Correva l’anno 1976

1 febbraio

Secondo la stampa locale si sarebbero registrati a La Maddalena tre casi di cranioschisi nelle nascite degli ultimi tempi. La pesante incidenza della mortale malformazione cranica dei neonati è imputabile ad agente esterno, tra i quali si affaccia l’ipotesi della radioattività.

14 febbraio

Ennesimo arresto di un militare americano. In evidente stato di ubriachezza si è introdotto in un appartamento di La Maddalena e ne ha distrutto parte delle suppellettili.

27 febbraio

Il democristiano Gavino Canopoli, dopo le elezioni per il rinnovo del Consiglio Comunale di La Maddalena, vara una giunta comunale DC-PSI.

6 marzo

Intervista del Sindaco di La Maddalena, Canopoli, al Messaggero. Se non riprenderanno immediatamente i controlli diremo al Comandante della Gilmore di mollare gli ormeggi.

9 marzo

Il Commodoro americano E.G. Burkhalter rilascia un laconico comunicato in cui si legge: “La Marina americana è qui a La Maddalena come ospite del Governo italiano e non c’è nessun piano di andar via. Qualsiasi notizia contraria in merito è assolutamente priva di fondamento“. Con ciò si intende evidentemente rigettare l’ipotesi di allontanamento avanzata dal Sindaco.

aprile

A proposito dell’esigenza di predisporre un piano di evacuazione nell’eventualità di un incidente si considerava scontato che gli americani avessero provveduto a compilarne uno per La Maddalena e si sottolineava che il governo italiano avrebbe dovuto provvedere a richiederne la pubblicazione. Circa un anno dopo, nel febbraio 1976, a seguito di una seduta dell’Assemblea regionale sulla base di La Maddalena in merito alla sospensione dei controlli sulla radioattività deliberata dall’ISS, fu approvato un documento, con il solo voto contrario del MSI-DN, in cui si dichiarava la necessità di un impegno della Giunta regionale al fine di ottenere l’allontanamento della base americana. Si ribadì che gli obblighi di tutela sanitaria spettavano al governo e si specificò che “un tale preoccupante stato di cose deriva dal fatto che la localizzazione della base atomica è scaturita da una decisione unilaterale del governo centrale che, ignorando in tutta la vicenda il parere della Regione, ha costituito un ulteriore gravame per Atlantide in materia di servitù militari, i cui oneri devono essere completamente assunti dallo Stato” Il braccio di ferro tra Enti locali e governo intorno al finanziamento del monitoraggio trovò una prima soluzione nell’aprile del 1976 quando fu definito che le spese sarebbero ricadute per il 99% sul bilancio del Ministero della Sanità e per 1’l% su quello della Regione. Ma le polemiche negli anni proseguirono su altri particolari della vicenda che non ebbe mai una soluzione definitiva. Nel settembre del 1977, in occasione dell’incidente al sommergibile Ray le istituzioni regionali intervennero nella polemica chiedendo ancora una volta, tramite un intervento dell’assessore regionale all’ecologia Orazio Erdas (PSI), l’immediato allontanamento della base americana.

12 maggio

L’ex presidente statunitense Nixon, rivela che nel 1973, in occasione della guerra arabo-israeliana, pose le forze armate americane in stato di allarme nucleare. Nel sistema militare planetario, anche S. Stefano entrò per la prima volta nelle operazioni decise dalla Casa Bianca.

15 maggio

A causa di una indisposizione della vacca non si farà, questo mese, il campionamento del latte ai fini degli esami sulla radioattività ambientale.

3 luglio

Viene inaugurato il campo sportivo “Delfino” in regione moneta a La Maddalena. Costruito dagli americani per entrambe le comunità (quella USA e quella maddalenina), è previsto che queste lo usino a giorni alterni.

8 luglio

Dopo la dichiarazione di fallimento dell’editrice SEDIS, comincia l’autogestione dei giornalisti e tipografi di “Tuttoquotidiano”, in concorrenza con l’Unione Sarda e La Nuova Sardegna. Il giornale chiuderà definitivamente il 28 novembre 1978.

9 luglio

Pauroso incendio a S. Stefano. Otto ore di fuoco sospinto da un forte vento di ponente impegnano tutto il costone di levante dell’isola. minacciando i depositi carburanti e munizioni della Marina Militare italiana, la base NATO e la base americana.

