Inventario dei beni della chiesa di Santa Maria Maddalena ai tempi di Vico

Inventario di tutto ciò che possiede la chiesa parrocchiale di La Maddalena

1. Chiesa parrocchiale sotto il titolo di Santa Maria Maddalena con nove altari e cioè:
Altare maggiore con grande crocifìsso in mezzo all’altare di marmo -balaustra pure di marmo con 20 candelieri di legno dorato, carte gloria, con vasi portafiori e numero venti frasche o fiori gigli bianchi e numero 20 rose tutte di tela; dietro l’altare una nicchia con la statua di Santa Maria Maddalena in legno. Numero quattro lampadari due grandi e due piccoli di ottone e cristalli, un armonium in coro.
2. Altare di S. Giorgio in marmo – balaustre pure di marmo, quadro tela ad olio – sei candelieri di legno dorato, due di metallo; carte gloria in legno dorato – nelle pareti quadro di S. Anna – il Nazareno e S. Francesco e Bambino di Praga.
3. Altare del Purgatorio – balaustra di marmo – quadro ad olio in tela -dodici candelieri in legno dorato – otto reliquarii – carte gloria – quadro del Cuore di Gesù e di Maria – S. Luigi – San Giovanni Battista – il quadrante del Sacro Cuore.
4. Altare del Carmine – balaustra di marmo – dodici candelieri di legno verniciati di bianco – carte gloria – statua in legno La Madonna del Carmine – statua S. Giuseppe in legno – statua la Vergine Immacolata di scaiola.
5. Altare di S. Antonio. Balaustra di marmo. Dodici candelieri legno dorato – statua S. Antonio di marmo – quadro di S. Lucia.
6. Altare S. Salvatore – balaustra in marmo – sei candelieri di legno dorato
– quadro tela e olio S. Salvatore – statua Gesù morto in urna di legno -statua della Vergine l’Addolorata – quadro di S. Espedito – carte gloria.
7. Altare di S. Filippo – balaustra in marmo – quadro olio di S. Filippo – dodici candelieri in legno – statua di marmo (?) di S. Zita – statua di legno S. Giovanni Battista – quadro la Madonna della Guardia – carte gloria.
8. Altare la Vergine di Pompei – quadro della Madonna – statua in scaiola … -18 candelieri di legno dipinto – sei portafiori – vasi dorati di legno – balaustra di marmo – carte gloria.
9. Altare S. Erasmo -balaustra di marmo – statua in legno di S. Erasmo – statuetta di S. Pasquale – urna di vetro statua della Vergine di Monte Nero – sedici candelieri legno dorato e carte gloria.
10. Fonte battesimale di marmo con cupola di legno – balaustra di marmo con ringhiera.
11. Un pulpito di marmo -14 quadri per la Via Crucis – due confessionali di legno comune.
12. Un campanile con due campane una maggiore, una più piccola.
12. Casa parrocchiale con quattro camere una cucina ed un magazzino, una camera vicina al campanile per ripostiglio di oggetti di chiesa -una cassa con porta di ferro con tre chiavi per il tesoro di Santa Maria Maddalena consistente in collane, anelli e catene d’oro – quattro cassoni con stoffe per addobbi oggetti pel presepio. Una sacristia con un guardaroba grande ed uno piccolo in legno color noce un armadio per custodire i registri parrocchiali, un bancone con tiretti… i sacerdoti – un tavolo di legno comune …e due attaccapanni.
13. Una chiesa in campagna detta la SS Trinità, chiesa dove abitavano i primi maddalenini, le pareti della quale sono tempestati di quadri ex voto.
14. Un terreno posto di fronte a Caprera detto Giardinelli o Isuleddu – dato in enfiteusi al generale Ricciotti Garibaldi per l’annuo fìtto di lire 140 – più un pezzo di terreno infruttifero vicino al vecchio cimitero dove trovasi la croce delle missioni – dato in affitto per 10 lire annue non sufficienti per le imposte, oggi distrutto.
15. Nella facciata della chiesa Parrocchiale quattro evangelisti in lamina di ferro rappresentanti S. Giovanni, S. Matteo, S. Luca, S. Marco.
16. Un censo sulla casa Gambarella – luito, investito in cartella nominativa dal reddito di lire 21,00.
17. Due calici d’argento con patene pure d’argento. Un legio d’ottone e nove legii di legno per tutti gli altari – due secchielli uno d’argento e uno di metallo con aspersorio pure di metallo.
18. Due ostensori argentati e dorati di metallo. Due pissidi d’argento, una grande e una piccola. Un scatola e una piccola pisside d’argento per il viatico.
19. Due turiboli uno d’argento con navicella pure d’argento ed una di ottone con navicella di metallo bianco, un purificatorio di metallo bianco dorato internamente ed uno di cristallo – due ampolline di cristallo dorate per la messe ed altre ampolline di vetro.
20. Due tronetti per esporre il sacramento uno di metallo di legno l’altro.
21. Due tappeti uno grande ed uno più piccolo ed altri più piccoli.
22. Una croce d’argento con la reliquia della vera croce.
23. Due candelieri ed una croce tutti d’argento regalo dell’ammiraglio Nelson con lettera autografa regalati alla parrocchia.
24. Due croci parrocchiali una grande ed una piccola di metallo bianco. Otto fanali per processione e viatico.
25. Un’immagine di S. Maria Maddalena pittura a olio.
26. Un piattino d’argento – tre messali nuovi e due vecchi due messaletti per messe di requiem
27. Un baldacchino di broccato bianco. Due ombrelli uno di seta e l’altro di broccato. Due veli omerali.
28. Pianette bianche n 7, verdi n 2 violacie n 4, rosse n 2, nere n 3.
29. Tunicelle bianche n 2, rosse n 2, nere n 2.
30. Piviali bianchi n 3, rossi n 1, violacei 1, nero 2.
31. Tovaglie n 72, camici n 12.
32. Tovaglie per balaustre n 4. Asciugamani 8, Amitti n 29, corporali 15, palle 40, purificatori 47, manotergi 23, copripisside 2, veste candide per battesimi 2. Otto fanali per processioni quattro grandi e quattro piccoli. Un nuovo calice d’argento con patena pure d’argento.
33. Un nuovo velo omerale.
34. Un nuovo camice con cingolo per il vescovo.
35. Un faldistorio con due cuscini coperto di velluto.

