Francesco Sanna Corda

Francesco Sanna-Corda era teologo e parroco di Torralba, eletto deputato dai villaggi di Torralba, Bonnanaro e Bessude. Quando, minacciosa, cominciò a rumoreggiare la rivolta anti-feudale, allo scorcio del ‘700, prese la difesa degli oppressi vassalli e fu, assieme al prete Francesco Muroni di Semestene, tra i primi a perorare presso gli Stamenti le sorti di questi.
Nel 1795 incitò i vassalli del marchesato di Torralba a seguire Gioachino Mundula e Francesco Cilocco all’assedio di Sassari. Accompagnò l’Angioi attraverso le disperate popolazioni, quando questi fu nominato Alternos del Capo Settentrionale dell’Isola. Univa i vassalli del suo dipartimento con atti di confederazione sanciti da pubblico notaio che però ledevano le leggi fondamentali del regno. Seguì l’Angioi nella marcia contro Cagliari e nella disastrosa ritirata nel giugno del 1796.
Ai primi del 1799 abbandonò per sempre la sua pieve e riparò in Corsica.
Il prete Sanna-Corda fu cappellano e confessore di Madama Letizia Bonaparte fin dai primi del 1799; si sa, inoltre, che la casa di Madama Buonaparte in Aiaccio era frequentata dai fuoriusciti sardi, a conferma della grande considerazione che i sardi godevano presso la madre di Napoleone, e il suo interesse per la causa sarda.
Ritornò in Sardegna nella primavera del 1800, su nave francese con altri rifugiati, per annunziare ai sardi l’imminente spedizione franco-corsa.
I proclami, i manifesti e le lettere che il sacerdote rivoluzionario scrisse in quei giorni, forniscono non pochi elementi utili per la comprensione dei contenuti e degli obiettivi del moto rivoluzionario.
La confusa e indeterminata aspirazione ad un ordinamento sociale diverso si trova riflessa nel programma rivoluzionario diviso in dieci punti che il Sanna Corda fa diffondere in varie località della Sardegna settentrionale. Punto fondamentale è il punto numero 5 in cui si afferma che: “saranno aboliti i titoli feudali sul stesso piede della Repubblica Francese”. Il programma sembra puntare su un ordinamento sociale egualitario anche se si limita ad affermazioni generiche, il costante riferimento al modello francese si traduce in una grossolana ripetizione di formule.

Parzialmente tratto da “Le vicende Sanna Corda e l’assalto alla torre di Longonsardo”