Introduzione di Sovranità e Giuristizione sulle Isole Intermedie (1767-1793) Carlino Sole

Gli aspetti politici della cosiddetta «questione della Maddalena», e in particolare le complicazioni diplomatiche sorte, dopo la cessione della Corsica alla Francia, tra la corte di Torino e quella di Versailles per la giurisdizione e la sovranità sulle isolette di quell’arcipelago, sono stati inspiegabilmente trascurati dagli storici nazionali. Il Manno, nella sua Storia di Sardegna, non è andato più in là di una brevissima esposizione dei fatti che portarono alla nota spedizione armata del 1767 (1). Dei due più attenti studiosi della diplomazia sabauda, Domenico Carutti e Nicomede Bianchi, solo il primo ha dedicato poche righe alla controversia, scrivendo, in un rapido cenno, che nel 1784 il conte di Vergennes, ministro degli esteri francese, mise inopinatamente sul tappeto la questione della pertinenza delle isole della Maddalena e rivendicò dei diritti che la Francia pretendeva di avere ereditato dalla Repubblica di Genova con l’acquisto della Corsica (2 ).
Non più espliciti sono stati, tra gli storiografi del nostro tempo, il Garelli (3), il Ciasca (4) e il Michel (5), che pure hanno scritto pregevoli monografie sull’insediamento di una nuova popolazione nelle Isole intermedie (6). Scarsa attenzione hanno rivolto all’argomento gli scrittori d’oltr’alpe; il Mimaut, inchinandosi davanti all’evidenza dei fatti, riconobbe, con buona pace dei suoi connazionali, la legittimità dell’occupazione sarda, negando senz’altro ogni validità alle pretese francesi (7); e l’abate còrso Letteron, diligente raccoglitore delle memorie storiche della sua Isola, accennò ma senza porvi l’accento in maniera particolare, ai presunti diritti di Bonifacio sulle Isole intermedie (8).
Unica voce polemica fu quella di Henri Marmonier, che in un breve saggio, apparso nella « Revue Historique » verso la fine del secolo scorso, presentò come un’autentica sopraffazione la spedizione sarda del 1767 e non lesinò critiche alla diplomazia francese, accusandola di inettitudine e di scarsa previdenza per non aver saputo impedire che il governo sardo facesse degli approdi della Maddalena una munitissima base navale, destinata a costituire un permanente pericolo per la sicurezza marittima della Francia (9). Si può spiegare, se non proprio giustificare, l’atteggiamento scarsamente obiettivo dello scrittore francese se si considera che egli scriveva nel tempo in cui, per effetto della politica della « Triplice Alleanza», l’Italia provvedeva a rafforzare al massimo la piazzaforte della Maddalena, che la Francia giudicava come una spina conficcata nel cuore del suo sistema difensivo (10).
Col proporre all’attenzione degli studiosi una « questione » di storia moderna del tutto ignorata dalla nostra storiografia, intendiamo da una parte dare un nuovo contributo per una migliore conoscenza del momento storico immediatamente precedente la Rivoluzione dell’’89, nel quale la diplomazia piemontese, allora esclusa dalle grandi competizioni europee a causa della particolare congiuntura determinata dall’alleanza in atto tra Francia e Austria, seppe ritrovare un tratto della sua tradizionale abilità, e dall’altra illustrare, con più elaborato esame e con l’ausilio di una documentazione interamente inedita, le origini di una delle più potenti piazzeforti marittime del Mediterraneo.

