Correva l’anno 2001

12 gennaio

Settantasette sardi, se sono sopravvissuti al tempo, vedranno riconosciuta la loro carriera di dipendenti pubblici negli arsenali militari stroncata per ragioni politiche, perché erano militanti del Pci o iscritti al sindacato Cgil. E passata l’altro giorno alla Camera la legge che consente la ricostruzione a fini pensionistici dei periodi successivi al licenziamento, di queste figure. Poco meno della metà dei 77 discriminati sono, erano, della Maddalena, licenziati fra il 1953 e il 1956 dalla Marina; gli altri fra Cagliari, Macomer, Nuoro, Oschiri, dove l’esercito aveva propri stabilimenti. Sono sopravvissuti solo in parte, sono settanta e ottantenni adesso, ma il diritto spetta anche agli eredi. La legge, votata anche da una parte del centrodestra in cambio di alcuni emendamenti che estendono il riconoscimento a qualsiasi discriminazione, anche religiosa, senza specificare la ragione del licenziamento, mette i dipendenti pubblici, molti militari, anche poliziotti, carabinieri cacciati via per un parente comunista, nella condizione di avere i benefici della ricostruzione della carriera che a metà degli anni settanta erano stati riconosciuti ai dipendenti delle ditte private che subirono eguale sorte. Erano gli anni di Scelba e Pacciardi, dell’anticomunismo e della guerra fredda. Alla Maddalena successe il peggio nel 1953. La Marina, alla scadenza annuale del contratto _ erano tutti contratti a termine _ comunicò a ventidue operai dell’arsenale che non sarebbero stati riassunti. La ragione? Formalmente, per una scelta autonoma, motivi di servizio, insindacabili. Ma quei 22, e tre anni dopo altri dodici, fra le molte migliaia di dipendenti erano i dirigenti politici del Pci, i militanti sindacali più esposti, i membri della commissione interna. C’erano Augusto Morelli segretario della sezione comunista e consigliere comunale, Egidio Cossu della commissione interna della Marina: non andò malissimo a loro, perché il sindacato e il partito li chiamò entrambi a Sassari, negli organismi e negli apparati, all’organizzazione della Cgil e della federazione del Pci. Diventeranno dirigenti prestigiosi, con un altro operaio dell’arsenale militare, Mario Birardi, oggi sindaco della Maddalena, per alcuni anni organizzatore nella segreteria nazionale di Berlinguer, segretario regionale del partito, che li chiamò con sé, Cossu nella segreteria regionale, Morelli segretario dlela federazione di Tempio. Ma il resto di questo gruppo si disperse, sesso nell’emigrazione, cercò di reinventarsi qualche professione, in un ambiente difficilissimo, quando restò nell’isola. Ricorda Augusto Morelli: «Se ci incontravano per strada, i nostri stessi colleghi cambiavano direzione, era il terrore di subire un trattamento analogo al nostro». Aveva una funzione di presidio di questa Italia scelbiana e geddiana il parroco don Capula. «Il suo segretario raccontò che aveva brindato con i suoi accoliti in parrocchia il giorno del licenziamento», testimonia Morelli. Ebbe un ruolo diretto, il prete morto recentemente, che solo nelle sue memorie scritte dopo i 90 anni dice di non averne avuto? Secondo Salvatore Sanna, dirigente regionale della Cgil, membro del Comitato paritetico sulle servitù militari, maddalenino che cerca di rifare un poco di storia della sua città, Capula «l’ha fatto credere, di avere scelto lui chi licenziare. Era nel suo stile, dare l’idea di essere onnipotente, voleva essere temuto. Non ha mai detto che non era vero, gli piaceva dare l’idea che tutto quel che succedeva nell’isola dipendeva da lui, forse più che da Dio, assunzioni e licenziamenti, quel che veniva dato, quello che veniva tolto». Ma era l’aria di quegli anni, il vento della guerra fredda che arrivava in queste periferie, che aveva bisogno di concelebranti, chi bisognava licenziare lo avevano deciso Pacciardi, Scelba, in omaggio agli americani e all’idea di un’Italia dove i comunisti non servivano più. Furono più di duemila in tutta Italia, dalla Spezia a Taranto, da Piacenza a Genova. A Oschiri anche donne, della fabbrica di scarpe de «Su Recuperu» come vengono ancora chiamati i casermoni adesso cadenti di quell’attività dell’esercito. Ha tenuto questa contabilità nel corso degli anni, con contatti in tutta Italia, Menotti Casali, dirigente dei pensionati Cgil, anche lui maddalenino. Dice: «Sì, datela questa bella notizia, che fa un po’ di giustizia». Che dalla metà degli anni settanta siano stati riconosciuti i diritti degli anni trascorsi al lavoro e di quelli successivi all’entrata in vigore della legge, ha sanato solo in parte le situazioni previdenziali. Adesso le mette del tutto a posto. Le vite rovinate, dei discriminati, anche suicidi, e malattie? «Quelle non si possono sanare», dice Morelli.

