Correva l’anno 1992

8 gennaio

Moriva novantenne Pietro (Pietrino) Vasino, sindaco di La Maddalena dal 1966 al 1968. Insegnante di materie tecniche presso l’Avviamento di La Maddalena, si era occupato di politica sin dal primo dopo guerra, militando nella Democrazia Cristiana (gruppo ‘moroteo’ che in Provincia di Sassari faceva capo a Pietrino Soddu e a La Maddalena aveva come esponenti Pasqualino Serra, Natalino Berretta, Stefano Cuneo, Renzo Manca, Giovanni Battista Fabio e l’allora giovanissimo Romeo Armellini). Eletto più volte consigliere comunale fu assessore con i sindaci Stefano Cuneo, Giovanni Battista Fabio e Josto Tramoni. Il 24 gennaio 1966 fu eletto sindaco a capo di un monocolore D.C. Dimessosi alcuni mesi dopo venne rieletto il 13 giugno dello stesso anno. Pietrino Vasino rimase in carica fino al 9 settembre del 1968, sostituito da Giuseppe Deligia. Durante l’amministrazione Vasino ci fu a La Maddalena la visita del Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat.

19 gennaio

In un articolo di Gian Carlo Tusceri su La Nuova Sardegna, si apprende il contenuto di una lettera, indirizzata all’allora sindaco Giuseppe Deligia, nella quale si attestava che in fondo al mare, tra Caprera e la Costa Smeralda, ci fossero almeno 4 relitti d’aereo abbattuti nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Ad inviare la missiva al sindaco fu Salvatore Pilisio, classe 1915, di Portoscuso, il quale nel 1943 prestava servizio nella Batteria di Forte Cappellini. “Di fronte a Punta Rossa di Caprera e nei pressi di delle batterie Battistoni e Punta Rossa, a circa un chilometro dalla batteria Cappellini ci sono nel fondo del mare due fortezze volanti quadrimotori italiani, abbattuti dagli inglesi, mentre a poche centinaia di metri dalla riva, che coincide con la linea di mezzeria tra Cappellini e Battistoni, ci sono altri due bombardieri nemici abbattuti dai caccia italiani”. Così ricordava Pilisio.

19 febbraio

Francesco Cossiga, iniziando il viaggio “di commiato” ai capi di stato e di governo con in quali ebbe rapporti durante i sette anni di presidenza della Repubblica, giunse a La Maddalena (partendo da Gaeta) a bordo del sommergibile nucleare americano “Oklaoma”. Era accompagnato dai ministri della Difesa Rognoni e degli Esteri De Michelis, dall’ambasciatore americano Peter Secchia e dal comandante della Sesta Flotta Usa William Owens. Fu ospite in Ammiragliato. Alla cena ufficiale, tra gli altri, erano presenti il presidente del consiglio regionale Floris e della giunta Cabras, il sindaco Deligia, il vescovo Meloni ed il parroco Capula, quest’ultimo assurto in quel periodo a notorietà nazionale (ne parlarono giornali e telegiornali nazionali) in quanto lo stesso Cossiga lo propose quale arbitro nella rovente polemica che lo contrapponeva al senatore della Sinistra indipendente il magistrato Pierluigi Onorato, maddalenino. La mattina del 20 Francesco Cossiga, in piedi di buon’ ora, si recò alla Messa delle 7,30 celebrata da don Raimondo Satta, poi fece visita in canonica a mons. Capula al quale era legato da lunga amicizia. Poi, accompagnato dagli amici di una vita, Giuseppe Deligia e Guido Mura, si recò a casa del sindacalista Donato Pedroni, in quei giorni ammalato. Poi di nuovo in piazza, al bar Madrau prima e al bar Gargiulo, salutando vecchi amici, conoscenti e curiosi. Il tutto tra telecamere, macchine fotografiche e giornalisti. In giornata Cossiga partì in elicottero per Olbia dove lo attendeva un aereo con destinazione Lisbona. Di lì a qualche mese si sarebbe dimesso, chiudendo un settennato caratterizzato negli ultimi anni da laceranti polemiche e dagli scossoni che le inchieste di Mani Pulite cominciavano a produrre sul sistema politico italiano.

5 aprile

Elezioni politiche. Mentre a livello nazionale crollano i partiti tradizionali, in Sardegna aumenta il PSI, cala la DC, sconfitti PDS e PSd’Az. Il “maddalenino” Gianmaria Volonté, viene candidato dal Partito Democratico della Sinistra (PDS) nella circoscrizione Roma-Viterbo-Latina-Frosinone, risultando secondo dei non eletti. Volontè è noto da sempre, anche per il suo impegno politico, che ha accostato alla sua produzione artistica; è stato infatti iscritto al Partito Comunista Italiano, comparendo anche nelle liste elettorali del 1975, salvo venirne allontanato quando aiutò a fuggire dall’Italia, passando da La Maddalena, Oreste Scalzone.

