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Festa di Santa Maria Maddalena nel 1880

L’antivigilia della festa di Santa Maria Maddalena, patrona del paese, si riuniva in fabbriceria (ora sagrestia) un consiglio formato da anziani maddalenini, per lo più pensionati, per concertare il programma della cerimonia solenne. La statua veniva tolta dalla nicchia la sera antecedente alla festa e collocata a sinistra dell’altare Maggiore, suo posto d’onore. Prima veniva ben pulita con spirito e olio e ritoccata dove era necessario. Quindi era adornata e quasi coperta dei suoi ricchi ex voto consistenti in anelli, collane e medaglie d’oro e d’argento ed attorniata di fiori e candele offerti dai fedeli che si recavano a pregare prostrati sui gradini al di qua della balaustra.

Quella cerimonia era aspettata da tutti gli isolani che per l’occasione si vestivano con abiti e scarpe nuove, preparati da tempo per la grande occasione. Venivano i torronai, zi Biddicchinu, Mimmè ed altri. La sera della vigilia grande fugarina in Piazza di Chiesa, con una barca o feluca vecchia.

Antonio Bargone bruciava tutti gli anni una botte di catrame per festeggiare l’onomastico della moglie, zì Maddalena.

Alla sera della festa prima della processione una gara in Piazza di Chiesa, di offerte di denaro per avere l’onore di portare la Santa.

Allora il culto per essa era veramente sentito e praticato con tutte le forze spirituali, ciò che ora pare completamente dimenticato.

Una grande croce era portata in processione dal muto Gagliardo, vestito di una tunica verde e rossa. Solamente lui poteva portare quella croce perché era molto pesante. Durante il giro della Processione, Farese e Filibero, in segno di giubilo, sparavano i mortaretti.

Al rientro in chiesa i “fabbriceri” offrivano a tutti vino e canestrelle. La Processione si ripeteva all’ottavo giorno facendo solo mezzo giro per le vie del paese.

Edoardo Chirri e Luigi Piras

Estratto dal libro “Le prose e le poesie” di Luigi Piras – Paolo Sorba editore