Gin Racheli

Gin Racheli

Scrittrice di viaggi (n. Milano, sec. XX). E’ stata per molti anni consulente e dirigente d’azienda e ha coltivato molteplici interessi culturali. Stabilitasi in Sardegna, che considerava la sua seconda patria, dal 1975 si è dedicata alla ricerca e a scrivere libri di viaggio, molti dei quali espressamente dedicati alle isole della Sardegna: L’arcipelago del Sulcis e la sua storia, 1981; L’arcipelago di La Maddalena nella storia, 1982; La Sardegna, un’isola un mondo, 1985; Le isole del Sulcis: San Pietro e S. Antioco. Natura, storia, cultura, 1985; La Maddalena e le isole intermedie. Natura, storia, società dell’Arcipelago maddalenino, 1991.

Un contributo da Sinbad su Gin Racheli… Scoprite chi era (è) costei? Non ho mai avuto la possibilità d’incontrarla di persona. ma sembrava che la conoscessi e la frequentassi da lunghissimo tempo. Gin Racheli viveva a Milano, allorché mi ritrovai in Sicilia, in un luogo in cui aveva speso le sue energie di scrittrice, attenta ed appassionata. Un amore sconfinato per la natura, l’ambiente, il mare, le isole, la sua esistenza. La collana dell’editore Mursia per il quale collaborava, compilando, con certosina pazienza ed infinita curiosità per tutti gli aspetti del luoghi che visitava, s’intitolava Andar per isole, perché, a queste porzioni d’universo, aveva dedicato gran parte della sua vita di studiosa. Il risultato delle sue fatiche fu quello di comporre opere uniche, pietre miliari nella descrizione di questi piccoli mondi, a cui poi rimaneva legata con amore inesauribile, come testimonia il suo girovagare da Pantelleria alle Eolie, dall’ Arcipelago Toscano a quello della Maddalena e del Sulcis ed altri itinerari originali e perspicaci riflessioni sul tema dell’insularità contenuti in altri pregevoli volumi. Ogni tanto la sentivo per telefono, perché mi ero impegnato a farle realizzare alcune aspettative di donna di cultura e di esperta di tutela del mare e delle coste. Persona garbata oltre ogni dire, intellettualmente vivace, disponibilissima al dialogo e dalla cordiale, erudita conversazione, da cui ricavavo la sensazione di una padronanza inusitata di storia, biologia, botanica, usi, caratteristiche delle popolazioni, e tutto quanto contribuiva a formare l’elegante mosaico di entità suggestive, sospese tra il cielo e l’acqua, nelle quali si era talmente compenetrata, da apparire, ogni volta, nativa di quella o dell’altra isola, raccontata nei mille particolari interessanti, affascinanti, caratteristici, inediti, dando l’impressione di aver vissuto le stesse esperienze ed emozioni degl’isolani autentici. Speravo d’incontrarla in una delle località abitualmente frequentate nelle sue innumerevoli ricerche, ma non ho fatto in tempo a salutarla, prima del suo congedo terreno. Si accomiatò con discrezione dal suo mondo prediletto, dopo un altro gesto squisito verso di me: l’omaggio dell’ultima edizione di uno dei suoi preziosi libri. Mi rimane il rimpianto di non averle stretto la mano e di poterle esprimere direttamente la gratitudine per il suo insostituibile lavoro, guardandola negli occhi sicuramente celesti.