La fauna di Budelli

La fauna delle isole offre spesso preziosi endemismi che la distinguono dalla fauna dei continenti. Nei mammiferi di grandi dimensioni si osserva una degenerazione marcata verso il nanismo, mentre un moderato gigantismo si riscontra nei roditori e talora negli insettivori. Le associazioni di animali sono generalmente povere di specie, mentre i grandi predatori sono assenti o scarsi. Nelle piccole isole dell’Arcipelago si ritrovano cosi specie endemiche sardo-corse (faune insulari) e specie tipiche del continente europeo.

Lucertola di Bedriaga

Tra le principali classi di vertebrati presenti a Budelli si possono citare i rettili. La famiglia dei testunidi, la più antica della classe, e rappresentata nell’isola dalla testuggine marginata (Testudo marginata), la più rara delle tre specie di tartarughe terrestri esistenti in Italia. Altri abitatori dei graniti del1’isola sono la lucertola tirrenica (Podarcis tiliguerta tiliguerta), sicuramente il rettile più diffuso, e la lucertola di Bedriaga (Archaeolacerta bedriagae), raro e importante endemismo dell’Arcipelago, entrambi appartenenti alla famiglia dei lacertidi. Queste due specie amano passare gran parte delle giornate primaverili ed estive sul caldo granito alla ricerca di piccoli invertebrati, loro principale alimento, e si rintanano tra le spaccature del granito al calare del sole. Di abitudini prevalentemente notturne invece, sono i rappresentanti dei geconidi: il fìlodattilo o tarantolino (Phyllodactylus europaeus) e la tarantola muraiola o geco comune (Tarentula mauritanica). Il primo, di colore bruno-scuro con macchie chiare, e il più piccolo geco del Mediterraneo; la seconda, di dimensioni decisamente più grandi, è di colore grigiastro con macchie scure; vivono sotto le sfaldature delle rocce o sotto le pietre. In passato, questi innocui quanto utili animali (sono dei gran divoratori di zanzare), erano legati a radicate superstizioni, malefici e presagi di sventure, che inducevano i sardi ad allontanarli e ad ucciderli. Un nemico naturale dei gechi e loro predatore, e il biacco o biscia comune (Coluber viridiflavus), dal corpo affusolato e privo di zampe, di colore nero con macchie gialle. Può raggiungere i 2 m di lunghezza. Vive tra le pietre dei vecchi muretti a secco, tra le basse piante della gariga, nei pratini e in tutti i luoghi sassosi. Tra i rettili di Budelli, il titolo del più timido spetta sicuramente al gongilo sardo o tiligugu (Chalcides ocellatus tíligugu), appartenente alla famiglia degli scincidi. Quest’animaletto di colore marrone è inconfondibile perle caratteristiche minuscole zampe laterali. Trascorre tutto il giorno nascosto sotto le pietre o nella tana scavata nel terreno con il forte muso, ed esce allo scoperto solo al tramonto alla ricerca di imenotteri, larve e ragni; suoi principali predatori, come per la maggior parte dei rettili, sono: il gheppio, la poiana, i corvidi e la civetta.

La raganella sarda (Hyla sarda), appartenente invece alla classe degli anfibi, e un piccolo anuro lungo circa 5 cm, di colore verde, con una striatura scura sui fianchi. Vive tra i cespugli nei pressi di corsi d’acqua, cibandosi di piccoli insetti. Depone le proprie uova nei piccoli stagni e nelle pozze che si formano dopo le piogge, dove i girini completeranno la metamorfosi dopo due-tre mesi dalla loro nascita.

Tra i rappresentanti dei mammiferi troviamo due roditori: il ratto nero (Rattus rattus) e il topo selvatico (Apodemus sylvaticus). Il primo, un grosso topo dal pelo scuro lungo oltre 30 cm, ha la curiosa abitudine di compiere stagionalmente lunghi spostamenti a nuoto per raggiungere le altre isole dell’Arcipelago; il secondo, un simpatico animaletto dal dorso fulvo-grigiastro e l’addome color crema, è uno dei mammiferi più piccoli della fauna italiana. Sull’isola di Budelli, troviamo anche il pipistrello, che grazie ad una speciale membrana alare (patagio) estesa tra gli arti, il fianco e la coda è l’unico mammifero in grado di volare. Il coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus huxleyí) invece, una volta molto numeroso sull’isola, è scomparso da anni in seguito ad un’epidemia di mixomatosi.

