La Crociata della bontà

Come arriviamo in piazza Garibaldi, io e mio babbo, incontriamo signor Tusceri, la guardia, proprio davanti al Comune, appoggiato alla sua vecchia bicicletta.
E si mettono a parlare del più e del meno, cose da grandi, si vede.
Poi signor Tusceri gli fa a mio babbo:

“Allora Salvatò, com’è questo ragazzo? A scuola va bene? studia, studia?”

“Sì Girò, a scuola va bene, sì”

“E a casa, a casa com’è? si comporta bene? ubbidisce al babbo e alla mamma?”

“Sì Girò, devo dire la verità, pure se c’è lui qui davanti: è bravo, ubbidiente, porta rispetto…”

“E bravo, Andrea! Lo dobbiamo premiare allora questo ragazzo, Salvatò! se lo merita! Ce l’hai la tessera della “Crociata della Bontà”?”

“No, qui no: l’ho lasciata a casa…”

“Non fa niente, guarda, vuol dire che i bollini ce li attacchi tu a casa, ecco!”

Tira fuori dalla giacca bianca della divisa un portafoglio, ne sfila una cartella di bollini, verdi? forse, e me li dà: io ancora non ci credo.
Poi si china verso di me e a voce bassa mi fa:

“Io sono un “Agente Segreto”, sai…”

Altro che “guardia”: il signor Tusceri è un agente segreto!
Era il 1960.
Il 29 febbraio di quell’anno, un lunedì, c’era stata la riunione prima dei maestri, poi quella degli “Agenti Segreti” e delle “Cambiavalute”: erano gli ultimi preparativi della “Crociata della Bontà”.

“Tutta la Parrocchia è messa in movimento da questa iniziativa che durerà fino a Pasqua e che vede impegnati: 50 maestri con il compito di seguire i ragazzi a scuola; 80 Agenti segreti che, senza essere riconosciuti, premieranno gli atti di bontà compiuti dai ragazzi per la strada, nelle botteghe, ecc.; 110 Cambiavalute, suddivise nelle diverse zone missionarie, che riuniranno settimanalmente i Cavalieri e le Dame della Bontà della propria zona per illustrare loro gli ordini del giorno che man mano diramerà il Quartier Generale e per assegnare il bollino premio a coloro che avessero compiuto particolari atti di bontà nel corso della settimana”, si legge nel “Corriere Maddalenino” del “Notiziario Diocesano”, n. 15, di domenica 10 aprile 1960, a firma G. D.

Finalmente, la domenica successiva, 6 marzo, la “Crociata della Bontà” ha il suo inizio ufficiale.
Siamo tutti in grande fermento, noi che abbiamo più o meno una decina d’anni e vi partecipiamo.
Fra chi avrà completato la propria tessera con tutti i bollini, distinti da colorazioni diverse, una per i maestri, una per gli “Agenti Segreti”, una per le “Cambiavalute”, verranno estratti a sorte tanti premi.
A chiusura della “Crociata” ci sarà una grande cerimonia in piazza di Chiesa e saranno assegnati i premi ai fortunati, che l’avranno meritato.
Chissà che premi saranno… noi questo non lo sappiamo, dobbiamo solo pensare di meritarli con il nostro comportamento corretto e rispettoso, così ci hanno ripetuto, in parrocchia, a scuola, a casa.
La stessa sua denominazione, “Crociata della Bontà”, lo dice, del resto: è una “grande manifestazione, che si propone di invogliare i ragazzi, attraverso forme entusiasmanti ed avventurose, a compiere atti di bontà”.
E che si tratti di una grande mobilitazione di tutta la parrocchia e delle sue varie associazioni, dei fedeli, dei praticanti, delle istituzioni lo confermano le cifre riportate sempre da G. D. nel “Notiziario Diocesano”.

“Hanno aderito alla Crociata circa 900 bambini ai quali è stato consegnato un tesserino appositamente preparato per applicare i bollini dei diversi personaggi e un distintivo.
Ai genitori di tutti i Cavalieri e di tutte le Dame è stata inviata una lettera che illustra gli scopi della Crociata e le norme da seguire per l’attuazione delle stessa nell’ambito familiare.
Sono stati distribuiti un numero rilevante di bollini premio: 40.000 mila ai genitori; 30.000 ai maestri; 5.000 alle Cambiavalute; 3.000 agli Agenti Segreti. Il lancio è avvenuto domenica 28 febbraio con avviso ai fedeli durante le Messe e a mezzo di manifesti, mentre un carro, appositamente preparato, su cui era l’araldo in costume, ha attraversato, sabato 5 marzo, le vie cittadine dichiarando aperta la Crociata della Bontà.
La solenne apertura si è avuta nella mattinata di domenica, presenti la totalità dei bambini, gli insegnanti, tutti i collaboratori e molti genitori.
Poco prima della messa 12 ragazzi nei caratteristici costumi dei Crociati, si sono disposti ai lati dell’altare mentre la moltitudine dei bambini faceva riecheggiare, fra la commozione dei presenti, l’inno della Crociata”.

Sarà durata tre mesi, credo, la “Crociata della Bontà”, e tutti ci siamo davvero comportati meglio del nostro solito, con gli “Agenti Segreti” poi, non si sa mai… e chissà quali premi!
Ce ne sarà per tutti! che meraviglia!
A maggio o giugno, finalmente la grande cerimonia in piazza di Chiesa, piena di gente.
La mia tessera era completa, e sapevo che non tutti ce l’avevano fatta a riempirla.
Me la tenevo bene stretta in mano, e ogni tanto me la riguardavo, con quei bollini incollati tutti storti.
I premi, poca cosa: un paio di tamburelli, un cartone con “Il piccolo falegname”: pialla, martello, sega, squadra, tutto in miniatura.
Pensavo alla Befana del Circolo Sottufficiali, che lì estraevano regali altro che questi.
Un anno, pensa!, ci ho vinto un monopattino…
Però se vinco qualcosa è bello lo stesso, me lo sono meritato.

“Adesso mi chiamano! adesso mi chiamano! ci ho la tessera tutta completa: se non mi chiamano a me, chi chiamano allora?”.

E invece non mi hanno chiamato, non ho vinto niente.
Mi sono rimesso la tessera in tasca e me ne sono tornato a piazza Barò, piano piano.
Ero troppo triste.
E non mi andava manco più di parlare con nessuno.

Andrea Mulas