11 aprile

Fu inaugurato sulla tratta marittima La Maddalena-Palau il traghetto della Saremar Isola di Santo Stefano, gemello dell’Isola di Caprera (entrato in linea pochi anni prima) capace di trasportare 600 passeggeri e 98 auto. All’inaugurazione erano presenti l’assessore regionale ai Trasporti Giovanni Desini (PSDI), il sindaco Giuseppe Deligia, l’assessore provinciale ai Trasporti Franco Del Giudice, l’amministratore delegato della Saremar, dott. Ravera e il vescovo Pietro Meloni. Ci vollero però diversi giorni ed una conferenza di servizi perché potesse entrare in linea. Dopo l’uscita di scena di qualche anno prima del Jolly Ferry (famiglia Pasqualino Serra) e del Centoscudi (famiglia Onorato di Carloforte poi stabilitisi nell’Arcipelago), il monopolio dei collegamenti era ritornato alla Saremar fino all’arrivo, nel 1991, della società S&Z che aveva portato a La Maddalena due grossi traghetti (non nuovi) acquistati in Norvegia. TeleVideo Maddalena con alcuni servizi curati da Tina Sulas documentò sia la partenza degli equipaggi maddalenini per la Norvegia, per ‘prendere’ i traghetti all’arrivo in porto degli stessi. C’è da aggiungere come esattamente vent’anni fa non ci fosse ancora il collegamento notturno. L’ultima corsa da Palau era alla mezzanotte e la prima dalla Maddalena alle 4:30. Con un isolamento di 4 ore e mezza.

26 aprile

Ilvarsenal – Castelsardo 1-1 (0-2 a tavolino)
Ilvarsenal: Tullio Piccotti, Gianluca Vitiello, Roberto Conti, Massimo Fascia, Candido Brocca, Piero Moschini, Davide Plumitallo (85′ Andrea Leotta), Nello Riccardi, Marco Ceselia (69′ Roberto Scarpitta), Chicco Casalloni, Salvatore Messina. All. Giuseppe Conti (assente per malattia e sostituito in panchina da Fabrizio Murgia).
Castelsardo: Salvatore Palmas, Stefano Oggiano (63′ Gavino Desole), Antonello Capula, Francesco Oggiano, Mauro Pinna, Giuseppe Palmas, Massimiliano Corbia, Michele Oggiano (85′ Valentino Virdis), Salvatore Dettori, Antonello Abozzi, Giorgio Ventricini. All. Eppe Zolo.
Reti: 22′ Autogol di Stefano Oggiano, 71′ Massimiliano Corbia.
Note: L’Ilva baby, ormai condannata alla retrocessione e schierata con diversi under 18 dopo la rinuncia di Angelino Fiori sostituito in settimana dall’allenatore Giuseppe Conti, ferma la capolista. L’arbitro grazia Salvatore Palmas che al 67′ ferma la palla con le mani fuori area e andava espulso. Subito dopo Massimiliano Corbia trova la via del pareggio. Su tale gara il Castelsardo dopo aver presentanto un reclamo, ottiene la vittoria a tavolino, in quanto i padroni di casa hanno schierato il diciassettenne Andrea Leotta, che doveva scontare una giornata di squalifica. Il reclamo verrà accolto prima dell’ultima giornata di campionato.

30 aprile

Francesco “Ramon” Del Monaco e Bruno Battaglia, del Circolo Maddalenino, organizzarono al cinema Medoro il Festival della Canzone Dialettale. Furono 14 brani inediti presentati. Al primo posto si classificò ‘A ruzza’ di Gian Carlo Tusceri e Rosa Tamponi; al secondo posto ‘Niuli’ di Mario D’Oriano e Pio Palazzolo; terzo classificato ‘Jenti di Mari’ testo e musica di Nino Abis. La manifestazione fu un successo di pubblico e di critica. Peccato solo che, nata come prima edizione, non ebbe poi un seguito.

2 maggio

Muore a Viareggio il pittore Mario Marcucci; Arrivato alla Maddalena a novembre 1939, rimase, salvo brevi interruzioni, fino all’inizio del 1941. Il periodo trascorso alla Maddalena fu essenziale per la pittura del Marcucci: la luce si incorpora al colore, l’ombra viene abolita e diventa materia-colore che sorge dal fondo, come una boule de lumière (Parronchi, 1942, p. 17), la sua arte attinge «una piena maturità di stile» (Id., 1985, p. 15). Appartengono a questo periodo Porta de La Maddalena (1939 circa: Viareggio, collezione privata), Paesaggio (La Maddalena) (1939: Ibid., collezione Annamaria e Vittorio Baccelli), Paesaggio de La Maddalena (1940: Lucca, collezione privata), Porta aperta (1940: Viareggio, collezione privata), Porta (1940: Firenze, collezione Romano Bilenchi).