Airone cenerino

Piuttosto nutrita l’avifauna terrestre e marina nidificante, nonché quella di passo. Uno degli aspetti più affascinanti della vita degli uccelli e sicuramente la migrazione. Questo fenomeno, legato al cambio delle stagioni, consente a molte specie di compiere lunghi viaggi verso terre che meglio si adattano alle proprie esigenze biologiche, con climi idonei e zone più ricche di prede naturali. Per la sua posizione nel Mediterraneo, l’Italia ha un ruolo molto importante nella migrazione degli uccelli tra l’Africa e i paesi del nord Europa. In particolare, l’Arcipelago offre alle numerose specie, che in primavera risalgono verso nord e in autunno volano verso sud, la possibilità di riposarsi, trovare del cibo, e talvolta trascorrere qui buona parte dell’anno. Tra le numerose specie di passo, che possiamo osservare nel cielo di Budelli, ricordiamo: il fenicottero rosa (Phoenicopterus ruber), la cicogna nera (Ciconía nigra), l’airone cenerino (Ardea cinerea), l’uccello delle tempeste (Hydrobates pelagicus melitensis), il cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus), il falco pecchiaiolo (Pemis apivorus), il nibbio bruno (Milvus migrans), il falco pescatore (Pandion haliaetus), il falco di palude (Circus aeruginosus), la sterna zampenere (Gelochelidon nilotica), la sula (Sula bassana), il cormorano (Phalacrocorax carbo), il piro-piro piccolo (Actitis hypoleucosl, il corriere piccolo [Charadrius dubius), il piovanello pancianera (Calidris alpina), la pivieressa (Pluvialis squatarola), l’oca selvatica (Anser anser) ed il germano reale (Anas platyrhynchos). Un ruolo di primaria importanza spetta all’avifauna marina nidificante che annovera specie particolarmente protette come il gabbiano corso (Larus audouiniil, la sterna comune (Sterna hirundo), la berta maggiore (Calonectris diomedea), la berta minore (Puffìnus puflìnus yelkouan), il marangone dal ciuffo (Phalacrocorar aristotelis desmarestii) ed il gabbiano reale (Larus cachinmms).

Cardellino di Sardegna

La presenza di questi uccelli, che hanno trovato nelle coste frastagliate delle isole luoghi sicuri dove costruire il proprio nido ed un mare pulitissimo ricco di piccoli pesci, loro principale alimento, ha fatto si che l’Arcipelago diventasse uno dei siti di maggiore interesse naturalistico nel Mediterraneo. Ad arricchire ulteriormente il patrimonio faunistico dell’isola, concorrono altri uccelli perfettamente integrati nella sua natura selvaggia e che nidificano nel fitto della macchia mediterranea, come la magnanina sarda (Sylvia sarda), la sterpazzolina (Sylvia cantillans), l’occhiocotto (Sylvia melanocephala), il cardellino di Sardegna (Carduelis carduelis tschusii), il verdone di Sardegna (Carduelis chloris madaraszi), il fanello (Carduelís cannabina), il saltimpalo (Saxicola torquata), mentre altre specie preferiscono costruire il loro nido tra le rocce all’interno dell’isola, come la poiana di Sardegna (Buteo buteo arrigonií), il corvo imperiale (Corvus corax), il gheppio (Falco tinnunculusl, il passero solitario (Monticola solítarius), lo scricciolo sardo (Troglodytes troglodytes koenigi), il pigliamosche tirrenico (Muscicapa striata tyrrheníca) e la civetta di Sardegna (Athena noctua sarda), o sui dirupi che si affacciano sul mare nel versante ovest, come il falco pellegrino (Falco peregrinus), la rondine montana (Ptyonoprogne rupestrís), il rondone (Apus apus) e il colombaccio (Columba palumbus).

