Le origini della città

“La Maddalena. Motivi strategico-militari furono invece all’origine della fondazione di La Maddalena che lo Stato sabaudo intendeva sottrarre – nell’ambito delle “Isole intermedie” – alle mire della Francia e della Repubblica di Genova. “Il re di Sardegna – scrive padre Angius alla “voce” Maddalena del Dizionario del Casalis – mandò la sua squadra a notificare ai pastori bonifacini che erano stabiliti nella Maddalena, che essendo suo il territorio, in cui avean posta loro stanza, dovessero però sottoporsi alle sue leggi”. I documenti permettono di datare con precisione questo costituirsi della sparsa popolazione in consorzio civile: l’ottobre del 1767. Una carta di quell’anno indica i punti precisi in cui erano stabiliti i 114 abitanti di La Maddalena e i 71 di Caprera, tutti provenienti dalla Corsica, dalla Liguria e dall’Arcipelago toscano. Nel luglio successivo il nucleo primitivo appare in crescita: alla Maddalena sono presenti una novantina di soldati, a quanto emerge da un documento firmato da un famoso architetto piemontese, Saverio Belgrano di Famolasco.

Il primo passo nell’organizzazione urbana riguarda la chiesa e la casa del parroco, della cui progettazione e costruzione si occupano i tecnici del Genio piemontese.

Nel primo Ottocento si impone la centralità del fatto marittimo con la costruzione di opere portuali a Cala Gavetta, capace di contenere anche bastimenti da guerra.
Nel corso della sua storia la città ha alternato fasi di sviluppo mercantile, demografico, urbanistico (come nei periodi 1767-1821 e 1881-1901, 1978-1990) a fasi di crisi o di stagnazione (come nei periodi 1824-1838 e 1857-1871, 1945-1978). Su di esse hanno influito grandi scelte di politica interna ed estera dello Stato:

– La dislocazione della base navale della piccola flotta del re di Sardegna durante il periodo napoleonico, nel quale la città si avvantaggia del blocco continentale ai danni della Gran Bretagna imposto da Napoleone nel 1806: La Maddalena diventa un centro nevralgico di deposito e di smistamento delle merci inglesi.

– Il trasferimento della Marina sarda a Genova dopo il Congresso di Vienna (1815) che assegna la Liguria al piccolo Stato Sabaudo.

– Le nuove funzioni amministrative, fiscali e giudiziarie conquistate dalla città capoluogo di Mandamento – nella ripartizione amministrativa voluta dallo Stato sabaudo tra gli anni Quaranta e gli anni Cinquanta.

– La localizzazione – nel 1887 – della base navale, spinta da una concatenazione di eventi politici internazionali: l’occupazione di Tunisi a parte della Francia nel 1881, la traumatica rottura dei rapporti commerciali con quel Paese e l’avvicinamento agli imperi centrali, rafforzamento del fronte occidentale da parte dell’Italia e la necessità di creare una base navale.

Il trasferimento dell’Ammiragliato e il declassamento della piazzaforte all’indomani della seconda guerra mondiale.

– L’istituzione nel 1973 della base americana.

– Il ritorno dell’Ammiragliato nel 1978, la ristrutturazione dell’Arsenale e delle Scuole del Corpo Equipaggi Militari Marittimi (C.E.M.M.).
Due sono le svolte nella storia di La Maddalena. La prima si verifica tra gli anni Cinquanta e gli anni Ottanta dell’Ottocento con l’impianto dell’industria estrattiva del granito, con la crescita del movimento del porto – il terzo per le esazioni doganali dopo Porto Torres e Terranova

– ma soprattutto con l’impianto della base navale. La nuova funzione e il febbrile lavoro di costruzione di fortificazioni, di un arsenale, di caserme, uffici, alloggi richiamò imponenti flussi immigratori che nel breve volgere di un decennio quadruplicarono la popolazione. Alla fine del secolo gli abitanti erano già 8.000. Lo sviluppo urbanistico pose nuovi problemi riguardo all’organizzazione dello spazio.

Nel 1898, la scelta di realizzare il palazzo comunale nella piazza intitolata a Garibaldi (che negli anni Cinquanta si era stabilito a Caprera) suscitò un vivacissimo dibattito. La fazione contraria al progetto sviluppò una battaglia per ottenere che il palazzo municipale venisse costruito nella piazza 23 febbraio 1793 dove si svolgeva il traffico commerciale e dove erano dislocate la dogana, l’agenzia di navigazione, la capitaneria di porto. Cala Gavetta veniva assunta come luogo simbolico dal valore unificante per l’intera città: essa rappresentava “il punto principale che i vecchi abitatori della Trinità (o Trinita), abbandonando le montagne erte e solitarie, scelsero a loro domicilio.

Il primo nucleo del paese sorge nel primo decennio dopo lo sbarco sardo-piemontese, attorno a Cala Gavetta, protetto dai venti dominanti del quadrante occidentale e settentrionale. Si arrampica successivamente sui Castelletti, una serie di scogli che si affacciavano sulla Cala a levante, e raggiunge la piazza di Santa Maria Maddalena, dove sorge la parrocchia, l’ex-scalo di Sant’Erasmo, dove i pescatori tiravano in secco i loro gozzi e l’ex-piazza degli Olmi, dove sorgono oggi il mercato civico e il Municipio. Grazie al Genio Marina si costruisce via della Marina, sul lungo mare, tra Cala Gavetta e Cala Mangiavolpe, per collegare i primi palazzi del Comando e del Genio a Padule, mentre per collegare le citate strutture militari con Guardia Vecchia viene tracciata quella che diventerà via Ammiraglio Magnaghi. Il fatto poi che la Disciplina e l’immobile dove venivano ospitati i galeotti sorgessero a occidente, dove verrà edificato l’Arsenale militare, portò il Genio a programmare uno sviluppo della rete stradale in prosecuzione della via della Marina, costeggiando sempre il mare (viale Ammiraglio Mirabello), verso Cala Camiciotto e Cala Camicia (nomi corrotti di Cannicciotto e Canniccia, legati etimologicamente al Cannigione della Costa Smeralda e alla Cala Canniccia di Spargi). Lungo questa direttrice la Marina ha edificato nel tempo una serie di ulteriori strutture, creando un continuum militare di tutto rispetto. A monte di questa strada ne sorgeva un’altra per i “civili” che conduceva ugualmente all’Arsenale, oggi diventata una delle arterie più trafficate, a motivo dell’espansione, trainata dall’edilizia economica residenziale e dei servizi sorti a corredo. Contemporaneamente il paese si è esteso a occidente, lungo Padule, e a settentrione, lungo la dorsale di Cardaliò.

Il governo riconosce a La Maddalena, con decreto n. 652 del 7 luglio 1943, il diritto di fregiarsi del titolo di “Città”. Lo stemma araldico (Leone sullo scoglio, con motto Erois Cineres Oras Tutorque Latinas = Difendo i lidi latini e le ceneri degli eroi”, per rammentare Garibaldi e
pure l’eroismo degli isolani nel difendere queste terre di confine) risale invece al 18 giugno 1893.