1 giugno

Oggi ci pensa – in parte – il caro-traghetti a contenere l’accesso a La Maddalena dei turisti giornalieri, dal 1° luglio al 31 agosto del 1992 invece si pensò di bloccare l’accesso delle auto a Palau. Fu firmato infatti, un Decreto Interministeriale (Turismo e Lavori Pubblici). Tranne quelle dei residenti, dei militari italiani e americani, comunque con casa di proprietà, con prenotazione di albergo o case, tutte le altre auto sarebbero dovute rimanere posteggiate in un grande parcheggio allestito all’ingresso di Palau, in località Liscia Columba, di lato al rio Zecchino. L’obbiettivo dell’Amministrazione Comunale dell’epoca, guidata dal sindaco Giuseppe Deligia, era quella di rendere l’Arcipelago, dotato di strade strette e pochi parcheggi, più vivibile per i residenti e per gli stessi turisti che qui venivano a trascorrere le proprie vacanze. L’esito dell’operazione, non molto ben organizzata e contestata, non fu dei più apprezzabili, tanto che né l’anno successivo né in quelli seguenti venne ripetuta. All’epoca i collegamenti erano assegnati alla Saremar e dall’S&Z.

2 giugno

Arriva Bettino Craxi; Quella mattina arrivò a Maddalena dal cielo. L’ elicottero che lo trasportava era atterrato sul terreno di gioco del campo sportivo (ancora in terra battuta). Ad accoglierlo, una trentina di persone: portaborse, pompieri, un cineoperatore, un’ ambulanza della croce rossa. militanti socialisti isolani e regionali. Craxi fu fatto salire su una Mercedes nera e, con poche macchine al seguito, si diresse alla volta di Caprera. Breve visita al museo: nessun discorso ufficiale, qualche stretta di mano, scambio di sorrisi e quindi, di nuovo in macchina, destinazione Cala Gavetta. Quì. ad attenderlo, un motoscafo privato sul quale potevano trovare posto soltanto alcuni della comitiva e dal loro parlottare si intuiva che la successiva tappa sarebbe stata un ristorante della costa di fronte. L’anno più infelice del Bettino versione garibaldina. Il 2 giugno a rendere omaggio alla memoria di Garibaldi, il giorno dopo a cercare di respingere gli attacchi degli avversari, a smentire le accuse dei magistrati della Procura di Milano e a ricostruire l’immagine orrenda prodotta dall’inchiesta Mani pulite. L’apripista di Tangentopoli, quel Mario Chiesa di fede socialista, fra i correi indica il segretario nazionale del suo partito. Questo è l’ultimo anno di Craxi a Caprera. Dopodichè è la resa dei conti. E’ Hammamet! Resta da raccontare di alcune perle riservate dal “nostro eroe” al pubblico sardo. Poche immagini che definiscono la sua tempra agli occhi dei socialisti maddalenini, di solida tradizione, che partiva dagli scalpellini delle cave di Cala Francese e dagli operai dell’Arsenale Militare di Moneta.