19 gennaio

Troppi debiti, all’asta l’isola di Santa Maria; Vanno all’asta giudiziaria due terzi dell’isola di Santa Maria, perla incontaminata dell’arcipelago della Maddalena. La decisione è stata presa dalla magistratura. Un ingegnere ligure, Giovanni Parodi, che vanta un credito di 70 milioni nei confronti della società immobiliare “Le tartarughe country club” di Albenga proprietaria di 125 ettari dell’isoletta, ha presentato un’ istanza per la riscossione della somma. Ai giudici della vicina cittadina di Tempio non è così rimasto che incaricare un esperto di fare una perizia per stabilire il valore della superficie da vendere. Compito non semplice. Santa Maria, meta estiva di decine di vip, attori e amanti dello splendido mare che separa la Sardegna dalla Corsica, rientra infatti nel parco della Maddalena. Oltre ai normali vincoli che gravano sulle coste, è così soggetta ad un ulteriore divieto di inedificabilità assoluta dovuto proprio a questa situazione di particolare salvaguardia. Al di là delle contestazioni giuridiche, che potrebbero trovare una soluzione differente dall’ asta, nulla dovrebbe così cambiare nel destino della suggestiva isoletta.

8 febbraio

Muore Salvatore Rotta. Aveva espresso la volontà di essere cremato. Le ceneri riposeranno a Portovenere. Nato a Maddalena nel 1926, e dopo aver frequentato il celebre liceo “Azuni” di Sassari – prima palestra di formazione di molte generazioni destinate ad avere un ruolo rilevante nella vita culturale e politica isolana e nazionale – , aveva compiuto la sua formazione universitaria laureandosi in filosofia a Genova con una tesi sulla Methodus ad facilem historiarum cognitionem di Jean Bodin. Successivamente le varie circostanze della vita non gli avevano consentito di seguire rapidamente il percorso di una carriera scientifica e accademica alla quale era evidentemente destinato, a giudizio di tutti coloro che ebbero modo di cogliere le sue precocissime e per certi aspetti eccezionali capacità di lavoro, oltre ad un entusiasmo per la ricerca che rimarrà pressoché intatto fino agli ultimi giorni di vita. Era stato infatti per molti anni lettore di lingua italiana in Svezia, e di quell’esperienza aveva sempre conservato, come ebbe spesso modo di esprimerci, non l’impressione penosa di un’emigrazione forzata, frequente per chi non veda corrispondere immediatamente i passaggi della carriera all’immagine dei propri meriti o delle proprie potenzialità, bensì il ricordo di un periodo felicemente trascorso tra biblioteche ed archivi estremamente forniti e ottimamente organizzati – dove aveva avviato e condotto importanti ricerche di storia della scienza nel primo ‘700 che solo in minima parte si sono tradotte in pubblicazioni, , di rapporti umani intensi ed extra-accademici, di curiosità e passioni intellettuali estremamente diversificate e libere. Le sue curiosità per l’arte, la letteratura contemporanea, il cinema ed il teatro, insieme ad una capacità di lettura divorante (che fu sempre ragione di stupore, ed in certo modo di avvilimento, per tutti coloro che più direttamente lo conoscevano e che erano sistematicamente costretti a riconoscere le proprie naturali inadeguatezze, ma che proprio per questo potevano ricavare sempre da lui stimoli ed indicazioni nuove), erano un tratto distintivo della sua personalità intellettuale. L’università italiana lo aveva richiamato alla fine degli anni ’60, e all’università di Pisa, dove l’ho conosciuto, sarebbe rimasto per poco più di un decennio, per poi trasferirsi definitivamente all’università di Genova, dove ha insegnato fino agli ultimi anni.

12 febbraio

L’isola che non c’è; Le immagini della spiaggia e del mare, accompagnati dalla nota canzone di Edoardo Bennato, contenute in uno spot pubblicitario della Tim (la nota marca di telefonia mobile), non sono certamente sfuggite all’attenzione dei maddalenini. Girati dal 12 al 17 febbrario 2001 a Cala Conneri (Spargi), nello spiazzo d’inizio della discesa per Cala Coticcio (Caprera) e a Marginetto (La Maddalena), gli spot pubblicitari raccontano la storia di tre ragazze che, dopo il naufragio in un mare blu incontaminato e il ritardo dei soccorsi, devono adattarsi, per sopravvivere nell’ isola che non c’è, a pescare, ma poi, non avendo il coraggio di mangiare il pesce “vivo” finiscono per consumare i crackers rimasti. Lo spot, basato più che sulla storia, sulle efficacia delle immagini, la simpatia delle tre giovani interpreti Gaia, Pedra e Cristiana, e sulla forza della note di Bennato, è di indubbio effetto. Come di indubbio, positivo effetto è stata la presenza alla Maddalena di ben 60 persone della troupe televisiva con vitto ed alloggio nei ristoranti ed alberghi locali; il noleggio di auto, furgoni, barche e motoscafi; la richiesta di servizi vari; il tutto per un totale complessivo che si aggirerebbe sui 400 milioni, diritti del Parco esclusi. Come pure di indubbio, positivo effetto promozionale sono state le immagini, sì camuffate dell’Arcipelago, ma prontamente riconosciute non soltanto dai maddalenini ma da tanti ammiratori di La Maddalena sparsi in tutta Italia. Come dire: l’isola c’è, eccome !

18 febbraio

Muore all’età di 87 anni il maestro Paolo Canu, direttore della Banda Giuseppe Garibaldi. Già stanco e malato, la diresse per l’ultima volta il 24 dicembre scorso, da seduto, nel salone consiliare, in occasione del tradizionale Concerto di Natale. Imparò la musica da bambino, nella Banda Mandatari. Attorno ai trent’anni partì per Genova dove lavorò nell’orchestra diretta dal maestro Bo, suonando nei locali della Riviera ligure e successivamente sulle navi da crociera. Il suo strumento preferito era la tromba, ma suonava con passione anche il contrabbasso e la batteria. Rientrato a La Maddalena nel 1973 partecipò alla fondazione della Banda Città di La Maddalena e successivamente passò a dirigere la Banda Giuseppe Garibaldi, trasmettendo a molti giovani l’amore per la musica. “I veri musicisti sono più vicini a Dio – ha affermato commosso don Sandro Serreri durante l’omelia funebre.