19 – 20 agosto

Nella notte attentato incendiario negli uffici della Naval Support Office di La Maddalena ed a 9 macchine di militari americani in tre diverse località della Gallura. Pressoché contemporaneamente sono andate distrutte le auto targate AFI a La Maddalena Palau e Santa Teresa. A La Maddalena è andata a fuoco anche l’auto di un maddalenino e si sono tra militari americani ed isolani nell’area della festa dell’Avanti, organizzata dalla locale sezione socialista. Intanto è attesa la Marcia internazionale degli antimilitaristi non violenti. Curiosità: tra i radicali presenti a La Maddalena anche Gaetano Quagliariello, oggi senatore della Repubblica. Tra i sardi protagonisti dell’evento, che materialmente organizzarono la marcia nell’Isola, si ricordano gli infaticabili Pier Nicola Simeone (all’epoca sottotenente di vascello del Genio Marina Militare, sospeso dal servizio per l’impegno civile e politico), Pietro Pinna (primo obiettore di coscienza totale in Italia, faceva la marcia in anticipo per meglio preparare la tappa dell’indomani), Beppe Lecis, Guido Sardoni (responsabile della parte logistica), Marino Cao con l’inseparabile Agata Cabiddu (fecero tutta la marcia mano nella mano). E poi, ancora: Lello Soddu, Mario Fanni, Isabella Puggioni, Guido Ghiani, Antonello Sanna, Roberto Balia, Maria Grazia Loi, Bruno Marongiu, Paolo Buzzanca, Giampiero Altea e tanti altri. Diversi gli artisti che decisero di esibirsi durante le tappe sarde della marcia. Fra tutti Franco Battiato, Juri Camisasca, La Compagnia del sarto, Maria Monti, Alfredo Cohen, Mimmo Locasciulli, gli Henry Cow e, come già detto, il Living Theatre. L’Unione Sarda, Tuttoquotidiano e La Nuova Sardegna dedicarono alla marcia ampi spazi di cronaca. Il principale quotidiano sardo si distinse tra tutti per la decisione di “arruolare” d’ufficio un inviato speciale, non senza lamentele dello stesso. L’isola fu invasa da una moltitudine di antimilitaristi, anarchici, nonviolenti e pacifisti. Le cronache raccontano che il 19 agosto, intorno alle 19.15, i manifestanti furono oggetto di cariche della polizia per essersi rifiutati di rimuovere una sorta di “muro”, di due sole file in mattoni, realizzato in modo simbolico davanti all’imbarco e sbarco dei militari americani, verso Santo Stefano. L’inizio degli scontri sarà raccontato da Cicciomessere: “Mentre stiamo appoggiando una fila di mattoni, la polizia improvvisamente si accorge del muretto. La reazione dei vicequestori presenti è isterica: partono cariche brutali e assolutamente ingiustificate. Paolo Buzzanca e Giuseppe Sotgia vengono scaraventati in mare, che in quel punto è alto solo pochi centimetri, furono molti i marciatori e turisti di passaggio duramente colpiti con i manganelli. Riusciamo a convincere la maggioranza a non alzarsi. Marco Pannella impone al vicequestore la sospensione della carica e dell’ordine di scioglimento”. Dopo gli scontri il corteo si ricomporrà per raggiungere piazza Umberto. Il Living Theatre non potrà svolgere la prevista azione teatrale a causa del sequestro delle catene utilizzate per la scena della tortura, in una delle più note rappresentazioni del gruppo: “Le meditazioni sul sadomasochismo politico”. Tutti i giornali sardi condanneranno l’intervento della polizia e L’Unione Sarda titolerà: “Sdegno e proteste per la carica ordinata contro i manifestanti”. La mattina successiva saranno tanti i cittadini e turisti di La Maddalena che si ritroveranno nella piazza principale della Maddalena per firmare una denuncia contro la polizia, per tentato omicidio. Il vicesindaco socialista della Maddalena, Franco Tamponi, e quello di Sassuolo, presenti durante gli scontri, saranno fra i primi, ma il sindaco democristiano dell’Isola si schiererà dalla parte della polizia. Dirà Cicciomessere: “C’è una sola possibile giustificazione ai fatti di La Maddalena, la carica della polizia non è scattata incidentalmente ma è stata voluta dal questore di Sassari, Renato Voria (divenuto famoso per l’arresto di Dario Fo), su precisa pressione delle autorità americane. L’indicazione politica generale del ministro degli Interni, Francesco Cossiga, che trascorreva le vacanze proprio in quei giorni a La Maddalena in una villa del villaggio Piras, era di evitare disordini con i marciatori. Ma mentre le questure di Cagliari e Nuoro si sono allineate, mostrandosi nei nostri confronti di una cortesia abbastanza rara, la questura di Sassari, diretta da Voria, ha mostrato fin dal primo giorno in cui siamo entrati nella sua giurisdizione di digerire poco queste indicazioni politiche. Solo il nostro auto-controllo ha impedito incidenti con la polizia. L’unica ipotesi, dunque, è che il comando americano abbia prevalso su Cossiga. Voria ha ritenuto che il padrone americano desse maggiori garanzie di stabilità e di effettivo potere di un ministro italiano”. Da registrare l’incendio di alcune automobili americane a Palau e Santa Teresa di Gallura alcuni giorni prima dell’arrivo dei marciatori. L’episodio fu liquidato da Pannella in una battuta: “E un premeditato disegno di provocazione da iscriversi alla classica liturgia della tensione, non ci scalfisce: chi ci conosce sa perfettamente che non siamo noi a portare violenza”. Nel novembre del 1977 il Partito radicale tornò a pensare alla Maddalena come sede di un’altra importante manifestazione. La mozione generale approvata dal XIX congresso dispose infatti per l’organizzazione di una nuova protesta, in collaborazione con gli antimilitaristi ed antinucleari isolani, per la cacciata della base dei sommergibili nucleari Usa. La manifestazione avrebbe dovuto tenersi nei giorni tra il 24 e il 26 dicembre successivi, rappresentando così l’avvio di una mobilitazione popolare per la smilitarizzazione della Sardegna e di tutto il territorio italiano. Non ebbe mai luogo per il divieto assoluto che il questore di Sassari notificò il 15 dicembre 1977 al Partito radicale sardo. Due giorni dopo – quando si dice la coincidenza – il sostituto procuratore di Tempio Pausania, Salvatore Pigozzi, faceva recapitare alla Camera una domanda di autorizzazione a procedere in giudizio contro Roberto Cicciomessere, per i fatti della Maddalena. L’atto, che assunse subito il sapore della beffa, accusava l’esponente radicale di avere dato vita ad una radunata sediziosa, di aver istigato i militari a disobbedire alle leggi, di aver offeso il loro onore e prestigio, di resistenza a un pubblico ufficiale. L’autorizzazione non fu mai concessa.

