una serie di rilevatori nuovi di zecca saranno installati dal Ministero della sanità”. Ma come? Non erano già stati installati il 13 giugno, appena prima delle elezioni regionali? L’ennesima promessa truffaldina.