Erica arborea

Erica arborea (nome scientifico Erica arborea, nome locale Scopa)

Un altro arbusto sempreverde tipico della nostra macchia, con infiorescenze a pannocchia formate da fiorellini campanulati di colore bianco-rosa e profumati. I rami lunghi e resistenti della pianta, venivano legati insieme ed utilizzati in passato, specie dai netturbini, come scopa, da cui il nome dialettale.

Dal ceppo basale di Erica arborea detto “ciocco”si ricavano pregiate pipe; l’arbusto deve avere almeno 50 anni perché il ceppo raggiunga il volume minimo necessario. L’assorbimento massiccio del silicio dal terreno, rende il ceppo ignifugo. I “ciocchi” forniscono un legno durissimo, inalterabile, leggero ed estremamente resistente al calore, che fa della radica di Erica un materiale adatto alla costruzione di pipe.
Un operaio può estrarre e ripulire fino a 150 kg di ciocco al giorno.

La lavorazione dei ciocchi è lunga e laboriosa: dopo l’estrazione procedendo con due strumenti: uno, detto “maniscure”, con il quale si liberano le radici e l’altro, detto “pennato”, con cui si ripulisce il ciocco liberandolo dalle parti guaste e dandogli una forma tondeggiate.

Effettuata questa prima lavorazione per impedire che i ciocchi si fessurino profondamente, vengono messi sotto uno strato umido di terra; vengono poi tagliati in “abbozzi”, quindi bolliti in pentoloni di rame per eliminare il tannino che potrebbe creare delle crepe durante l’essicazione, e per dare al legno un colore più carico, in seguito messi ad asciugare e stagionare in luoghi a temperatura ed umidità costanti anche per diversi anni. La particolarità della materia prima, il tipo di lavorazione, artigianale, rendono le pipe tutte differenti fra loro. Vi sono inoltre pezzi unici da collezione, ricavati da placche di radica perfette e con caratteristiche estetiche particolari, che presentano venature armoniose, fiammature, occhi di pernice, disegni eccezionali, per cui ogni pezzo acquista la sua unicità.

In passato non si buttava nulla, quindi la parte inferiore della ceppo era impiegata nelle carbonaie, per ottenere un carbone in grado di sviluppare molto calore. Il carbone da legno d’Erica era particolarmente richiesto nelle officine dei fabbri per la forgiatura del ferro.