1 marzo

Si è svolto, nella Base Navale di La Maddalena, il 1° raduno del Corso Allievi Operai 1941-43. Alla cerimonia, avvenuta nel 60° anniversario dell’inizio del corso, erano presenti 14 dei 32 corsisti. La manifestazione, iniziata con la visita alle strutture, è proseguita con la celebrazione della Santa Messa officiata dal cappellano militare don Paolo Di Domenico il quale ha ricordato la funzione svolta dalla Scuola Allievi Operai, diventata scuola di vita e opportunità di miglioramento per molti giovani. Alla 12,30 pranzo presso la mensa aziendale con la partecipazione di tutto il personale dipendente. Commovente la partecipazione dell’insegnante del corso Euro Orioni, ricordato dai suoi allievi con affetto ed ammirazione. Alla cerimonia ha partecipato anche il sindaco Mario Birardi, anche lui allievo operaio nei corsi successivi. Dal canto suo il colonnello Luigi Turco, direttore dell’Arsenale, dopo aver ricordato l’importanza ed il prestigio dell’Arsenale di La Maddalena si è augurato che questo possa ancora continuare la funzione fin’ora svolta, quella di fonte di benessere e serenità. (I corsisti del 1941-43 erano: Aversano Francesco, Brundu Salvatore, Conti Antonio, Cossu Battista, Deleuchi Benedetto, Fanti Mario, Gesù Salvatore, Leoni Quintino, Longo Vittorio, Maciocco Giovanni, Mazzella Francesco, Molitierno Francesco, Nieddu Giacomo, Oriani Giuseppe, Pala Claudio, Piras Gennaro, Berretta Natale, Cianchetti Luigi, Cotrone Enzo, Cuneo Francesco, Demurtas Gaetano, Ferrando Filiberto, Impagliazzo Vincenzo, Licheni Giovanni, Lubrano Mario, Manca Salvatore, Mannoni Arnaldo, Morelli Augusto, Oggiano Manlio, Pais Antonio, Panzani Francesco, Sini Ottavio. Alcuni di costoro sono morti, altri vivono in continente o all’estero)

3 marzo

Una scossa di terremoto del quarto grado della scala Mercalli è avvertita in mare al largo di San Teodoro.

25 marzo

Doppio successo del maddalenino Jeff (Gianfranco) Onorato ai campionati del mondo di sci nautico nella categoria diversamente abili. Con la gratificante medaglia d’argento, conquistata nonostante una caduta (davanti a lui si è piazzato un olandese dietro due australiani ed un americano), l’atleta isolano ha anche battuto, durante le fasi di qualificazione, il record mondiale di punteggio. Onorato – alla quarta finale mondiale consecutiva – ha gareggiato nelle acque del fiume Werribee, a nord ovest di Melbourne (Australia). Oltre a rappresentare, quasi agli antipodi, il nome di La Maddalena e il tricolore nazionale, il biondo Jeff, da anni sulla breccia, non solo per le sue spiccate qualità di atleta ma anche per il suo encomiabile impegno sociale a favore dei diversamente abili, ha anche onorato l’incarico di ambasciatore della Sardegna, affidatogli da Efisio Serrenti, presidente del Consiglio Regionale.

17 aprile

Pierfranco Zanchetta, giornalista ed addetto stampa dell’Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, ha vinto la II edizione del Premio Giornalistico Nazionale “Gennaro Paone”. Una qualificata giuria, composta da giornalisti ed esperti in comunicazione, riunitasi a Roma presso la sede dell’ENIT, tra gli oltre 20 lavori pervenuti ha premiato proprio il lavoro del concittadino Zanchetta, dal titolo: La Sardegna dei Parchi. Il documentario, prodotto dalla Union Contact Srl, è un interessante itinerario nelle zone più suggestive della Sardegna, coll’arcipelago maddalenino “fiore all’occhiello” del lavoro.

1 maggio

Ilvamaddalena olè; Con tre giornate d’anticipo l’Ilvamaddalena ha vinto il campionato di promozione girone B, rientrando, alla grande, nel campionato regionale di Eccellenza. Dopo anni di amarezze è viva la soddisfazione dei dirigenti, dei calciatori e dei tifosi. Ora come allora (storica promozione in serie C2 nel 1988), società e panchina sono guidati rispettivamente da Rino Stelletti ed Angelino Fiori, binomio vincente nell’Arcipelago. Fondata nel 1903 dal geometra comunale Antonio Cappai e dal maestro elementare Enrico Balata, la Società Ginnastica Ilva divenne poi Polisportiva Ilva, Polisportiva Ilvarsenal, Ilvamarisardegna nel 1989 e Ilvamaddalena (dopo la fusione col Maddalena) nel 1994. Con quasi 100 anni di storia è tra le società più antiche d’Italia.

