Minestra di ceci o minestra del Giovedì Santo

Minestra di ceci o minestra del Giovedì Santo

Provenienza: Corsica/Campania
Ancora presente a La Maddalena

La minestra di ceci conosciuta in Corsica come la “minestra del Giovedì Santo”, è ricetta molto nutriente, perfetto nelle serate invernali quando si ha voglia di un piatto che riscaldi corpo e cuore. Un piatto appagante e sostanzioso che grazie alle sue proprietà nutrizionali può rappresentare un valido piatto unico. La zuppa di ceci può essere consumata anche senza pasta, magari aggiungendo qualche crostino di pane, sarà ugualmente buona. Se volete sapere come cucinare i ceci, seguite la nostra ricetta e fateci sapere se vi è piaciuta. Ciò che noi consumiamo è il seme della pianta che ha cadenza annuale e che è la parte commestibile. I ceci sono dei legumi ad alto tasso proteico e sono più calorici rispetto ai sui simili. Oggi dopo la soia e i fagioli sono i legumi più utilizzati e conosciuti in assoluto proprio grazie al loro potere energetico elevato. Come si usa dire, poca spesa tanta resa! Eh sì perché i ceci sono abbastanza economici ma fungono certamente da piatto unico che in genere è gradito da tutta la famiglia. I ceci oramai fanno parte della tradizione culinaria italiana, ma sono largamente utilizzati in tutta Europa, soprattutto quella dell’area mediterranea. In Italia le regioni in cui si consumano di più sono la Toscana e la Liguria, a Maddalena invece, si attribuisce l’importazione alla Corsica ed in parte all’arrivo dei pescatore ponzesi, i quali per l’alimentazione durante la navigazione e per il periodo di pesca con le loro barche si dotavano di riserve che portavano da Ponza. I pescatori, oltre che della pesca si occupavano, assieme alla famiglia, anche di piccoli appezzamenti di terreno su terrazze in collina. Il terreno veniva coltivato nel periodo primavera-estate-autunno da moglie e figli, mentre i mariti lo lavoravano in inverno, occupandosi anche della raccolta della legna per riscaldarsi. Quando partivano per la pesca, caricavano sulla loro barca soprattutto prodotti agricoli essiccati come i legumi: cicerchie, lenticchie, piselli neri, ceci e fave. Veniva portata anche la farina di granturco come pure mandorle, fichi secchi e le mostarde, ottenuta dai fichi d’india. Il lardo e la sugna, ottenuti dal maiale, venivano conservati gelosamente sulla barca ed erano utilizzati per condimento quando si cucinava nelle situazioni speciali. Infine non mancava mai il pane biscottato (freselle). Ovviamente, quando arrivavano nei porti facevano rifornimento di prodotti alimentari a seconda delle necessità, senza spendere il poco denaro in loro possesso ma effettuando scambio merce. Quando ritornavano a Ponza, a fine periodo di pesca, la loro barca era piena di pesce essiccato e di frutta secca ma anche di qualche sacchetto di erba corallina utilizzata sull’isola come vermifugo contro i vermi intestinali. Questa erba medicinale era molto richiesta, non solo dalle famiglie ponzesi ma anche dai medici tanto che agli inizi veniva venduta in farmacia.

Ingredienti

  • Ceci 200 gr
  • Tagliolini 200 gr
  • Spicchio di aglio
  • Rosmarino isolano1 rametto
  • Passata di pomodoro q.b.
  • Olio Extravergine d’oliva 4 cucchiai da tavola
  • Sale q.b.
  • Pepe nero q.b.

Procedimento

Per preparare la minestra di ceci versate i legumi in una ciotola, copriteli con dell’acqua tiepida e lasciateli in ammollo per 24 ore. Scolate i ceci dall’acqua di ammollo, sciacquateli sotto l’acqua corrente e metteteli in un tegame con acqua fredda. Fateli cuocere a fuoco basso, eliminate la schiuma che si forma a inizio cottura con una schiumarola. Salate i ceci solo quando sono cotti, serviranno circa 3 ore. Una volta cotti, passatene una parte al passa-verdure oppure frullateli.
Scaldate in un tegamino un po’ d’olio, il rametto di rosmarino e lo spicchio d’aglio.
Appena l’aglio avrà preso colore, unite un cucchiaio di conserva di pomodoro ed aggiungete mezzo bicchiere d’acqua per diluirla.
Unite quindi i ceci passati al soffritto, aggiungete anche quelli tenuti interi; salate e pepate.
Portate a bollore la zuppa, quindi unite i tagliolini e cuocete per il tempo richiesto dalla pasta.
Servite la zuppa ben calda.