3 giugno

Bravini e creativi, però ancora lontani dalla piena maturità espressiva. Queste le conclusioni della giuria del Premio Solinas sugli sceneggiatori in cerca di futuro e perciò Felice Laudadio annuncia che i 25 milioni del premio non sono stati assegnati e, sabato pomeriggio a La Maddalena, a ciascuna delle quattro sceneggiature finaliste è andata una menzione speciale con assegno di cinque milioni. Gli autori – Gianfranco Derossi (Bainait), Salvatore De Mola e Alessandro Piva (Game over) con la collaborazione di Francesco Bruni, Filippo Pichi, Leone Pompucci e Paolo Rossi (Mille bolle blu), Gerardo Fragione (Il rinoceronte) – ringraziano, comunque emozionati e paghi di essere stati giudicati da una giuria, presieduta da Franco Cristaldi, nella quale ci sono autori e sceneggiatori che hanno fatto grande il cinema italiano. Gli stessi personaggi nella mattinata avevano partecipato alla tavola rotonda che, per il decennale della morte di Franco Solinas, ha avuto come tema Il cinema italiano di impegno civile e sociale: ieri, oggi, domani. Coordinato da Gian Mario Feletti, l’ incontro è partito da ieri, quando, dice Nanni Loy, “il nostro interlocutore era il pubblico di una sala buia, un pubblico che stiamo perdendo”. E quando, dice Carlo Lizzani, il neorealismo, “agganciato a tutta la cultura del Novecento, fu importante per i contenuti, ma soprattutto per il cambiamento formale, per la figura umana che usciva dal chiuso negli spazi aperti”. Ma secondo Ugo Pirro “non è possibile fare realismo oggi senza rifarsi al neorealismo. Non può essere Wenders il nostro riferimento” e, citando Il muro di gomma, ricorda che su certi argomenti “le inchieste della tv consumano un tema, ma non lo bruciano”. All’oggi si riferisce Aurelio Grimaldi, il quale isola dal tema generale lo specifico del cinema politico e, da buon siciliano partecipe della sua realtà, illustra puntiglioso un possibile film su mafia e politica, in cui, partendo dal potenziale di voti amministrato dai mafiosi, arriva a quanti di questi voti usufruiscono, e “poiché il cinema non deve portare prove”, propone un film con nomi e cognomi anche di politici alti. Ma esistono le condizioni produttive per fare un film del genere?”. “Bisogna trovare una persona disposta a rischiare”, gli risponde Claudio Bonivento, che riafferma la necessità, volendo mantenersi liberi da interventi (condizionanti) di reti televisive, di mantenersi in costi contenuti. Furio Scarpelli è d’ accordo, ma ricorda che “ci sono altri modi di fare cinema politico, che non escludano l’ ironia e la commedia”. Sul ‘ cinema povero’ e sul rigore di linguaggio a cui è costretto un autore per mancanza di mezzi, si sofferma Marco Risi, il quale, con sorprendente autocritica, cita Il muro di gomma, “che ha il difetto di essere raccontato un po’ troppo accademicamente, senza una forte ricerca”. Del riferimento ad una nuova legge, “come unica possibilità di ribaltare le logiche delle leggi vigenti”, si incarica Francesco Maselli. Ma il cinema non diventa bello solo perché invece dei soldi di una tv usa quelli dello Stato, interviene Roberto Cicutto e, come produttore indipendente, invita “ad aggregarsi adesso, ad approfittare di questo momento politico per ripensare la nostra attività, che dovrebbe disporre di mezzi non dissimili da qualunque altra attività produttiva”. Dei produttori indipendenti, Gianni Minervini ricorda il loro destino, che “è quello di far debuttare faticosamene autori giovani, e poi se hanno successo se li prende Cecchi Gori”. C’ è chi non si identifica con l’ impegno, come Franco Brusati (“L’ impegno è in ogni film che tiene conto di un aspetto della società che non sia solo politico”) o Leo Benvenuti (“Io avevo paura di Solinas, ma anche in certe operine tutte da ridere ci sono idee e critiche alla società”). Luigi Magni la politica di oggi l’ ha raccontata con il passato e che “la rivoluzione non si può fare senza l’ appoggio popolare” lo disse già in ‘ In nome del Signore’ . Ma che dicono gli autori di oggi, quelli dei quali Giorgio Arlorio ricorda la solitudine rispetto a quelli di ieri? “In questo paese paradossale, bisogna raccontare paradossi”, dice Franco Bernini e cita il film ‘ Mabuse’ , in cui con una visione non realistica del Male si raccontava Weimer. “Negli anni Sessanta l’ Italia fu raccontata con personaggi negativi. Oggi sembra che la mancanza di certezze imponga la necessità di eroi positivi”, dice Angelo Pasquini. Allora c’ è bisogno di eroi negativi? Contro il rischio delle schematizzazioni, conclude il critico Sauro Borelli: “L’ importante è fare cinema: significa occuparsi della realtà tout court”.

1 luglio

Viene firmato infatti, un Decreto Interministeriale (Turismo e Lavori Pubblici) per bloccare l’accesso delle auto da Palau. Tranne quelle dei residenti, dei militari italiani e americani, comunque con casa di proprietà, con prenotazione di albergo o case, tutte le altre auto sarebbero dovute rimanere posteggiate in un grande parcheggio allestito all’ingresso di Palau, in località Liscia Columba, di lato al rio Zecchino. L’obbiettivo dell’Amministrazione Comunale dell’epoca, guidata dal sindaco Giuseppe Deligia, era quella di rendere l’Arcipelago, dotato di strade strette e pochi parcheggi, più vivibile per i residenti e per gli stessi turisti che qui venivano a trascorrere le proprie vacanze. L’esito dell’operazione, non molto ben organizzata e contestata, non fu dei più apprezzabili, tanto che né l’anno successivo né in quelli seguenti venne ripetuta. All’epoca i collegamenti erano assegnati alla Saremar e dalla S&Z.  Contestualmente dal primo luglio sino alla fine d’agosto La Maddalena fu collegata con Olbia-Isola Bianca con un aliscafo. Era il Dinasy, della compagnia Sean Fly di Cagliari. Effettuava 8 corse al giorno, 4 d’andata e 4 di ritorno. Arrivava ad Olbia in 50 minuti e ai residenti il biglietto costava 15.000  lire (circa 7,50 euro). Fu un’esperienza che non ebbe seguito.