12 maggio

Muore Antonio Ciotta, appassionato e competente cultore di storia locale; Non aveva dimenticato, lasciando la sua terra, di portare con sé la “grave conchiglia soffiata dai pastori siciliani”. I sardi, fra i quali aveva scelto di vivere ed operare, possedevano altri strumenti e altre voci, ma la loro fierezza era la stessa dei siciliani. E questo gli bastava. Poi, con lo scorrere degli anni, il suono cupo della non dimenticata “conchiglia” si era mescolato con quello acuto delle “launeddas”. E gli eroi e i miti, i sogni e le speranze della gente sarda avevano conquistato il suo animo, e lui se n’era fatto convinto sostenitore. Sentì il bisogno di conoscere meglio la terra in cui era approdato, di risalire alle fonti – quelle più recenti – della sua storia. Allora, molte figure di politici e di soldati, di scienziati e di avventurieri (da Napoleone a Nelson, da Millelire a Des Geneys, da Sulis a Garibaldi, da Marconi a Mussolini – tanto per citare -) trovarono in lui un puntiglioso e fermo rievocatore, e i sardi, e i maddalenini in particolare, poterono riscoprire pagine del loro passato che sembravano irrimediabilmente perdute. E questo, tutto questo, entro una cornice di disarmante semplicità e modestia, com’era nello stile dell’uomo. Anche la sua scomparsa è avvenuta sotto questo segno. Perché Antonio Ciotta se n’è andato in silenzio, quasi in punta di piedi, come un ospite troppo discreto che non voglia turbare l’allegria del convito.

25 maggio

Per le elezioni al Senato, a La Maddalena risulta più votato Pino Mulas, Casa delle Libertà, che viene rieletto. Alla Camera, uninominale, vince ancora un esponente della coalizione di Berlusconi, il medico Paolo Cuccu, anche lui rieletto in Parlamento. Nell’Arcipelago, la Casa delle Libertà supera L’Ulivo di 177 voti al Senato e di 236 alla Camera. Per quanto riguarda la quota proporzionale l’esame è più complesso e risulta anche più indicativo, in vista delle elezioni comunali che si terranno tra circa un anno. Forza Italia si conferma il primo partito maddalenino con 2.177 voti (300 in più rispetto alle politiche 1996). Sorprendente appare il risultato della Margherita (alleanza tra Partito Popolare, Democratici, Rinnovamento Italiano e Udeur), non presente con questa alleanza nelle precedenti elezioni, che con 1.317 voti (18.2 %) risulta essere la seconda lista votata. Scende al terzo posto Alleanza Nazionale, quasi il 18 % delle preferenze (circa 250 voti in meno rispetto al ’96) mentre i D.S., partito del sindaco Birardi, non superano i mille voti (13 %), perdendone quasi 500 rispetto alle politiche del 1996. Diminuisce anche Rifondazione Comunista (439 voti) che, rispetto alla politiche passare perde più di 250 voti. Non va oltre i 163 voti la lista Ccd-Cdu, che perde circa il 40 % dei voti raccolti nel 1996. Meglio non va ai sardisti, presenti in queste elezioni con la lista Indipendentzia, che raccolgono appena 130 voti, cento in meno rispetto al ’96. Raccolgono il 2,31 % dei voti i Comunisti Italiani, mentre la Democrazia Europea di D’Antoni, ex leader della CISL, a La Maddalena non va oltre 45 voti.

26 maggio

Dimissioni del Sindaco Birardi; Ecco il testo della lettera di dimissioni Caro Segretario: “per motivi inerenti alle mie condizioni di salute, mi trovo nella impossibilità di continuare ad assolvere al mio incarico e pertanto la prego di comunicare a chi di dovere la mia decisione di dimettermi dalla carica di Sindaco. Sono giunto a questa grave decisione perché sono convinto di non poter far fronte ai numerosi e complessi problemi che si trova davanti la nostra Comunità. La mia più grande amarezza è quella di non essere riuscito a completare il mandato ed in particolare dover coinvolgere in questo mio gesto, Amministratori, che assieme ai collaboratori si sono impegnati con spirito di servizio e con lealtà per il solo bene della nostra Comunità. A tutti un sincero ringraziamento e cari saluti.”

1 giugno

Seconda affermazione del calcio maddalenino quest’anno dopo quella dell’Ilvamaddalena. Il Real Moneta, società nata nel 1994 dopo la fusione tra Ilva e Maddalena, è stato promosso, dalla seconda alla prima categoria. Con 62 punti conquistati su 30 incontri (18 vittorie, 8 pareggi, 4 sconfitte; 59 goal realizzati, 36 subiti) la squadra del presidente Angelo Serra e dell’allenatore Sandro Acciaro ha realizzato una ‘storica’ promozione.

2 giugno

È singolare come proprio a La Maddalena, a lui debitrice – in passato e nel presente – di una buona parte della propria notorietà nazionale ed internazionale, il mito di Garibaldi subisca forse la crisi più seria. Alle celebrazioni garibaldine del 2 giugno, come accade ormai da anni, i maddalenini erano pressoché assenti. E questo nonostante al convegno sull’Eroe abbiano partecipato noti studiosi e docenti universitari e alla commemorazione di Caprera fossero presenti un buon numero di ‘pellegrini’ giunti dalla penisola e dall’estero, autorità varie ed i rappresentanti delle ambasciate del Brasile, Uruguay, Francia, Ungheria e Stati Uniti. E’ vero che Garibaldi fu mangiapreti e mangia-suore e che don Capula, per sessant’anni, ha ripetuto che sulla sua tomba, un tempo, i massoni vi battezzavano i bambini con lo spumante, ma è anche vero che Garibaldi fu in buoni rapporti col parroco Mamia, che molti maddalenini seguirono Garibaldi nelle varie imprese e che soprattutto Garibaldi è stato ed è “l’unico vero eroe che la storia d’Italia conosca”, campione – pur con limiti e contraddizioni – di nobili sentimenti di patria, democrazia e giustizia sociale. Forse anche assuefatti ‘all’averlo a casa’, noi maddalenini non riusciamo più a cogliere il fascino che ancora sprigiona l’uomo che riposa a Caprera. Ed è per questo che quando gridiamo ‘Garibaldi’, spesso inneggiamo solo alla squadra di volley.

