La colonizzazione bonifacina: dove e come vivevano nelle isole

Per i nati nelle isole i preti bonifacini estensori degli atti di battesimo hanno utilizzato una varietà di espressioni, tutte riconducibili alle isole Intermedie. In 41 atti si legge “isola della Maddalena”, indicata a sua volta anche con termini diversi come: “isola volgarmente detta Maddalena”, e almeno una decina di volte con la dicitura “isola Santa Maria Maddalena”. In 12 atti si dichiara la nascita avvenuta nell’isola di Caprera, con le varianti di espressione “volgarmente detta” o di scrittura “Chabrera”. In 2 atti si ritrova l’indicazione della nascita avvenuta a Spargi, in date distanti 30 anni e in famiglie apparentemente diverse. Tutti gli altri battezzati sono stati dichiarati nati genericamente “nelle isole” (in insulis), con due sole varianti che si annotano non tanto per la singolarità, quanto soprattutto perché non portavano acqua al mulino del preteso dominio corso sulle isole. La prima variante riportava “isole imperiali vicine alla Sardegna” in un atto del 1701, in cui i preti bonifacini, in seguito i più determinati nella produzione a favore di quella tesi, ammettevano invece che esse erano “imperiali”. Come dire, in quella data, spagnolo-asburgiche e quindi sarde per successione. Nello stesso senso andava la dicitura di “isole adiacenti”, che riconosceva la loro vicinanza alla Sardegna, situazione negli anni successivi negata, nella diatriba legale, anche di fronte alla evidenza oculare. Nel complesso, i dati quantitativi circa il luogo di nascita confermano che l’isola più grande richiamava l’interesse dei pastori corsi e dei loro “principali” bonifacini perché riconosciuta più suscettibile di utilizzo, sia per pascolo che per semina. Caprera faceva la sua parte di area secondaria, mentre le nascite a Spargi confermano le modalità convenute sul ricambio dell’uso dei terreni di pascolo e di semina a Maddalena e Caprera, di cui si vedrà in seguito.

Salvatore Sanna – Co.Ri.S.Ma