Correva l’anno 1987

I sardi chiedono a gran voce l’allontanamento della base Usa, e lo vorrebbero fare tramite un referendum popolare. Che lo Stato nega. Perché “la Regione Sardegna non ha competenze sull’argomento, in quanto gli accordi internazionali e quelli militari sono di competenza esclusiva dello Stato“. In pratica, il popolo sardo non ha la possibilità di far sapere il proprio volere. Lo Stato, escludendo la Regione, esclude i politici eletti dai Sardi. Quindi, conseguentemente, i Sardi stessi. E la base Usa, intanto, grava sul groppone degli isolani. Durante questo stesso anno, il Presidente della Regione Mario Melis (Partito sardo d’Azione) tenta in ogni modo di ottenere l’allontanamento della base nucleare. Tutto inutile, il Governo rispedisce le richieste al mittente.

4 gennaio

Ilvamarisardegna – Castelsardo 1-0
Ilvamarisardegna: Leonardo Cuccu, Ambrogio Muresu, Pier Poalo Conti, Antonello Codina, Giampiero Cuccadu, Checco Comiti (86′ Nello Riccardi), Mario Murri, Giuseppe Maione, Rocco Ruis (71′ Massimo Puddu), Marco Piga, Sandro Acciaro. All. Sandro Demuro.
Castelsardo: Antonello Piras, Sandro Ortu, Massimo Cimino, Francesco Oggiano (84′ Gian Luca Fiori), Mario Rum, Mauro Pinna, Giuseppino Santoni, Antonello Abozzi, Adriano Capula, Giuseppe Palmas, Gian Franco Oggiano (60′ Massimiliano Atzori). All. Mario Pippia.
Rete: 57′ Marco Piga.

24 gennaio

Italia Nostra raccoglie 14.000 firme contro un progetto di cementificazione turistica dell’arcipelago di La Maddalena.

9 febbraio

Arrestati due militari americani della base di S. Stefano. Le indagini dei Carabinieri li individuano quali responsabili del furto di un motorino appartenente ad un impiegato civile occupato presso la base NATO di S. Stefano.

3 maggio

Castelsardo – Ilvamarisardegna 2-5
Castelsardo: Antonello Piras, Sandro Ortu, Pier Giuseppe Pinna, Gian Franco Oggiano, Mario Rum, Massimo Cimino, Tore Malocu, Roberto Pinna (46′ Franco Virdis), Giovanni Burrelli, Adriano Capula, Marco Bajslak. All. Mario Pippia.
Ilvamarisardegna: Giovanni Pilotto, Nello Riccardi, Ambrogio Muresu, Pier Paolo Conti, Giampiero Cuccadu, Domenico Ogno (89′ Silvio Vitiello), Mario Murri, Marco Piga, Rocco Ruis, Massimo Puddu (75′ Checco Comiti), Sandro Acciaro. All. Sandro Demuro.
Reti: 9′ Tore Malocu, 24′ Marco Piga, 37′ Rocco Ruis, 44′ Rocco Ruis, 54′ Marco Bajslak, 58′ Rocco Ruis, 86′ Rocco Ruis.

4 giugno

Arrestato a Palau, sotto l’accusa di tentato omicidio, un militare texano della base americana di S. Stefano. Il sommergibilista, respinto da una turista che stava sulla terrazza della propria residenza, la accoltella all’emotorace destro.

14-15 giugno

Elezioni politiche: in Sardegna crescono DC (34,3%), PSd’Az (11,9%), PSI (11,4%), cala il PCI (25,3%).

2 luglio

Una pittrice romana accusa due militari americani, in forza presso la nave-appoggio di S. Stefano, di averla aggredita nella spiaggia di Palau.

27 luglio

Il ministro dell’Ambiente Pavan firma un decreto che vieta la pesca di ogni tipo e la navigazione da diporto nella zona della costa orientale dove si pensa abitino le ultime foche monache.

5 settembre

Dopo 25 anni, l’Aga Khan Karim lascia la presidenza del Consorzio della Costa Smeralda: gli succede l’avvocato Franzo Grande Stevens.