9 giugno

Tutto sommato era secondario se l’Isola misteriosa fosse Santo Stefano anziché Budelli; sempre dell’Arcipelago si trattava. Ci sono Regioni e Comuni che spendono miliardi per pochi secondi di pubblicità televisiva. Da queste parti spot miliardari lasciano anche qualche centinaio di milioni in pochi giorni ed uno spettacolo, gratuito, di apprezzabile livello. E così, premiati con una settimana di vacanza a Santo Stefano i 500 vincitori del concorso della Tim ‘L’Isola che non c’è’ (spot mandato in onda per tutto l’inverno che proponeva, come si ricorderà, una storia ambientata nell’arcipelago maddalenino), sabato 9 giugno, nella spiaggia di Monte della Rena sono riprese le registrazioni pubblicitarie che porteranno ancora per l’Italia, sulle maggiori reti televisive nazionali, le splendide immagini del nostro Arcipelago. Su un mega palco, spalle al mare, con una illuminazione della conca circostante, da fiaba, presentati da Red Ronnei, sono apparsi ed hanno cantato, tra gli altri, la giovane e già affermata Alexia; Cesare, cantante del notissimo gruppo dei Lunapop; il grande Edoardo Bennato.

16 giugno

Viene inaugurato nell’isola di Caprera, a Stagnali, il Museo Mineralogico e Geologico dell’isola di Caprera.

23 giugno

Caduto da una barca Maddalena, annega bimbo di tre anni; Un bambino di tre anni, figlio di un piccolo imprenditore piemontese, è annegato ieri dopo essere caduto dalla barca dei genitori. Carlo Alberto Franzosi era uscito con la sua imbarcazione, un 14 metri, da Cala Gavetta, per andare a fare il bagno. Con lui erano la moglie, il figlio, la sorellina di otto mesi e la nonna dei bambini.

24 giugno

Si parla di megayacht; Sta per nascere alla Maddalena il più grande centro al mondo per l’ assistenza,le riparazioni e il rimessaggio dei megayacht di passaggio nel Mediterraneo. Si tratta di un progetto di riconversione dell’Arsenale della Marina militare studiato dal comandante Angelo Zerilli, che prevede il riutilizzo degli edifici e delle funzioni industriali (carpenteria in ferro e legno, officine motori e centri meccanici) dell’ex area militare. Il tutto con la supervisione della Presidenza del Consiglio, della Regione Sardegna e del comune della Maddalena, che hanno già dato l’ ok di massima al progetto. Il nuovo portocantiere ricavato dall’Arsenale si estende su una superficie di 135mila metri quadri, che comprende 45mila metri quadri di specchi d’ acqua, 1.300 metri lineari di banchine e 20mila metri quadri di superficie coperta e un eliporto. Nella nuova struttura dovrebbero trovare posto tra le 150 e le 200 imbarcazioni di lunghezza superiore ai 30 metri. Secondo uno studio ogni anno nel Mediterraneo navigano dalle 1.000 alle 1.500 imbarcazioni da diporto superiori ai 90 piedi: da qui l’importanza strategica di quello che dovrebbe diventare il più importante centro di servizi d’ Europa per le grandi barche.

1 luglio

Il miglioramento dello stato di salute del sindaco Mario Birardi è stato determinante, unitamente ad una insperata ricompattazione della maggioranza, per il ritiro – in extremis – delle dimissioni. Di ciò non c’è che da rallegrarsene, considerato anche che, diversamente, la città sarebbe stata amministrata, per circa un anno, da un commissario prefettizio. Oltre al recupero delle condizioni di salute, il sindaco Birardi ha chiuso un’operazione politicamente ineccepibile, riottenendo, sia la fiducia di tutti i consiglieri di maggioranza, dopo le critiche, a dir poco vivaci, alle quali era stato sottoposto, sia l’impegno alla realizzazione di alcuni punti programmatici. La sensazione è che si tratti di una soluzione di compromesso che dovrebbe comunque garantire un anno di amministrazione della città, ordinaria e straordinaria. Si vedrà fin dalle prossime settimane se i problemi impellenti, dalla mancanza di acqua al Puc, dai parcheggi alle nomine del nuovo Comitato di Gestione del Parco, dal deficit di bilancio (che limita spesso anche le spese più banali) all’Arsenale, giusto per citarne a caso qualcuno, potranno trovare soluzione.

16 luglio

Per la prima volta nella sua storia, è stato esposto integralmente il “Tesoro di Santa Maria Maddalena” composto, da ben 1.154 oggetti d’oro.