Per quanto riguarda gli invertebrati terrestri, non sono stati fatti per il momento studi specifici sulle isole settentrionali; si possono tuttavia segnalare alcuni insetti facilmente osservabili, come i lepidotteri (farfalle), diffusi anche nelle altre isole, che raggiungono facilmente Budelli attraversando in volo il breve tratto di mare che li separa dalla terraferma, o conducono il loro intero ciclo vitale sull’isola, come la farfalla dell’euforbia (Hyles euphorbiae) e la Papilío hospiton segnalata tra le specie a rischio di estinzione a livello internazionale. Tra le dune e nell’ambiente della spiaggia si possono scorgere numerose specie di artropodi, la maggior parte dei quali sono detritivori e quindi risultano essere i maggiori operatori di ripulitura del materiale organico animale e vegetale spiaggiato. In questo modo, oltre ad un efficace controllo della proliferazione batterica nelle zone da loro colonizzate, richiamano sulla sabbia diversi vertebrati predatori, in particolare rettili e uccelli. Tra le dune di Budelli troviamo i formicaleoni (neurotteri mirmeleontidi), insetti predatori la cui larva vive di solito tra i granelli di sabbia, dove scava un imbuto a cono per intrappolare formiche e piccoli insetti, disponendosi poi al centro della depressione ad aspettare. Quando avverte anche la più piccola vibrazione nei pressi del suo imbuto, scaglia dei granelli sul malcapitato animaletto che si trova a tiro facendolo scivolare verso le mandibole, e dopo averlo immobilizzato con le ghiandole velenifere lo trascina a se per divorarlo. Sulla sabbia rovente, verso la fine dell’estate, non è raro vedere anche un altro insetto predatore: la cicindela (Cicindela campestrís corsicana) che può spingersi, nelle sue battute di caccia, anche fino alla battigia. Degna di nota, se non altro per il suo notevole mimetismo, è una specie di cavalletta del genere Acrididae. Questo curioso insetto, presente anche sulla Spiaggia Rosa, assume abilmente il colore della sabbia e, se disturbato, compie dei balzi e brevi tratti di volo dispiegando le vistose ali azzurre che, una volta posatosi a terra, nasconde repentinamente per confondere eventuali predatori.

Patella ferruginea

Di notevole interesse, sull’isola di Budelli, anche la fauna marina. Per quanto riguarda gli animali bentonici sono da segnalare i popolamenti di patella gigante (Patella ferruginea), raro gasteropode che vive in acque non inquinate e ben ossigenate; il favollo (Eriphia verrucosal, grosso granchio conosciuto nelle isole come “faone”, che vive negli anfratti e nelle spaccature del mediolitorale. Tra la prateria di posidonia inoltre non è difficile scorgere qualche piccolo esemplare del più grande bivalve del Mediterraneo, la nacchera (Pinna nobilis). Un tempo le taglie osservabili erano decisamente più grandi, ma oggi questi esemplari sono rari poiché il mollusco e stato vittima, negli anni passati, di un’intensa predazione da parte dell’uomo sia per scopi alimentari, sia per ricavarne il bisso, un pregiato tessuto realizzato con i pochi centimetri di fibra che la nacchera secerne per attaccarsi sul fondo. Molto difficile da incontrare, tuttavia presente nelle acque dell’Arcipelago e la tartaruga di mare (Caretta caretta). Le isole del Nord Sardegna sono inoltre frequentate da varie specie di cetacei, come la balenottera comune (Balaenoptera physalus), il capodoglio (Physeter macrocephalus), lo zifio (Zíphius cal1irostris), il grampo (Grampus griseusl, il globicefalo (Glopicephala melas), la stenella (Stenella coeruleoalba), il tursiope (Tursiops truncatus), ed il delfino comune (Delphinus delphis), splendidi mammiferi che, con un po’ di fortuna, è possibile ammirare mentre nuotano e saltano nelle acque di Budelli. Inoltre, soprattutto nei pressi delle secche presenti lungo la costa dell’isola, vivono numerose specie di pesci: il sarago fasciato (Diplodus vulgaris), il sarago maggiore (Diplodus sargus), il sarago pizzuto (Diplodus puntalzo), il sarago sparaglione [Diplodus annularis), la corvina (Sciaena umbra), la cernia bruna (Epinephelus marginatus), l’orata (Sparus aurata), il dentice (Dentex dentex), la spigola (Dicentrarchus labmx) e la ricciola (Seriola dumerilli).

Parzialmente tratto da “La spiaggia rosa e l’isola di Budelli. Guida naturalistica e storica” di Marco Leoni, Fabio Presutti, Luca Bittau