29 settembre

Anche quest’anno, secondo della manifestazione promossa dalla Regione Sardegna, il Premio Solinas “per la migliore sceneggiatura inedita” è stato attribuito ex acqueo a due degli otto concorrenti finalisti, come accadde nella prima edizione. Destinatari del premio di 25 milioni di lire intitolato a Franco Solinas, lo scrittore di cinema maddalenino nel cui nome Felice Laudadio ha dato vita a questa iniziativa nel 1985, sono state le sceneggiature “Al centro dell’ area di rigore” di Roberto Ivan Orano e Bruno Garbuglia, e “La grande sete” di Piero Travaglini; la menzione speciale accompagnata da un assegno di cinque milioni è andata invece a “Professione disoccupato” di Luigi Di Biasio. Un diploma è stato infine assegnato dal produttore Franco Cristaldi, presidente della giuria composta da Giorgio Arlorio, Leo Benvenuti, Suso Cecchi D’ Amico, Ugo Pirro (sceneggiatori), Mario Monicelli (regista), Gian Mario Feletti (responsabile per conto della Bnl dei finanziamenti al cinema d’ autore attraverso il dispositivo dell’Art. 28), Ignazio Delogu, Salvatore Mannuzzu, Vittorio Giacci (cinema pubblico) e Felice Laudadio direttore del Premio, agli altri cinque copioni finalisti: “Animali in estinzione” di Santo Militti, “Marrakesch Express” di Umberto Contarello, Enzo Monteleone, Carlo Mazzacurati, “Blu di Prussia” di Giuseppe Improta, “Changes” di Aida Mangia e Massimo Russo, “Il cacciatore di pietra” di Francesca Di Castro. La selezione è stata il frutto dell’esame di 142 copioni, quelli cioè che erano in regola con il bando di concorso su un totale di 167 pervenuti alla commissione. L’ efficacia dell’iniziativa, già dimostrata dalla realizzazione di alcune delle sceneggiature segnalate lo scorso anno (a partire da quella di Demetrio Casile che ha ispirato “Un ragazzo di Calabria”) è stata confermata dall’accresciuto interesse dei produttori intorno al Premio: interesse manifestatosi attraverso una serie di opzioni offerte ancor prima della proclamazione dei vincitori.

3 ottobre

Dibattito bilingue tra Miss Susan Modi, console degli USA, e studenti, amministratori e giornalisti di La Maddalena. L’incontro rientra nel tentativo di ricercare una maggiore integrazione tra la comunità e quella maddalenina.

4 ottobre

Maddalena – Castelsardo 1-1
Maddalena: Domenico Nicolai, Nicola Acciaro, Patrizio Vitiello, Mario Madau, Massimiliano Salmeri, Tonino Monni, Roberto Marche (46′ Armando Quiri), Gianni Albetino, Fabio Medici, Vittorio Serio, Giampaolo Giorgi. All. Sandro Demuro.
Castelsardo: Antonello Piras, Mario Rum, Arcangelo Tirotto, Francesco Oggiano, Antonello Capula, Mauro Pinna, Francolino Arca (82′ Valentino Virdis), Antonello Abozzi, Franco Piredda, Giuseppe Palmas (63′ Gian Franco Oggiano), Tore Malocu. All. Salvatore Lupino.
Reti: 45′ Tore Malocu, 55′ Tonino Monni.

22 novembre

Un giovane parrucchiere di Palau, ma di origini maddalenine, Ottavio Pilo, di 27 anni, non è più tornato dalla sua battuta di pesca. La ricerca intrapresa è stata inutile. Si pensava addirittura che i dispersi fossero partiti per impegnarsi nella … legione straniera. I mesi passarono. Il mare non ha restituito il corpo. I genitori del giovane continuarono a pensare che il loro figlio fosse vivo da qualche parte in Sardegna o in Corsica … E poi, sette mesi dopo la scomparsa, i pescatori professionisti sardi portano nelle loro reti un orologio appartenuto a Ottavio Pilo. Al momento il dubbio non era più permesso, Ottavio era annegato. Ma dov’era il corpo? I genitori avrebbero voluto così trovarlo per dargli una sepoltura e finalmente avere la certezza della sua morte. Ecco quando un personaggio curioso entra in scena. È una sorta di eremita che vive sull’isola di Spargi. Il suo nome è Giovannino Catogno meglio noto come il “Conte di Spargi“. Aveva detto a un pescatore che sapeva dove si trovava il corpo di Ottavio: “Sono stati gli spiriti a dirmi il posto esatto …“. E per descrivere con una precisione infinita la costa bonifaciana e più in particolare “una grotta nera” della punta di Sant’Antonio, vicino a Pertusato. Qui è stato proiettato il corpo proveniente dalla Sardegna, nel “buco nero” e non era emerso. La cosa più straordinaria in questo caso è che tutti hanno camminato, comprese le autorità. Famiglia, amici e il “conte di Spargi” arrivarono in  ogni modo a Bonifacio. La gendarmeria locale mette la scialuppa di salvataggio a disposizione dei ricercatori, vari operatori e un elicottero !
Arrivati nei luoghi indicati, l’eremita entra per primo nella grotta dell’Orca. “Si getta a terra, con le braccia tese, pronunciando parole inintelligibili, alcune delle quali, tuttavia, vengono percepite dall’entourage:” Lo sento, il Il corpo di Ottavio è lì! Poi, cambiando idea e vedendo un buco (il famoso “buco nero”) nella roccia, chiede una lampada elettrica: “Sono sicuro, mille mila, lui è lì!
Ma dopo diverse ore di ricerca su due chilometri di costa i partecipanti hanno iniziato a dubitare ed esitano, il” conte di Spargi “ha dovuto riconoscere che la sua ricerca era rimasto senza successo.