17 luglio

Delitto al Circo Massimo, muore il maddalenino Francesco Bertolini; “Soffoco, aiuto, soffoco”. Era l’ una di notte di ieri quando una coppia di giovani che passava in piazza di Porta Capena (al Circo Massimo) ha sentito un rantolo venire dal buio. Quando si sono avvicinati, la tremenda scoperta: un ragazzo seminudo che respirava appena. Cercava, per quanto poteva, di chiedere aiuto. Francesco Alessandro Bertolini, 26 anni, era disteso dietro una siepe, con i pantaloni abbassati, il cranio fracassato e segni di strangolamento sul collo. Poco dopo l’ allarme sono arrivate le volanti, ma il giovane era già morto, in una pozza di sangue, particolare che lascia supporre che il ragazzo sia stato ucciso proprio lì. Che si tratti di un delitto a sfondo omosessuale non c’ è dubbio, anche se gli inquirenti preferiscono mantenere il silenzio. Esclusa l’ ipotesi di rapina: Francesco aveva la sua catenina d’ oro al collo e il portafoglio in tasca, con dentro sia i soldi che i documenti. La giornata della vittima, orfano di padre, originario della Maddalena (Sassari), ma da anni residente a Roma, ricostruita dalla polizia sembra essere stata delle più normali. Nel pomeriggio si era incontrato con alcuni suoi amici del mondo dello spettacolo, di cui anche lui faceva parte. Aveva assistito alle loro prove per un musical, Emozioni, con la regia di Sergio Japino (tra gli interpreti Sabrina Salerno e Ambra Angiolini); poi la notte verso le ventidue ha chiamato il suo coinquilino, col quale vive da un anno circa, e ha disdetto un appuntamento che avevano. “Sono impegnato questa sera non la passerò con voi. Devo uscire con un tizio”. Nonostante le raccomandazioni dell’amico, preoccupato per gli incontri e per le uscite sempre a rischio nella cerchia degli omosessuali, Francesco non ne ha voluto sapere di rinunciare a quell’appuntamento. Anzi ha sorriso, quasi a schernire quella raccomandazione. Mistero sulla persona con la quale la vittima ha trascorso la nottata, nessuno conosce la sua identità. L’ unica certezza è che il nome dell’assassino era scritto su una rubrica di numeri che Francesco portava sempre con sé. Quell’agenda, insieme al telefono cellulare, gli è stata portata via, per non lasciare tracce. Un maniaco? Impossibile dirlo, certo negli ultimi anni gli omicidi di omosessuali sono stati molti. Addirittura 22 in undici anni e molti con il cranio sfondato, come Francesco Bertorini. Il 24 luglio 1990 Giancarlo Abbate, 48 anni, impiegato di una casa farmaceutica, fu ucciso da un tunisino. Il suo corpo fu trovato nudo, legato al letto con un filo elettrico. Il 28 marzo 1995, Francesco Privitera, 53 anni, viene trovato con il cranio sfondato nel suo appartamento al Prenestino. Ma il caso più clamoroso risale al 5 gennaio 1998, quando Enrico Sini Luzi, capo del cerimoniale vaticano, viene trovato con la testa sfondata nella sua casa di viale Angelico. Intanto i colleghi del mondo dello spettacolo ricordano Francesco Bertolini, la sua voce: “Era meravigliosa dice la regista Emanuela Giordano aveva un modo dolce di cantare. Era ingenuo come un bambino, facilmente circuibile e disponibile a chi gli sembrava amico. Lui cercava soltanto amore”. Ma intervengono anche i politici: “Un’ escalation della piaga degli omicidi antigay”, commenta del presidente onorario dell’Arcigay, il parlamentare Ds Franco Grillini, sulla morte di Francesco.

22 luglio

Accesso alla Maddalena per i turisti del Parco il prezzo raddoppia; Raddoppia il prezzo del biglietto da mille a duemila lire per consentire ai turisti di accedere al Parco della Maddalena, la principale dell’omonimo Arcipelago del Nord Sardegna. Insieme all’ aumento, si sono moltiplicate le polemiche e le critiche nei confronti del Consorzio di gestione, presieduto dal professor Ignazio Camarda. Neppure la finalità nobile di migliorare ulteriormente la salvaguardia del territorio è servita a “raffreddare” il clima. I commercianti e gli operatori turistici temono infatti che gli aumenti scoraggino i turisti a visitare il Parco.

23 luglio

A un anno dalla morte, la figura di “monsignor” Salvatore Capula è stata ricordata con una commemorazione solenne. Don Capula aveva guidato la parrocchia isolana per 64 anni, sino al 24 gennaio del 1998, quando il vescovo Paolo Atzei lo aveva sollevato dall’incarico nominandolo parroco emerito. Durante la sua guida spirituale, Don Capula era riuscito a disciplinare le varie provenienze (a La Maddalena erano arrivati cavatori liguri e piemontesi, agricoltori sardi, pescatori dalla Campania e dalla Sicilia) sotto il nome di Maria Maddalena. È sicuramente questo il vanto più grande che l’anziano prelato ha portato con sé nella tomba. Don Capula è passato sulla storia dell’isola come un rullo compressore. I suoi metodi di lavoro, in ugual misura contestati e temuti, permisero alla parrocchia di annullare l’influenza della componente valdese, spegnere il vento anarchico degli operai delle cave di granito e dei lavoratori del mare, rintuzzare l’anticlericalismo garibaldino e controllare la forza comunista negli anni ’50. Ma Salvatore Capula fu anche un grande anticipatore, come dimostrarono la ricostituzione dell’azione cattolica, l’idea dell’Opera Pia, la creazione di una radio libera in avanguardia in Sardegna e la difesa caparbia del ruolo dell’isola nel contesto della Diocesi. La storia lo ricorderà come l’ultimo confessore di Mussolini nell’estate del 1943: “Voi che non sempre siete stato grande nella buona sorte, siatelo nella cattiva. Il mondo vi ricorderà per questo”. La ricostruzione storica ed imparziale del suo operato rappresenterà l’impegno irrinunciabile degli storici isolani dei prossimi decenni.

7 agosto

Lo stendardo presidenziale viene issato nuovamente sulla torretta dell’Ammiragliato. Il Presidente Ciampi, con la consorte, tornano a trascorrere le loro ferie nell’arcipelago. Ripartono il 20; Non c’ è stato il previsto incontro, per un breve scambio di saluti, tra Ciampi e il Presidente del consiglio Silvio Berlusconi, che ripartirà in giornata per Roma dopo un week end di relax nella sua villa di Porto Rotondo.

