Correva l’anno 1995

11 febbraio

Muore a La Maddalena Stefano Cuneo. Nato nel 1919, fu sindaco della città. Insegnante presso le Scuole CEMM e successivamente presso l’Istituto Tecnico Nautico, fu eletto in consiglio comunale, nella lista della Democrazia Cristiana, nel novembre del 1957. Dopo le dimissioni del sindaco Francesco Susini, durato in carica appena sei mesi, Stefano Cuneo fu eletto sindaco il 27 giugno 1958, alla testa di un monocolore democristiano che vedeva come assessori Pietrino Vasino, Giovanni Battista Fabio, Antonio Canolintas, Pasqualino Serra, Antò Chessa e Guerrino Dettori. Rimase in carica poco più di un anno (esattamente 15 mesi, si dimise il 19 settembre 1959) ma continuò la politica attiva tanto che nella successiva amministrazione guidata dal sindaco Giovanni Battista Fabio (eletto il 16 ottobre 1959), Stefano Cuneo ricoprì la carica di assessore. Quella amministrazione comunale (che durò in carica appena tre mesi) oltre a Cuneo aveva come assessori Pietrino Vasino, Giuseppe Onorato e Giuseppe Sforazzini. Nelle elezioni comunali del 1961 Cuneo non si candidò, rimandando l’appuntamento a quelle successive ancora, del 1966. Della corrente Morotea, fu per molti anni segretario della Democrazia Cristiana e lo era anche nel 1972 quando, essendo sindaco Giuseppe Deligia (democristiano della corrente di Base), dovettero gestire l’arrivo degli americani a La Maddalena. Stefano Cuneo collaborò molto con don Giuseppe Riva, dopo che questo diventò parroco di Moneta e per molti anni fu l’amministratore dell’Oasi Serena. “Nei suoi incarichi conservava – ha scritto di lui Pietro Favale – quella carica di vitalità che costituiva la componente essenziale del suo carattere aperto e cordiale. Proprio questa ricchezza di doti umane, accoppiate alla sua capacità professionale, gli avevano accattivato la stima e l’affetto di tutti coloro che avevano avuto occasione di incontrarlo e di stringere con lui rapporti di collaborazione e di amicizia”.

6 maggio

Muore a Marsiglia, il pittore maddalenino Antonio Serra. Nato nel 1908 sull’Isola della Maddalena, giunge con la madre e le sorelle a Marsiglia, all’età di sei anni. Trascorre un’infanzia e un’adolescenza difficili, ma riesce comunque a entrare all’Accademia di Belle Arti; si iscrive al Partito comunista e, durante il periodo interbellico, fa parte del gruppo dei “pittori proletari”. Durante l’occupazione è nella Resistenza e il suo spirito indipendente gli causa alcuni problemi con il Partito. Si dimette nel 1953. Stabilitosi nelle Alpilles nel 1946, risiede inizialmente a Les Baux, dove è eletto al consiglio municipale e diventa assessore alla cultura. Successivamente, acquista una casa a Mouriès, dove vive fino alla morte. Ha dipinto con energia e passione i paesaggi delle Alpilles e della Crau. La moglie si prende cura del suo atelier a Mouriès.

10 maggio

Si apre formalmente la crisi alla Regione investita dal ciclone delle nomine USL. Dopo le dimissioni degli assessori Farina (Industria), D’Arienzo (Cultura), Manca (Sanità) si risolverà con la costituzione del Palomba bis.