28 luglio

Budelli non si tocca; “Non permetterò quest’atto di pirateria contro la natura”. Per tutelare l’ isola di Budelli, in vendita da alcuni giorni, si è mosso anche il ministro dell’Ambiente. Carlo Ripa di Meana ha chiesto l’ intervento del nucleo ecologico dei carabinieri, che ha già inviato un esposto alla pretura della Maddalena per violazioni alla legge-condono sulle lottizzazioni abusive. I promotori dell’ iniziativa, si chiarisce in una nota del ministero, rischiano grosso: “Le modalità di cessione configurano reati puniti con l’ arresto sino a due anni, se non saranno ravvisati gli estremi più gravi della truffa”. Ripa di Meana ha invitato la Regione e il Comune della Maddalena (attualmente retto da un commissario prefettizio) a emettere un’ ordinanza per vietare la lottizzazione. Il ministro ha altresì dato comunicazione al consiglio nazionale del notariato e alle sue appendici periferiche per il rispetto delle normative, anche in relazione a questa specifica faccenda. “Ho già avviato gli atti – ha detto – per inserire tutte le isole dell’ arcipelago della Maddalena nel sistema delle aree naturali protette con la legge-quadro sui parchi”. Ma la caccia per assicurarsi un posto in paradiso continua. Anche ieri è proseguita la gara ad aggiudicarsi uno dei trenta lotti da due ettari e mezzo messi in vendita a Budelli, una delle ultime perle incontaminate del Mediterraneo. Mentre dallo studio legale incaricato della trattativa partivano via fax decine di compromessi per la cessione, dalla Regione però arrivava un brusco alt: “Nessuno può opporsi al passaggio di proprietà ma una cosa deve essere ben chiara: quell’isola non sarà mai edificabile”. Gli ambientalisti rincarano la dose. Ricordano vincoli e limiti alla possibilità di costruire abitazioni a Budelli. Ma soprattutto ricordano come, con una legge regionale del 1989, sia stata istituita una riserva naturale in tutto l’ arcipelago della Maddalena, la splendida catena di isolette a nord-est della Sardegna che sul versante francese si chiude con Lavezzi e Cavallo. Il Wwf ha minacciato un ricorso al giurì della pubblicità sostenendo che la vendita è stata annunciata “traendo in grave inganno i potenziali clienti”: “Non si capisce – osserva il presidente dell’ associazione, Grazia Francescato – che cosa cedano e che cosa stiano promettendo”. E mentre “Italia Nostra” è scesa in campo mettendo ironicamente in evidenza che l’ operazione consentirà ai nuovi proprietari soltanto l’ ebbrezza di “respirare l’ aria ventosa delle Bocche di Bonifacio”, il “Sole che ride” sostiene che potrebbe addirittura ipotizzarsi una requisizione dei terreni e il trasferimento della proprietà al Comune. L’ annuncio pubblicitario comparso sui quotidiani la settimana scorsa, proponeva, in pratica, la vendita all’ asta di una superficie pari a poco meno della metà di Budelli: 75 ettari su circa 175. Per ogni lotto, che ha un fronte mare di cento metri, viene fissato il prezzo di 250 milioni. L’ invito fa gola a tanti e nello studio del legale cagliaritano Gianni Murroni (che sostiene di aver garantito già due anni fa il passaggio dell’ isola dalla “Nuova Gallura spa” a un’ altra società svizzera), le telefonate di potenziali acquirenti si susseguono ininterrottamente. Budelli, conosciuta in tutto il mondo per la sua spiaggia rosa, diventata celebre anche grazie ai film di Gillo Pontecorvo e di Michelangelo Antonioni che qui ambientarono alcuni loro film, è davvero un paradiso terrestre. Completamente disabitata, priva di acqua e di energia elettrica, ricoperta soltanto da una fitta macchia mediterranea, durante i mesi di luglio e di agosto diventa la meta preferita di centinaia di amanti del mare. Come del resto le vicine “sorelle” Santa Maria, Spargi, Spargiotto e Razzoli: tutte meraviglie della natura, ricche di calette dalla sabbia finissima e con un mare dai colori ineguagliabili. E così attorno a quest’isola che Stefano Casiraghi avrebbe voluto donare a Carolina di Monaco, si è scatenata una vera caccia al tesoro. Un “tesoro” che può essere considerato tale a patto, però, di riuscire a costruire. Il rischio infatti è di ritrovarsi tra le mani solo un pezzo di carta e 25 mila metri quadrati bellissimi ma utilizzabili semplicemente per poggiarvi un ombrellone e qualche sdraio. Il che, naturalmente, giustificherebbe il prezzo, tutto sommato modesto, richiesto per l’ acquisto. Domenica, l’ assessore regionale all’Urbanistica, il dc Antonio Satta, è stato esplicito: “Nessuno potrà costruire: né ora né mai. Il resto sono chiacchiere”. E ieri altri suoi colleghi di giunta gli hanno fatto eco, ribadendo che l’ esistenza dei vincoli non decadrà. La leggenda di questa isoletta di sogno è legata fra l’ altro a personaggi che per molte estati si sono dati appuntamento sulla spiaggia rosa: dal “filosofo” del Cagliari dello scudetto, Manlio Scopigno, a “rombo di tuono” Gigi Riva, dall’ attrice Monica Vitti al milanese commendator Tizzoni, primo scopritore e primo proprietario dell’isola.