10 agosto

Oltre 600 persone (maddalenini di Maddalena, maddalenini d’adozione, maddalenini in vacanza, turisti) hanno presenziato alla XIII edizione della Nuttata Isulana. Una “Nuttata nostalgica – ha affermato Bruno Battaglia, presidente del Circolo Maddalenino – organizzata per maddalenini d’una certa età, per ricordare parole, persone e fatti del passato”. Ma non solo: come ha affermato Piero Bardanzellu – giornalista e presentatore della serata – la manifestazione conferma, se mai ce ne fosse bisogno, il diritto d’esistenza dei dialetti e delle parlate minori quali il maddalenino, in contrapposizione alla recente, infelice e pretenziosa forzatura, assunta a livello di “studiosi” regionali, di considerare il sardo (limitato poi al barbaricino), lingua unica. E il concetto Bardanzellu lo ha poi ribadito presentando il gruppo Orolache (Voci nel Blues): “Caro maestro La Cava – ha affermato rivolgendosi al fondatore e direttore del gruppo – ora che avete meritatamente sfondato in Sardegna e non solo, cantando in inglese ed in sardo (con canti barbaricini e logudoresi) , approfittane, adesso che siete forti, ad imporre anche la parlata maddalenina”. Discorsi seri a parte, la serata amarcord è volata via – tra una battuta e una risata – per oltre un paio d’ore, con le poesie in dialetto lette da Marcello Sorba e la figlia Lavinia (sono state particolarmente apprezzate, tra le altre, le poesie di Mario Boccone, Peppino Rassu, Tonino Conti, Domenico Battaglia, Pasqualino Serra), le canzoni isulane (alcune delle quali tratte da poesie di Tonino Conti e Gian Carlo Tusceri) e corse. Oltre al citato gruppo Orolache, sono state applaudite le esibizioni della Compagnia Isulana, di Carmelo Cossu e di Roberto Nastrucci, (che ha coinvolto il pubblico, quest’ultimo, con una esilarante “Monti d’arena”). Come è tradizione sono state consegnate le Patelle d’argento (assegnate a singoli od associazioni che si sono distinti per l’amore verso l’isulanità). Quest’anno sono stati premiati Martino Pedroni, Benito Dejana (alla memoria) e l’Associazione Pescatori Dilettanti di Stagno Torto.

12 agosto

L’associazione culturale D.Ar.Ma (Donne artistiche maddalenine), sta incentivando quanto fece negli anni ottanta il collettivo teatrale Elicriso per quanto riguarda il costume della Maddalena. Il costume è stato ricostruito su disegni di Giancarlo Russino da Alina Maiore con i tessuti originali recuperati da Mariella Solinas, tinti rigorosamente con erbe naturali tra il 1980 e il 1982, sulla scorta della documentazione recuperata da Giancarlo Tusceri in Corsica e più precisamente nei paesi delimitati dal fiume Taravo, da cui provenivano i primi còrsi, che si rifugiavano alla Maddalena, presso la chiesetta della Trinità, dalla fine del 1500 in poi. L’attendibilità della ricerca trova soprattutto riscontro nei paesini della Corsica meridionale denominati Zicavo, Millelire, Capula, Carbini, Levie, Saltene e più su fino al piede di Ornano nei pressi di Ajaccio. La ricerca storica, confrontata con i docenti etno-linguisti della facoltà di Corte, nello stesso anno in cui si elaboravano le prime bozze, trovò il conforto di alcuni disegni d’epoca conservati a Corte, riprodotti in numerose opere regionali. Tutti, sia pure con varianti rilevanti, erano riconducibili alla nanna di Cuscione, una ninna nanna che descrive l’abito destinato alle nozze di una bimba addormentata. Le preziose tavole di Cominotti, ma soprattutto quelle di Alberto Della Marmora e più precisamente quelle relative al «graminatoghju» in cui si indica con esattezza il copricapo delle donne della campagne galluresi, ad imitazione delle donne maddalenine, non è che la conferma del passaggio di quello stesso costume dalle zone montane della Corsica attraverso le isole intermedie fino alla zona di Tempio. Se si considera poi che ogni capo di abbigliamento nella società di ogni tempo è funzionale agli usi quotidiani, è ampiamente dimostrato che i primi corsi appartenevano ad una comunità agro-pastorale che nulla avevano a che fare col mare.

10 settembre

Il ‘Solinas’ diventa romano; Saranno annunciati a Roma dal sindaco Walter Veltroni il prossimo 28 settembre durante un’ apposita cerimonia in programma in Campidoglio i vincitori del Premio Solinas, storico e prestigioso riconoscimento del cinema italiano, finalizzato a segnalare nuove storie e nuovi sceneggiatori. Per quest’anno, dunque, il premio intitolato a Franco Solinas, lo sceneggiatore di fiducia di Gillo Pontecorvo, presidente onorario del premio, di Francesco Rosi e di altri maestri del nostro cinema, dall’isola de La Maddalena, dove si sono svolte tutte le precedenti edizioni e dove comunque saranno consegnati anche i riconoscimenti 2001, si trasferisce in parte nella capitale.

11 settembre

Il mondo sotto choc per l’attacco alle Torri gemelle. Scatta il codice Delta di massima sicurezza nella base USA.

16 ottobre

Il ministro Lunardi firma il decreto che introduce la continuità territoriale tra Sardegna e continente: dal 28 ottobre i sardi potranno viaggiare con forti sconti.