NOTE

(1) MANNO G., STORIA DI SARDEGNA, TORINO, ALLIANA,1827, TOMO IV, PP. 287-288
(2) CARUTTI D., Storia della Corte di Savoia durante la Rivoluzione e l’impero, Torino, 1892, voi. I, p. 60.
(3) GARELLI A., L’isola della Maddalena – Documenti e appunti storici, Venezia, 1907 (ree. in « Arch. St. Sardo », vol. III, p. 457). È un saggio che riguarda essenzialmente la storia della base navale della Maddalena, con particolare riguardo alle vicende dell’occupazione militare dell’arcipelago da parte delie truppe sarde nel 1767, pei ordine del ministro Bogino. L’Autore documenta la sua ampia esposizione con clementi inediti tratti dall’Archivio di Stato di Torino (Sardegna, Materie politiche, cat. I – Presa di possesso della Sardegna e isole aggiacenli, mazzo 3°, un. dal 62 al 95), ma non tiene conto della documentazione, egualmente importante, conservata nell’Archivio di Stato di Cagliari (Segreteria di Stato, vol. 1290), che comprende le minute della corrispondenza inviata dal Viceré a Torino e gli originali di numerose memorie del Censore Generale dott. Giuseppe Cossu riguardanti i diritti della Sardegna sulla Maddalena e sulle altre isolette dell’arcipelago.
(4) Ciasca R., Còrsi colonizzatori della Sardegna nel sec. XVIII, in « Arch. St.della Corsica », a. IV, vol. IV (1928), pp. 314 segg. In questa densa monografìa il benemerito autore della « Bibliografia Sarda » rivolge precipuamente la sua attenzione agli aspetti demografici del popolamento della Maddalena nella prima metà del ‘700, avvalendosi della documentazione contenuta nel cit. vol. 1290 dell’Archivio di Stato di Cagliari; non fa riferimento, invece, ai documenti degli Archivi di Genova e di Parigi e, di conseguenza, non tratta la controversia franco-sarda sorta dopo il 1767. Alla politica di colonizzazione dei territori spopolati, intrapresa con varia fortuna dal governo sabaudo in Sardegna nel XVIII secolo, il medesimo Autore ha dedicato altri importanti saggi: cfr. CIASCA R., Momenti della colonizzazione in Sardegna nel sec. XVIII, in «Annali della Fac. di Lettere e Filosofia dell’Università di Cagliari », vol. I-II, 1927-28, pp. 93-174; ID., Ancora di alcuni momenti della colonizzazione in Sardegna etc., ibidem, 1933, pp. 97-116; ID., Alle porte della Corsica: S. Teresa di Gallura, in « Arch. St. della Corsica », a. IX, n. 2, aprile-giugno 1933.
(5) MICHEL E., L’occupazione sarda delle isole della Maddalena, in « Annali del R. Istituto St. Ital. per la Storia moderna e contemporanea », vol. I (1935), Bologna, Zanichelli, 1936, pp. 29-64. Il Michel, scomparso alcuni anni or sono, aveva manifestato l’intenzione di approfondire la « questione della Maddalena », studiandone gli ulteriori sviluppi diplomatici, in un saggio che avrebbe dovuto condurre sulla scorta dell’importantissima documentazione degli archivi francesi; la morte, purtroppo, lo colse prima che egli avesse potuto condurre a compimento il suo proposito: cfr. MICHEL E., I manoscritti degli Archivi Nazionali di Parigi relativi alla storia della Corsica, in « Arch. St. della Corsica », 1935, fase. IV, p. 552, nota. Dal contesto dell’articolo si deduce, però, che alle diligenti ricerche del chiaro studioso era sfuggita l’importantissima collezione degli archivi parigini del Ministero degli Affari Esteri; cfr., a questo proposito, il mio saggio sugli Aspetti economici e politici del contrabbando tra la Sardegna e la Corsica nel XVIII secolo, estr. da «Studi Sardi», anno XIV, 1955-56, Sassari, Gallizzi, 1957, p. 15, nota 24.
(6) L’argomento è sfuggito anche a FR. LODDO-CANEPA, che nel suo corso universitario La Sardegna dal 1720 al 1848, depositato in esemplare dattiloscritto presso la Biblioteca Universitaria di Cagliari e non ancora stampato, ha dedicato alcune pagine (370-376) alle vicende dell’occupazione armata della Maddalena nel 1767.
(7) MIMAUT I. FR., Histoire de Sardaigne, ou de la Sardaigne ancienne et moderne, considerée dans ses lois, sa topographie, ses productions et ses moeurs, Paris, 1825, tomo II, pp. 514-515. Per contro, un autore piemontese che scrisse in francese, il LAMARMORA, nel suo Itinéraire de l’tle de Sardaigne, Turin, 1860, voi. II, p. 474, affermò che « … cette ile, et toutes celles qui l’avoisinent du coté de la Sardaigne, situées au sud du détroit, n’avaient jamais été regardées comme dépendantes du Royaume de Sardaigne avant l’année 1767 ».
(8) Abbé LETTERON, Osservazioni storiche sopra la Corsica dell’abate Ambrogio Rossi, in « Le Petit Bastiais », 15 gennaio 1894, 21 febbraio, 4 marzo e 21 aprile 1895.
(9) MARMONIER H., La question de la Maddalena, in «Revue Historique», settembre-dicembre 1896, pp. 1-41.
(10) Non sarà fuori luogo notare come, negli anni in cui tutta la storiografia francese mostrava un grande risentimento verso l’Italia, non mancò chi si adoperò a sminuire l’importanza e il significato della sconfitta riportata dai Francesi nella nota spedizione del 1793 contro la Sardegna, pubblicando documenti che, pur consacrati dal crisma dell’autenticità, riuscivano a dare di quell’importante evento
militare e politico solo un’interpretazione unilaterale: cfr. il mio saggio documentato su La Sardegna nelle mire di conquista della Francia rivoluzionaria, in « Studi sassaresi », vol. XXVI, 1955, fase. III-IV, Sassari, Gallizzi, 1956, pp. 92-162, e i lavori del Letteron, dell’Espérandieu, dei Krebs-Moris e del Peyrou ivi citati.

Sovranità e Giuristizione sulle Isole Intermedie (1767-1793) Carlino Sole 1959