21 Agosto

Interrogazioni parlamentari, documenti di organizzazioni politiche e dichiarazioni stigmatizzano il comportamento della Polizia, il 21 Agosto, viene sporta una denuncia giudiziaria alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tempio Pausania Contro gli Agenti di Pubblica Sicurezza, ritenuti responsabili di lesioni aggravate, di rapina e addirittura di tentato omicidio.

22 settembre

Comunicato stampa del Comando Marina italiano di La Maddalena diramato nella serata. Il RAY è entrato nella rada della Maddalena il mattino di oggi per riparazioni nella parte prodiera dello scafo. L’autorità militare italiana conferma che l’incidente non avrebbe impegnato l’apparato di propulsione e che non sussisterebbe pericolo di inquinamento marino. Rispondendo ad un cronista locale, il Commodoro Shelton, comandante della base americana di La Maddalena, afferma che il RAY, con un solo ferito, sarebbe giunto a S. Stefano nella tarda serata di mercoledì 21. Appare clamorosa la contraddizione con la nota della Marina Italiana sulla data di arrivo a S. Stefano del RAY.

23 settembre

Scoppia nella stampa sarda e nazionale il caso dell’incidente al sommergibile atomico americano. Il pretore Gianfranco Amendola dichiara che ormai è assurdo negare la situazione di pericolosità esistente a La Maddalena: “Tutti ci auguriamo che non accada mai niente, ma se così fosse non sarebbe né un incidente né un fatto da attribuire al caso fortuito o a forza maggiore. Sarebbe un vero e proprio crimine commesso dolosamente in quanto prevedibile ed evitabile“.

24 settembre

Pesante gioco di comunicati. Il Ministro della Difesa, Attilio Ruffini, in un telegramma al Sindaco di La Maddalena afferma che: “Incidente at sommergibile et presenza unità militari in acque Maddalena non costituiscono alcun pericolo per popolazione. Nessuna indicazione allarme est stata segnalata rilevatori radioattività che costantemente controllano livelli guardia”. L’Istituto Superiore della Sanità pubblica il testo del telegramma spedito a firma del suo Direttore al Laboratorio provinciale incaricato delle analisi, ed al Sindaco di La Maddalena. “Avendo conosciuto dai giornali incidente accaduto sommergibile nucleare americano presso isola La Maddalena, ravvisiamo opportunità prelievo immediato anche fuori periodicità campioni sedimenti alghe latte soliti punti et possibilmente prossimità incidente“.

1 ottobre

Il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Tempio invia una comunicazione giudiziaria a dodici esponenti del partito radicale per i fatti occorsi in occasione della manifestazione dell’agosto del 1976. Marco Pannella e gli altri imputati sono chiamati a rispondere di radunata sediziosa, istigazione di militari a disobbedire alle leggi, resistenza a pubblico ufficiale, oltraggio e porto abusivo di armi.