30 luglio

La prima promessa l’ha mantenuta: aveva detto, Carlo Ripa di Meana, che ieri alle 11 avrebbe firmato il decreto per trasformare l’ isola di Budelli in un lembo di paradiso protetto. Aveva detto alle 11. L’ ha firmato alle 13. Due ore di “ritardo”, in faccende del genere, sono di per sé irrilevanti ma diventano del tutto inesistenti in giornate frenetiche come quelle di ieri. Con il problema Acna che incombe; il presidente dell’Enichem che deve essere ascoltato; una rappresentanza di quei 700 operai che rischiano di perdere il posto a Cengio, che protestano sotto il ministero dell’ Ambiente. E, in prospettiva, oggi, l’ incontro a palazzo Chigi per decidere il futuro dell’Acna. Parlare dell’isola rosa, parlare della possibilità, prossima ventura, di rendere, tutto l’ arcipelago della Maddalena parco marino è, per il ministro dell’Ambiente, quasi un sollievo. Il ministro della Marina mercantile, Giancarlo Tesini, ha ricevuto ieri mattina il decreto e, in queste ore, dovrebbe averlo già controfirmato. Budelli, dunque, ce l’ ha fatta. E’ libera e, al tempo stesso, non più terra di nessuno. Libera di essere venduta certo, e acquistata. Ma non devastata, non deturpata, non “svenduta”. Per 300 metri dalla costa sarà vietata la navigazione e la sosta di imbarcazioni a motore; vietata ogni tipo di pesca professionale e sportiva; vietata la caccia, la cattura, la raccolta, il danneggiamento ed ogni altra attività che possa costituire pericolo o turbamento delle specie animali e vegetali; vietata l’ asportazione delle formazioni geologiche, lo scarico dei rifiuti solidi o liquidi, l’ introduzione di armi ed esplosivi. Un’ isola da possedere con gli occhi, da accarezzare. Non da sfregiare con irriflessiva avidità. “Credo che la particolarità del ‘ caso’ Budelli sia nell’aver saldato le istituzioni ai sentimenti comuni della collettività, che si era sollevata contro il possibile scempio di un patrimonio comune. Ci siamo sentiti capiti e sostenuti da tutti. Le uniche intemperanze le ha avute, forse, l’ avvocato che ha la cura di questi interessi, non si capisce ancora se svizzeri o lussemburghesi, e che ha messo in vendita l’ isola”. Ministro, questa potrebbe essere considerata la sua prima ‘ vittoria’ ? “Non direi. Non posso attribuirmela. E’ una risposta. Una risposta ad un problema che mi sono trovato davanti. Così come la centrale di Montalto e l’Acna di Cengio sono due campagne, non concluse, che mi sono trovato a dover affrontare. La storia ambientale italiana è un torchio su un sistema ambientale tumefatto e quindi, di continuo, un ministro deve rispondere. Ma poi deve anche scegliere. Per ora queste sono le risposte. Spero, in futuro, di aver modo di scegliere”. Può fare un esempio? “Posso dirle che proprio ieri sera, al ministro dei Beni culturali e ambientali, Ronchey, ho parlato dell’ idea di mettere allo studio delle proposte di legge che colmino gli squarci, gravi e numerosi, nella protezione dei tesori della nazione. Trovo utile che due ministri con competenze attigue dispongano di una mappa dei tesori da proteggere e si facciano avanti con proposte legislative…” Torniamo a Budelli. Chi controllerà che il decreto venga rispettato, che le spiagge restino pulite, che non vengano portati via souvenir di sabbia rosa e abbandonati sacchetti di immondizia? “Per certi aspetti sarà competenza della capitaneria di porto. Per altri, questo decreto è uno strumento per chi ha a cuore l’ ambiente. Vediamo se queste azioni, che mi sembrano preparino le condizioni per comportamenti diversi, poi produrranno davvero atteggiamenti diversi, rompendo un sistema di egoismo e noncuranza”. Il decreto parla di riserva marina. E per la parte terrestre? “Per la parte terrestre ho inviato al presidente della regione Sardegna la richiesta di un parere per adottare misure che salvaguardino l’ interno dell’isola”. Quali tempi saranno necessari per fare dell’arcipelago della Maddalena un parco marino? “Spero brevissimi, se ci sarà un’ unità di intenti. Questione di qualche mese, credo. La vicenda di Budelli ha dimostrato come la fulmineità nel rispondere può bloccare la forza degli interessi privati”.

