Gli italiani

Il generale Antonio Basso, comandante delle Forze Armate della Sardegna, cioè di 128.000 uomini compresi nelle divisioni “Sabauda” (nel cagliaritano), “Bari” (presso Paulilatino), “Calabria” (nella zona di Sassari), “Nembo” (nella zona di Sanluri), il raggruppamento motocorazzato “Scalabrino” (presso la zona logistica a sud di Olbia-Monti, con depositi viveri, armi e munizioni), due divisioni costiere, una brigata autonoma costiera. Dipendevano inoltre dal gen. Basso i comandi della marina e dell’aviazione, quindi anche tutta la struttura dell’Estuario di La Maddalena e a Caprera erano dislocati due battaglioni costieri.
Il secondo battaglione del 59° reggimento fanteria, presente qui all’inizio della guerra, era stato trasferito interamente, sostituito dal 391° Battaglione costiero. Fu lasciato in loco solo un piccolo distaccamento agli ordini del tenente maddalenino Antonio Guccini, al quale fu affidata l’amministrazione di alcuni beni immobili nonché la funzione di “comando tappa” e di “ufficio cambio” per consentire ai soldati in transito da e per la Corsica di rifornirsi di lire o franchi.
Il distaccamento occupava la caserma Regina Elena, situata sul lungomare Ammiraglio Mirabello, di fronte alla stazione Radio-telegrafica dell’Isola Chiesa. A settembre 1943 il comandante del 391° era Antonio Rota
A La Maddalena operava la 5 legione MILMART (Milizia Artiglieria Marittima), comandata dal console Leonetto Cola, con sede nello storico complesso del Quartiere dei Cannonieri, noto all’epoca come Artiglieria, in via Regina Margherita. La MILMART, specialità della Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale, aveva sostituito dal 1 dicembre 1958, la Milizia da Costa:: nell’ambito della Marina aveva compiti di difesa antinave e antiaerea e dipendeva dallo Stato Maggiore attraverso i Comandi Militari Marittimi, soprattutto per custodia, manutenzione e efficienza dei mezzi; procedeva con una certa autonomia al reclutamento, addestramento e impiego del personale; dipendeva dal Comando Generale della Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale per gli aspetti organici, disciplinari e amministrativi.
Nell’ambito della Legione il comando DICAT (Difesa Contraerea Territoriale), con sede protetta a Sasso Rosso e il Comando FAM (Fronte a Mare) a Guardia Vecchia.
Il simbolo della MILMART sul berretto era costituito da due cannoni incrociati con fascio littorio.
L’ammiraglio di divisione Bruno Brivonesi, responsabile del Comando Militare Marittimo Autonomo in Sardegna, con sede a La Maddalena, era la più alta autorità della Marina in Sardegna, dipendeva però, gerarchicamente, per quanto atteneva alla difesa dell’isola, dal generale Basso.
L’ammiraglio Aristotele Bona, comandante della Piazza Marittima di La Maddalena, fu, di fatto, la controfigura di Brivonesi, per tutto il periodo considerate, data la sua posizione di sottordine.
Il capitano di vascello Carlo Avegno era comandante della Base Navale. Di idee dichiaratamente monarchiche, diventato subito popolare per l’atteggiamento di cordialità col quale trattava i subordinati: essi commentavano piacevolmente sorpresi il fatto che il loro Comandante desse passaggi con la sua macchina a operai che si recavano all’arsenale a piedi e nutrivano nei suoi confronti una certa stima.
Il direttore dei lavori dell’arsenale militare era il Colonnello G.N. Giovanni Battista Ferracciolo, uomo molto stimato dai dipendenti per le sue qualità umane e per la competenza nel lavoro.
I Regi Carabinieri erano rappresentati da:
– una stazione di Carabinieri della Marina presso l’arsenale, con caserma a Moneta, comandati dal maresciallo maggiore Antonio Ledda;
– la tenenza di La Maddalena comandata dal tenente Salvatore Genco con caserma a Cala Gavetta nel palazzo Azara, dalla quale dipendevano oltre alla stazione di La Maddalena, quelle di Palau e S. Teresa;
– la Polizia Militare comandata dal capitano Emilio Marras, con sede al Comando Marina.
A Faravelli erano accasermati i sommergibili del 7° GRUPSOM, comandati dal capitano Pasquilacci.

Giovanna Sotgiu – Co.Ri.S.Ma

 

  1. Premessa di Settembre 1943 a La Maddalena
  2. I maddalenini
  3. I tedeschi
  4. Gli italiani
  5. Prospetto illustrativo delle batterie dell’estuario all’8 settembre 1943
  6. Il 1943, l’anno della fame e della paura 
  7. 9 settembre 1943
  8. 10 settembre 1943
  9. 11 settembre 1943
  10. 12 settembre 1943
  11. 13 settembre 1943
  12. 14 settembre 1943
  13. 15 settembre 1943
  14. 17 settembre 1943
  15. Elenco dei caduti dal 9 al 13 settembre 1943