12 giugno

E pensare che il Premio Solinas 1995, per i dieci anni del premio, era stato aumentato da 25 a 30 milioni. Non lo ha vinto nessuno, e il lavoro degli illustri giurati – Age, Arlorio, Leo Benvenuti, Suso Cecchi d’ Amico, Feletti, Felice Laudadio, Loy, Magni, Mannuzzu, Monteleone, Petraglia, Pirro, Rulli e Scarpelli – non ha portato a un verdetto propriamente esemplare, se su otto sceneggiature finaliste sono state decise ben cinque menzioni. Oltretutto Viola, una delle sceneggiature non menzionate, ha avuto il riconoscimento più sostanzioso: il premio Medusa, un contratto di distribuzione a film finito, prevedendo il limite di due anni di tempo. Il premio Medusa è stato scelto da una giuria autonoma, composta da Dario Argento, dalla pubblicitaria Anna Maria Testa e dal giovane scrittore toscano Edoardo Nesi. “Il verdetto è chiaramente il frutto di un compromesso”, dice Sandro Petraglia, perché, aggiunge Ugo Pirro, “mai come quest’ anno ci siamo trovati divisi. E’ stato impossibile raggiungere l’ unanimità necessaria all’ assegnazione del premio”. Ma non significa che si sia abbassato il livello di scrittura. Anzi, secondo Pirro, “è molto migliorata in questi dieci anni la qualità della lingua e quasi tutti ormai si sono appropriati della tecnica”. I contenuti, in generale, rispecchiano le tendenze del cinema attuale. Viola, non a caso scelta da una giuria che non ha disdegnato le ragioni del mercato – è di Fabrizio Bettelli che viene dalla scuola Gaumont e ha già scritto per il cinema – racconta la vicenda di una donna che scivola in un morboso legame di testa e di erotismo con uno sconosciuto con cui comunica attraverso i messaggi Videotel. Barlumi di fantascienza, più come emozioni che come effetti spettacolari, c’è in Il miraggio della laguna di Anna Mezzanotte, una signora modenese che si divide tra i doveri di casalinga e la scrittura. Mentre una Napoli inedita è lo sfondo di una stagione di vita di quattro giovani amici smarriti nella ricerca dei sentimenti in E domani, domani chissà di Antonia Iaccarino, giovane napoletana che lavora già nella saggistica cinematografica. Delinquente per tendenza di Antonio Bruschetta (sceneggiatore e regista messinese) e Matteo De Simone (casertano, di professione psichiatra), ricostruisce l’ intenso rapporto tra un criminologo e un ergastolano, che fu ragazzo assassino negli anni Trenta. Di pari passo con la notte di Domenico Astuti è lo strano ritratto di un’insegnante quasi trentenne che noia e insoddisfazione spingono a provare l’ antico mestiere della prostituzione. La prevalenza femminile – tra gli autori e tra i protagonisti delle storie – è confermata da Viaggio di ritorno di Valentina Capecci, di professione magistrato, l’unica menzionata all’unanimità: le riflessioni amare di una single in un percorso attraverso gli incontri e le emozioni della sua esistenza. La sensazione dei giurati è che gli eventi sociali e politici recenti siano stati tralasciati, e che le poche sceneggiature che sfiorano Tangentopoli siano insoddisfacenti. “Il vero problema è che non c’ è la sorpresa. Non c’ è la storia, magari anche scardinata e imperfetta, che ti faccia sobbalzare per novità, per originalità”, sintetizza Pirro. Ma non ci sarà anche una stanchezza nella formula? L’interrogativo è attuale. Per l’occasione del decennale, la premiazione è stata accompagnata da un omaggio alla regione e a Franco Solinas (scomparso 13 anni fa): il regista Gianfranco Cabiddu ha proposto Sonos’ e memoria, un emozionante spettacolo di immagini dell’ Archivio del Luce degli anni ‘ 30 e ‘ 40 che mostrano una Sardegna povera, cruda, bellissima, con i volti e i gesti di contadini, operai, pescatori, esaltate dalle voci e i suoni originali eseguiti da un gruppo di musicisti. Ma prima della premiazione, per tutto il pomeriggio, giurati, amici, ospiti del Solinas, guidati da Gillo Pontecorvo presidente della manifestazione, con Felice Laudadio inventore del premio e Francesca Solinas che ne ha preso la direzione, hanno discusso sul futuro del premio. Cambiare o conservare la formula così com’è? Farne un concorso per ‘ racconti per il cinema’ o per ‘trattamenti’ ? Seguire i suggerimenti di Mario Sesti che propone un contatto più stretto con la letteratura e con il teatro o quelli di Maurizio Nichetti, secondo il quale si potrebbero identificare diverse segnalazioni, per i dialoghi, l’ impianto, l’ idea? Ma anche sul futuro sembra impossibile trovare un accordo. E anche se la maggioranza sembra orientata a mantenere il concorso per sceneggiature – diciassette film realizzati da autori del Solinas in questi 10 anni sono un risultato incoraggiante – la discussione è aperta.

5 agosto

Avventura a lieto fine per Giuseppe Garibaldi, pronipote e omonimo dell’Eroe dei due mondi. Mentre faceva ritorno nella Cala Garibaldi di Caprera a bordo del suo gommone, Garibaldi si è trovato in difficoltà in prossimità dell’isola di Santo Stefano. Il natante è stato soccorso da una motovedetta della Guardia di Finanza e il pronipote dell’eroe, ha potuto fare ritorno a Caprera.

26 novembre

Borgosesia – Ilva 1-1

Ilvamaddalena: Coscione, Pirredda, Pintore, Diana, Fascia, Izzillo, Catuogno (65′ Leotta), Canu, Pirina, Congiu, Messina.
Allenatore: Catuogno
Al 70′ contropiede rapido: Leotta scambia con Messina e poi pallone per Pirina con quest’ultimo che in diagonale impegna Abbiati in due tempi. Al 75′ grande opportunità dell’Ilvamaddalena per chiudere la gara: Messina sui venti metri si libera di Biscaro e taglia dentro per Pirina, che solo con la difesa piemontese addormentata, ha tutto il tempo per controllare e piazzare la sua doppietta ma calcia sul corpo di Christian Abbiati.