3 agosto

Muore all’età di 41 anni stroncato da un infarto, Giovanni Cesaraccio. Nel momento, forse, più bello e intenso della sua vita viene a mancare il punto di riferimento per le persone che si occupano di natura, ricerca e studio dell’arcipelago, ma anche per gli altri che vedevano il lui il ricercatore puro, il maestro insostituibile e il devoto studioso. Restano i suoi lavori, tutti importanti, rivolti soprattutto ai ragazzi delle scuole e mirati verso una intensa attività educativa, affinché “l’uomo” abbia una visione ben delineata dell’ambiente naturale delle isole dell’arcipelago maddalenino. Il comune di La Maddalena gli ha dedicato una via della città a testimonianza di quanto Cesaraccio ha dato in termini di “sapere”. Nel 1993 viene intitolato alla sua memoria il Gruppo Mineralogico, nasce così l’Associazione Mineralogica Paleontologica Giovanni Cesaraccio, riconosciuta a livello nazionale e dall’Ente Parco Nazionale di La Maddalena.

5 agosto

Assalto a Budelli: a invadere l’ isola della spiaggia rosa non sono stati i “pirati” temuti dal ministro Carlo Ripa di Meana ma gli stessi abitanti della Maddalena. Con barconi, gommoni, gozzi e natanti di ogni tipo e dimensione ieri mattina hanno dato vita a una occupazione pacifica. Protestano contro l’ istituzione della riserva marina statale, decisa la scorsa settimana con un decreto ministeriale. Secondo i promotori dell’iniziativa, in questo splendido lembo di terra conosciuto in tutto il mondo per il mare trasparente e incontaminato, da tempo si sarebbe infatti dovuto creare un parco marino regionale. “I nuovi vincoli voluti a Roma sono inutili”, hanno sottolineato ieri molti di coloro che si erano dati appuntamento nelle splendide baiette di Budelli. “La gestione statale in questi anni ha dato risultati negativi anche a Caprera – hanno rimarcato all’unisono i responsabili della Confcommercio, della Confartigianato e i dirigenti delle diverse associazioni turistiche che vivono anche organizzando gite con i barconi nell’arcipelago -. Abbiamo sempre tutelato noi l’ isola: ci penseremo anche in futuro”. Il ministro per l’ Ambiente, un paio di settimane fa, era prontamente intervenuto per impedire nuove speculazioni in questa catena di isolette a nord- est della Sardegna. Il motivo contingente era legato all’iniziativa della società svizzera proprietaria di Budelli di vendere diverse quote dell’isola e dare vita a un club riservato ai soli soci. Contro l’ iniziativa erano scesi in campo i dirigenti di numerose organizzazioni ambientaliste, gli amministratori regionali e lo stesso Carlo Ripa di Meana. Oltre tutti i vincoli preesistenti, era stata così disposta la trasformazione in riserva marina dell’isola cara a celebri registi come Antonioni e Pontecorvo. Il decreto, che fissa rigorosi divieti, proprio ieri mattina ha trovato il suo imprimatur formale con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Salutato con approvazione dalla gran parte degli ambientalisti insorti in difesa dell’isola che Stefano Casiraghi avrebbe voluto donare a Carolina di Monaco, il provvedimento aveva invece suscitato reazioni negative nella cittadina della Maddalena, competente territorialmente per tutte le isole dell’arcipelago. Il municipio è commissariato da qualche settimana ma gli stessi amministratori locali (primo fra tutti il sindaco uscente, Giuseppe Deligia) non avevano mancato di unirsi al coro di protesta generale. Il timore, di segno opposto a quello di tanti naturalisti, è insomma uno solo: non poter più esercitare un’ azione di salvaguardia e controllo diretti su Budelli. Il concetto, durante la manifestazione di ieri, è stato ribadito con forza dagli occupanti di tutte le decine di imbarcazioni che hanno circondato l’ isola. I maddalenini hanno in sostanza spiegato che, a loro avviso, i limiti precedenti erano già insuperabili e che con i nuovi arriveranno soltanto restrizioni inadeguate. “Se alla Regione Sardegna, sin dal 1989, avessero dato attuazione alla riserva estesa a tutto l’ arcipelago – è stato il commento della sezione territoriale di Italia Nostra – non ci sarebbe stata la polemica sulla vendita ventilata dai proprietari e non ci sarebbe stato bisogno dell’intervento di Ripa di Meana”. “Ma soprattutto – è la conclusione di altri partecipanti all’azione dimostrativa – non si sarebbe danneggiata l’ economia della Maddalena, mettendo a repentaglio iniziative come il trasporto dei turisti a Budelli, iniziative che non hanno mai compromesso il patrimonio ambientale dell’isola”.

