La Proletaria, l’Ilva e il calcio maddalenino

Il calcio, lo sport più seguito dagli isolani, oggi sta attraversando un periodo poco brillante: crisi di talenti, di grana, di spettatori; altri sport attirano i giovani (pallavolo, pallacanestro, judo, karate) ed il calcio non è più lo sport incontrastato che e stato negli ultimi 50 anni. L’Ilva, il primo sodalizio sardo, nacque nel 1903. Inizia con la ginnastica e con i cimenti (anche invernali) podistici in Gallura. Poi il calcio prese il sopravvento ed iniziò la leggenda della “Fossa dei Leoni”. Nel 1912 l’Ilva partecipa ad un triangolare a Sassari, le squadre sono tre: Ilva, Amsicora di Cagliari e la Torres. Il 10 aprile del 1933 i cadetti del Cagliari incontrano l’Ilva a Cagliari (nel campo di via Pola) e la sconfiggono per 1 – 0.

Il campionato è di 3° divisione. La Formazione dell’Ilva: Olivieri, Porchedda, Di Fraia, Farina, Padua, Bartolozzi, Cappai, Pintus, Baffigo, Picciaredda, Massaro. Ricordiamo che allora si giocava col metodo, il WM verrà nel dopo guerra, poi si passerà al catenaccio (col libero) e infine alla zona. Nel 1935 l’Ilva è in 2° divisione, i Giocatori sono Olivieri, Cenni, Mangini, Sarni, Padua, Barago, Canova, Tamagnini, Fiaschi, Salvadori, Girardi. Come si può notare e notevole la presenza di “continentali” (quasi tutti militari). Nel dopoguerra, siamo nell’autunno del 1945, nasce la “Proletaria” di chiara derivazione social-comunista (mentre l’Ilva in quegli anni subirà la presenza democristiana). La Proletaria sfonda subito alla grande: vince il campionato e sale in 2° divisione.

Tra i dirigenti fondatori, Roberto Barago, Vittorio Cavani (già giocatori dell’Ilva negli anni ’30), Mariolino Luongo e Pietro Balzano. Il 48/49 è l’ultimo anno con la denominazione “Proletaria” (nell’aprile del ’48 c’erano state le elezioni politiche nazionali ed il Fronte era stato sconfitto). Il nome nuovo è Cral Marina (l’Ilva nel frattempo si chiama Ilvarsenal ed anche, per qualche anno, Arsenal Maddalena. Le due squadre, come si può osservare dai nomi, sono pesantemente controllate da i due sponsor istituzionali di sempre: i partiti e la Marina (la grande mamma).

Ma le squadre sono vive, toniche, il tifo è alle stelle, il Comunale è sempre stracolmo di gente (la TV ancora non c’è), ed anche i derby sono sempre più infuocati. O sei Ilviano o sei Crallista! non si può stare alla finestra. L’ilva nel frattempo (siamo nel ’49) sale in 4 serie dove rimane due anni. Grandi nomi in formazione e grandi squadre al comunale. Uno dei periodi storici più belli per una città sportiva come La Maddalena. I nomi ormai mitici: Rubbiani (D’Oriano). Faiella, Agostini, Salvioli, Giagnoni, Bellei, Linaldeddu, Zonza, Comiti, Tugnoli, Onida. Questa è la formazione di un incontro giocato e vinto a Formia, alla presenza di 1800 spettatori, per 3 – 1 dall”Arsenal Maddalena. Un gol di Onida, uno di Tugnoli e di Comiti (ed uno annullato). Poi il ritorno nei dilettanti con conseguente crisi per alcuni anni. Il Cral Marina invece ha, a metà degli anni ’50, il suo periodo migliore, rischia di passare in 4° serie, ma perde lo spareggio. I nomi di quella formazione (allenata da Coppa) sono ancora nel ricordo di tutti: Piredda. Canu, Sanna, Barretta, Fadda, Giannotti (poi Ziganti), Scotto, Filinesi, Varsi, Scolafurru, Petri. Il Cral Marina cessa l’attività nel 1958. Alcuni giocatori smettono, altri passano all’Ilva (qualche anno prima la cosa sarebbe stata impensabile). L’Ilva si riprende dalla crisi e sul finire degli anni ’50 domina incontrastata nel campionato regionale di promozione. Al Comunale si susseguono punteggi tennistici (ricordiamo un 11 – 0) sotto le bordate dei bomber biancocelesti.

Nel 1961 a Roma (stadio Flaminio) nella finale nazionale tra squadre dilettanti l’Ilva viene sconfitta dal Borgomanero, ma è comunque un successo straordinario con giocatori fatti a casa e pagati poco, con l’attaccamento alla maglia bianco-celeste che su pochi campi abbiamo visto. I nomi sono ormai nella leggenda, D0riano, (fumi), Vitiello, Scanu, Serra, Comiti, Pisano, Iuliucci, Paoli, Fabiani, Casciani (Collini), Petri. Allenatore il toscano Cenci e presidente Pietro Secci. A fine campionato, per la nota penalizzazione retrocede in promozione. Rinasce nel 1967, dalle ceneri del Centro Sportivo Italiano (C.S.I.) il Maddalena (ex Cral Marina) che tra successi ed insuccessi sale dalla 2° alla 1° categoria, fino ad incontrare l’ilva in derby non meno infuocati di quelli degli anni ’50. I tempi cambiano. Altri sport sono arrivati, il vivaio non sforna più come prima, gli spettatori, trattenuti dalla TV, restano a casa. Due squadre sono di troppo. Nell’88 l’Ilva sale in C2 trasformando il suo assetto societario e trasformandosi in srl. Siamo tra i professionisti, il nome è Marisardegna (ancora la Marina), i giocatori locali Comiti (Checco), Brocca, Coscione, Puddu, Murri M., assieme agli esterni Andrian, Di Pasquale, Federico, Fringuello, Piga e Riccardi, tra gli altri. Presidente è Paolo Comiti.

Poi venne la retrocessione. Da allora si comincia a capire che la forza socio-economica della città può esprimere solo una squadra. Ed è subito fusione.
Nasce così l’Ilvamaddalena.

Foto della Proletaria (maglia rossa con polsini e colletto blu, con falce e martello gialla cucita sul petto dalle suore “perchè cosi costava meno”), da sinistra in alto : Roberto Barrago, Gennarino Piras, Augusto Morelli, Natale Varsi “conaretto”, Lino Ugazzi, Nino Pinna, De Pao, Vittorino Tedde, Aldo Balzano, Vittorio Cavani “farfallina”. (allenatore)
da sinistra in basso: Raimondo Parisi, Egidio Serra ” u cumunista”, Agostino Acciaro “patatò”, Fernando Amato “topuleddu”.

Su questa leggendaria squadra, esiste un aneddoto. Pare che la Proletaria dovesse affrontare una trasferta in una città mineraria del Sulcis, ricca all’epoca, di movimenti operai simpatizzanti per il comunismo. La trasferta era molto temuta, proprio per il gran supporto e la carica agonistica che il pubblico trasmetteva alla squadra locale. Per il riscaldamento scesero in campo i giocatori locali, accolti dal boato dei propri tifosi, subito dopo, con un po di timore fecero la loro comparsa i ragazzi della Proletaria. Ebbene, pare che, una volta viste le magliette che indossavo, cominciò a ad emergere qualche timido applauso e che alla fine, gran parte del pubblico avversario tifava la Proletaria che uscì vittoriosa dal difficile campo.