Giglio marino

Giglio marino (nome scientifico Pancratium maritimum)

E’ questo il periodo di fioritura di diverse piante della gariga costiera, che spesso passano inosservate perché abitatrici di zone rupicole vicinissime al mare (come il becco di gru corso) o perché caratterizzate da minuscoli fiori che i distratti non vedono e forse calpestano (come la spergularia dalla radice robusta).

Diverso è il caso del giglio di mare, ben visibile sulle spiagge dell’arcipelago; dalla sabbia, che erroneamente appare come un ambiente inospitale e morto, compaiono, dapprima, le foglie del giglio, lineari, tutte basali, di colore verde grigiastro come quelle di molte piante che ne condividono l’habitat.

In piena estate, da luglio a settembre, spuntano i profumati fiori bianchi, da 4 a 8 per pianta, raccolti in ombrella e formati da un’ampia corona dentellata circondata da sei lunghe lacinie abbastanza sottili. Chi non resiste alla tentazione di coglierli, sappia che in pochissimo tempo quella bellezza si sciupa irrimediabilmente e il fiore che resiste al clima difficile della costa non resiste alla mano dell’uomo.

Dopo la fioritura, quando le spiagge saranno ridiventate deserte, una grossa capsula si aprirà lasciando intravedere quella che appare come una lunga bacchetta nera, simile a una stecca di liquirizia: cadendo sulla sabbia, essa si rivelerà formata da tanti segmenti perfettamente incastrati l’uno accanto all’altro: sono i semi del giglio che, coperti dai mobili granelli di sabbia spostati dal vento, diventeranno i bulbi delle nuove piante.

Giovanna Sotgiu – Co.Ri.S.Ma