11 agosto

Muore alla Maddalena, Giovanni Torrisi è stato un ammiraglio italiano che ricoprì le cariche di capo di Stato Maggiore della Marina Militare e di capo di Stato Maggiore della Difesa. Nato a Catania il 18 novembre 1917, entrò giovanissimo in marina e venne nominato guardiamarina già dall’aprile del 1940, prestando servizio durante il secondo conflitto mondiale per quattro anni su navi di scorta ai convogli tra cui sul cacciatorpediniere Turbine. Nominato capitano di fregata, fu al comando della fregata Cigno e successivamente col grado di capitano di vascello prese il comando dell’incrociatore Giuseppe Garibaldi, prestando poi servizio per 11 anni presso lo stato maggiore della Marina Militare italiana dapprima come capoufficio e successivamente, con il grado di contrammiraglio, come responsabile del III Reparto piani e operazioni. Ripresi gli studi frequentò il centro alti studi militari per poi assumere il comando della II Divisione Navale e successivamente essere nominato direttore generale per il personale della Marina Militare. Il 1 agosto 1977 venne nominato capo di Stato Maggiore della Marina reggendo tale la carica sino al 31 gennaio 1980, per ricoprire successivamente l’incarico di capo di Stato Maggiore della Difesa dal 1 febbraio 1980 sino al 29 settembre 1981. Il suo nome è risultato tra gli iscritti alla loggia massonica P2 (tessera n. 631).

12 agosto

Verso un compromesso per la riserva marina di Budelli. Dopo un incontro fra il rappresentante del ministero dell’Ambiente e gli abitanti della Maddalena, è probabile qualche modifica al decreto che istituisce l’ oasi protetta. Il funzionario incaricato da Carlo Ripa di Meana appare infatti intenzionato a tenere conto delle esigenze dei commercianti e dei barcaioli che portano i turisti nelle isole dello splendido arcipelago a nord-est della Sardegna. E lo stesso ministro ha ribadito che ambienti e industria delle vacanze possono convivere senza eccessivi condizionamenti reciproci. La vicenda Budelli è scoppiata a luglio, quando i proprietari dell’isola ne hanno messo in vendita delle quote. Subito sono insorti ambientalisti e amministratori. Il ministro dell’Ambiente è intervenuto con la decisione di varare un decreto per l’ istituzione di una riserva marina statale contro cui si sono ribellati gli abitanti della Maddalena che vivono per la maggior parte con le gite turistiche nell’arcipelago.

19 settembre

Ancora un intervento ecologista di Alberto Ronchey in Sardegna. In questo caso, al centro della questione, l’isola di Caprera. Il ministro dei Beni culturali ha chiesto il blocco dei lavori di ampliamento del club Méditerranée, a poca distanza dalla casa museo di Giuseppe Garibaldi. Il ministro dei Beni culturali non ha dubbi che i lavori autorizzati dopo un incendio siano da considerarsi abusivi. E in questo senso ha indirizzato, probabilmente dopo essersi consultato con la soprintendenza di Sassari competente a vigilare sulla villa che fu dell’eroe dei due mondi, una lettera al delegato prefettizio (il Comune della Maddalena, da qualche mese, è commissariato). I responsabili del villaggio-vacanza, nel quale ogni estate lavorano circa 150 persone, hanno lanciato un ultimatum. “L’ ampliamento – dicono – è di una ottantina di metri quadrati, indispensabili per accogliere i servizi generali del club. Senza di questi non possiamo più svolgere la nostra attività e dunque saremo costretti a chiudere i battenti”. La minaccia sul fronte dell’occupazione arriva su una situazione resa ancora più grave dal ventilato smantellamento dell’arsenale militare e dalla chiusura di decine di piccole imprese, alla Maddalena c’ è perciò chi vede in maniera critica l’ intervento del ministro.

20 ottobre

Si insedia alla Regione la giunta Cabras (DC ,PDS, PSI, PSDI e PRI). Dopo 34 anni, un altro assessore donna: Marisa Marrosu alla Sanità.

31 ottobre

I Ministeri dell’Ambiente Italiano e Francese, hanno creato uno spazio protetto internazionale nelle Bocche di Bonifacio con due zone di protezione: il Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena in Sardegna e la Riserva Naturale delle Bocche di Bonifacio in Corsica. Quest’ultima, nata nel 1999, protegge ambienti e paesaggi eccezionali: le isole di Lavezzi, le Cerbicali, i Monaci, le falesie di Bonifacio, la penisola di Bruzzi, gli stagni di Ventilegne. Su questo stretto, minacciato da un intenso traffico, l’Organizzazione Marittima Internazionale (I.M.O.) ha emesso dal 1999 un insieme di direttive finalizzate a limitare i rischi di incidenti e dunque di inquinamento. Nel 2011 lo stretto di Bonifacio è stato riconosciuto « Area Marina Particolarmente Sensibile » (PSSA : Particularly Sensitive Sea Area). E’ in assoluto la prima area marina protetta ad essere istituita nel Mediterraneo e la seconda al mondo riguardante uno stretto internazionale.

15 dicembre

Elezioni a La Maddalena: Dc meno sei punti, Psi meno tre punti.