Identità culturale alternativa

Gli eventi storico-culturali dell’isola di La Maddalena e delsuo arcipelago, sono in armonia rispetto a quelli della Sardegna? Oppure sono quelli di una terra continentale unica? in cui si sono sviluppati in modo autonomo rispetto a quelli dell’isola maggiore? L’isola di La Maddalena ha un identità culturale esclusiva ed alternativa, rispetto a quella sarda in considerazione dell’originario insediamento di provenienza corsa? O rappresenta piuttosto, uno dei tanti patrimoni, nel panorama culturale Sardo?

La problematica più sollevata da parti diverse, “Sardi o Maddalenini”, definisce con chiarezza un argomentazione non priva di significato. A mio avviso, tale “dissidio”, che pone seriamente in gioco il senso di appartenenza di molti “Maddalenini” all’isola maggiore, è riconducibile ad una sorta di malinteso storico, che trova ragion d’essere, i una condizione d’atipicità di questa piccola area geografica.

Tale atipicità, non solo riscontrabile in nessun’altra realtà territoriale della Sardegna attuale, e il sovrapporsi, di genti non solo Sarde, a provenienza diversa e dalla cultura più disparata, fino ai giorni nostri, in un processo storico “appena iniziato” (1600 – 1700) ed ancora in mutamento. Questa varietà continua di d’apporti, definisce contemporaneamente e con chiarezza,ricchezza e limiti di questa comunità.

Tentando un parallelismo tra la Sardegna e quest’arcipelago, si può osservare che la stessa multiforme e primaria cultura autoctona su territorio sardo, nel corso dei secoli, è minacciata continuamente da processi d’acculturazione, per un continuo susseguirsi di dominazioni e colonizzazioni. Questo conflitto, protratto nel tempo, trova però nell’isola maggiore, esito, nella strutturazione definitiva di un identità eterogenea, quale sintesi di profondi processi di rimodellamento culturale.

La dinamica stratificazione di culture diverse, all’interno del territorio di La Maddalena, prolungata fino al tempo presente, ha impedito nelle diverse fasi di sviluppo, il consolidarsi non solo di un identità forte e unica, ma ancor meno, alternativa al resto del territorio Sardo, e riconducibile secondo la visione storica di taluni, all’originario insediamento corso. Quest’ultimo è infatti, reciso, ed in modo irreversibile, intorno alla metà del 1700, allorquando ad opera delle truppe piemontesi, la bandiera Sarda è innalzata sul forte Guardia Vecchia. Questa teorica possibilità di consolidamento, appare ad un osservatore esterno, perennemente in sospeso, in una situazione dinamica continua, e dall’esito incerto; chi siamo?

Altra questione complementare ai discorsi precedenti, è infatti, la possibilità di rilevare in quest’area, con attendibilità, un uniformità vigorosa, ed alternativa al restante territorio, capace di definire con certezza assoluta lo status di appartenenza diversa. Lo stesso idioma originario che si realizza per un armoniosa mescolanza di gallurese, corso, Italianismi, e francesismi appare come lingua smarrita, e forse in estinzione, poiché lingua non correntemente parlata, sconosciuta ai più, e fortemente contraffatta rispetto alla sua matrice primaria.

Quest’ultima argomentazione rinforza ulteriormente il concetto di instabilità di quel retroterra culturale, che in modo preciso, una lingua è capace di identificare, all’interno di un gruppo possibilmente omogeneo. Mi piace infine, ricordare il contributo di quest’Isola alla storia del regno Sardo Piemontese: dalle imprese eroiche nella regia marina Sarda, contro la pirateria di questi mari, alla medaglia d’oro a vocazione antinapoleonica di Domenico Millelire, allorquando, il tentativo di conquista del territorio Sardo da parte francese, naufragava a sud, nella città di Cagliari e a Nord in questo Arcipelago. Strano!

Tutti questi discorsi, mi fanno ripensare alla Storia della Sardegna , e un dubbio tremendo m’assale. Sardi o Italiani?