Luigi Sebastiano Baffigo

Il Sottotenente di complemento Luigi Sebastiano Baffigo, nacque a La Maddalena (come si può desumere dai registri custoditi nei rispettivi archivi parrocchiale e comunale) il 23 agosto del 1892, in una abitazione di Via Vittorio Emanuele, da Augusto Domenico Baffigo, nocchiere di I° Classe della Regia Marina e da Maria Nunzia Dessimone, donna di casa. Aveva una sorella Rosa Ottavia nata a Carloforte il 17 febbraio 1891 e un fratello Sebastiano Stanislao Mario nato a La Maddalena, il 20 agosto 1894. Baffigo cresciuto all’isola, visse un’infanzia travagliata, ben presto turbata da luttuosi eventi: la morte del fratello e assai sconcertante, il suicidio del padre avvenuto il 17 luglio 1910, che turbò profondamente gli animi della famiglia e segnò in maniera indelebile la vita dello stesso Sebastiano. Arruolatosi come volontario nell’Esercito del Regno di Sardegna, fu assegnato al 47º Reggimento Fanteria (Brigata “Ferrara”) che, oltre ad essere stato impegnato nella Terza Guerra d’Indipendenza nel 1866 (Custoza), operò in Eritrea per un decennio dal 1877 al 1888. Nel 1908 partecipò alle operazioni di soccorso delle popolazioni colpite dal terremoto di Messina, meritandosi la medaglia d’argento per benemerenza. Durante la prima guerra mondiale fu impegnato sul Carso, sull’Isonzo e sul Piave. Fu proprio in quelle zone che il Sottotenente Baffigo conobbe Emilia Ventujol, nativa di Treviso, che sposò il 14 marzo 1914 e dalla quale ebbe due figli, Augusto e Sebastiana, e in quei luoghi il 6 gennaio del 1916 all’età di 21 anni, cadde colpito a morte e lì venne seppellito. Di lui ci resta anche l’immagine del suo funerale, che si svolse nel 1923, quando i familiari fecero traslare il suo corpo, dal cimitero di guerra a quello dell’isola. (alla memoria di Sebastiano Baffigo venne concessa una medaglia al valore alla memoria, con la seguente motivazione: “Costante esempio di zelo, attività e sprezzo del pericolo, mentre era intento allo studio del tracciato di un camminamento, importante da costruirsi in zona intensamente battuta, cadeva colpito a morte.” – San Martino del Carso 6 gennaio 1916.) A rendergli omaggio c’era l’intera popolazione, quasi a celebrare le gesta di un eroe nazionale e, da allora, riposano nel Civico Cimitero nella cripta della tomba della Famiglia Sorba, a fianco a quelli di Luigi e di Rosa Ottavia in Dalla Rizza, deceduta a La Maddalena il 29 aprile del 1916.