21 ottobre

Lo sviluppo della telematica consente l’attivazione del primo sito web dedicato al Censimento e la diffusione dei risultati online, nel censimento, Maddalena conta 11.369 abitanti.

25 ottobre

Passaggio di consegne alla Regione. A Floris subentra Mauro Pili, eletto con il voto dell’imprenditore Nicola Grauso.

5 novembre

Ha ripreso le trasmissioni, sulla frequenza dei 90,2 Mhz, Radio Arcipelago. Il palinsesto prevede, per il momento, la trasmissione quotidiana della Messa, della rassegna stampa, di programmi musicali.

16 novembre

Sebbene da alcuni giorni presso i comandi della US Navy di via Principe Amedeo l’allarme sia sceso da CHARLIE (massima allerta) a BRAVO (allerta), l’Italia è comunque, a tutti gli effetti, un paese in guerra, con navi in missioni si guerra, e ciò si avverte anche nell’Arcipelago, considerato per ovvie ragioni, e senza tuttavia creare inutili ed ingiustificati allarmismi, zona “sensibile”. Oltre alla intensificata attività di controllo operata con discrezione ma assidua frequenza da parte dei Carabinieri, delle forze di Polizia, dalla Guardia di Finanza e della Guardia Costiera, in varie parti della città, dal 16 novembre scorso sono anche giunti, inviati dalla Prefettura, una trentina di soldati della Brigata Sassari, adeguatamente equipaggiati, con il compito di coadiuvare le forze esistenti nel lavoro di controllo dei punti strategici di La Maddalena. Alcuni soldati sono stati dislocati anche Palau.

12 dicembre

Con l’approvazione del PUC l’amministrazione di Centro-sinistra guidata dal sindaco Mario Birardi ha finalmente approvato, dopo trent’anni, il nuovo strumento urbanistico, ossia il piano di sviluppo dell’Arcipelago. Probabilmente non è il miglior piano possibile, forse poteva essere migliorato, modificato o addirittura stravolto. Sicuramente non può aver soddisfatto o accontentato tutti, anzi.

18 dicembre

Mario Birardi, viste le dimissioni dell’assessore Pedroni ha nominato assessore Giovanni Del Bene assegnandogli la delega ai Lavori Pubblici. Inoltre, a parziale modifica delle precedenti competenze, il sindaco ha attribuito al vice sindaco Carlo Randaccio la delega ai Servizi Sociali, Assistenza, Igiene e Sanità Pubblica, Attività Socio Culturali e Pubblica Istruzione, Personale, Polizia Amministrativa, Vigili Urbani, Edilizia Privata. All’assessore Roberto Poggi è stata invece attribuita la delega ai Trasporti, Traffico, Viabilità.

20 dicembre

Muore all’età di ottant’anni Enzo Pinna, marmista. Alla vigilia del Natale del 1952 fu tra i licenziati dall’Arsenale Militare. Tra il 1963 ed il 1964 ebbe incarico, da parte del parroco don Salvatore Capula, di costruire alcuni altari in marmo nella chiesa di S. Maria Maddalena. Sono stati da lui realizzati l’altare della cappella della Madonna del Rosario, quello della cappella della Madonna che salva le anime del Purgatorio, l’altare di San Filippo Neri e quello di Santa Rita.

23 dicembre

Muore la scrittrice Gin Racheli. Teresa Racheli, detta Gin, il suo nome di battaglia utilizzato negli anni in cui, giovanissima, militò nella Resistenza, è mancata dopo una lunga malattia, mentre accanto aveva il fratello Ugo e gli amici di sempre, che negli ultimi 30 anni hanno condiviso la sua battaglia per la difesa del territorio insulare e dell’ecosistema dei nostri mari. Scrisse uno dei libri più fortunati sulla nostra Isola.Una donna che ha dato molto a La Maddalena come studiosa e come amica di questo “microcosmo” come lei lo definiva. Il suo impegno sempre vivo, riguardo il problema della salvaguardia del territorio e delle piccole isole in particolar modo, l’aveva fatta riconoscere in campo nazionale e internazionale come massima esperta del settore e tra le personalità di spicco di “Italia Nostra”. Aveva studiato molti degli arcipelaghi italiani proponendo per la casa editrice Mursia una collana “Andar per le isole” dove le maggiori perle del Tirreno trovano il loro più colto biglietto da visita per un turista più attento; la storia, come le peculiarità endemiche di fatti naturalistici uniscono tra loro le isole Egadi, Ponziane, Sulcitane e Maddalenine, per citare solo alcuni degli arcipelaghi italiani amati da Gin. Grazie alla sua caparbia volontà non disgiunta dalla sua cultura e dalla sua educazione aveva contribuito a quella idea di Parco maddalenino che sognava dinamico, propulsivo e produttivo certamente poco burocratico e politicizzato, facendo tesoro della sua passata esperienza nell’organizzazione e direzione aziendale. Su La Maddalena aveva scritto ben cinque libri: due edizioni monografiche su le “isole intermedie”, un saggio su “isole e insularità futura”, una bella monografia in collaborazione con Giovanni Cesaraccio su “Caprera natura” e un’altra fortunata cooperazione (essendo coadiutrice in tutto con me) che ci ha visti per più di un anno amici profondamente legati nella ricerca e nella rielaborazione critica di una quantità immensa di materiale documentale su Caprera e Garibaldi a Caprera. Il suo notevole spessore morale e la sua innata dignità la collocavano tra quelle eccezionali persone che quando si ha la fortuna di incontrarle sul proprio percorso rimangono impresse per sempre con indelebile affetto e stima.