Tesoro di S. Maria Maddalena custodito in cassaforte in muro con tre chiavi, due le tiene il parroco e una il viceparroco.

Anelli d’oro n. 214 ed uno d’argento, in tutto 215; pendenti d’oro n. 118, spille o bioscie38 n. 12 d’oro, ciondoli d’oro 2; cuori d’oro piccoli 2; un pesce dorato 1; fischietti d’argento 4; medaglioni d’argento 2; crocifissi d’argento 1; collane d’oro con cuore d’oro e crocette d’argento 4; una collanina d’oro con medaglia d’oro 1; un pettine d’argento 1; una moneta estera; bracialet-to di corallo chiuso d’oro 1; bracialetto giallo che si crede d’oro 1; un rosario di 15 poste d’argento con tre crocette pure d’argento; una collanina di perle orientali 1; una catena d’argento per ventaglio 1; con un pesciolino pure d’argento
2 Tesoretto della Vergine del Carmine
3 Tesoretto della Vergine Assunta

Attestava che in parrocchia esistevano le seguenti reliquie: una della Vera Croce con autentica; una di Santa Maria Maddalena con autentica; una di S. Antonio di Padova con autentica ed altre senza autentiche.

Interessante pure l’elenco (compilato nel 1926) delle processioni religiose che si facevano nella parrocchia di La Maddalena:

1. gennaio – Bambino di Praga
2. marzo in quaresima Cristo morto e Addolorata
3. aprile patrocinio San Giuseppe
4. aprile Santa Zita
5. 2 giugno Sant’Erasmo
6. giugno Sacro Cuore
7. giugno Corpo di Cristo – SS Sacramento
8. 24 giugno San Giovanni
9. 22 luglio Santa Maria Maddalena
10. luglio Ottava Santa Maria Maddalena
11. 15 agosto Vergine Assunta
12. 8 settembre Natività di Maria al Cantiere
13. ottobre Santa Teresa del Bambino Gesù

Come gli altri parroci prima di lui, anche don Vico fu intransigente nei confronti dei debitori della Chiesa: non si trattava certamente di povera gente, alla quale, anzi, prestava attenzione, ma di persone che avevano contratto precisi impegni che non avevano onorato. Uno di questi casi è particolare perché riguarda il lascito del barone Degeneys che aveva stabilito di dare, dai proventi della sua proprietà di Padule (oggi villa Webber), 50 lire annue per la manutenzione della cappella di San Giorgio e per la celebrazione di due messe nelle ricorrenze di S. Andrea e S. Giorgio. Quando, nel 1842, quella proprietà era stata venduta, l’onere era passato sulla sua casa di piazza Barò, attuale inizio di via Millelire, oggi casa Ber-torino. Questa casa era stata comprata dalla signora Bianchina Altea nel 1888 con la precisazione dell’onere nei confronti della Chiesa. Dopo tre anni ancora nessuna somma era arrivata alla parrocchia e quando Vico citò in giudizio la signora, questa, attraverso il suo avvocato, si giustificò dicendo che, perché lei potesse pagare, il Parroco avrebbe dovuto provare l’assolvimento di quanto previsto all’art 4 del testamento Desgeneys, cioè l’avvenuta celebrazione delle messe, presentando il conto dell’eseguimento all’erede del Barone o chi per esso. Secondo la Altea, non avendole Vico presentato questo conto, lei non aveva obblighi da assolvere. Fu condannata al pagamento delle tre annualità più le spese.

Giovanna Sotgiu – Co.Ri.S.Ma