Minestrù

Parzialmente tratto dal libro “Cucina isolana. Un arcipelago di sapori mediterranei” a cura di Giovanna Sotgiu e Antonio Frau – Paolo Sorba Editore – La Maddalena

Il minestrone – u minestrù –  come dice il termine stesso, altro non è che una grande e ricca minestra in cui fanno sfoggio di sé una grande quantità e qualità di verdure rigorosamente di stagione e alcuni legumi, anche secchi, il tutto aromatizzato con un soffritto.

Una caratteristica importante per questo piatto è proprio la stagionalità dei suoi ingredienti. Non a caso il miglior minestrone, che si prepara anche in inverno con una composizione più ridotta, è quello che si fa a partire dalla tarda primavera, periodo in cui inizia ad essere presente sulle nostre tavole una gran varietà di verdure.

Etimologicamente la parola minestra, da cui minestrone, deriva dal latino ministrare e si riferisce all’atto del somministrare compiuto da chi ha cucinato (ministrata), cioè distribuire i cibi a tavola.

Il minestrone tipico maddalenino si faceva solitamente il mercoledì e emanava per tutti i carruggi dell’isola un profumo molto intenso e inconfondibile.

La preparazione del minestrù è molto semplice: fagioli borlotti da sgranare, cavolo verde riccio, sedano, carote e zucchine, fatti cuocere lentamente con abbondante acqua.

A parte si faceva un trito (con la mezzaluna di ferro debitamente riscaldata sul fuoco del fornello) di lardo, menta persica (maggiorana), aglio, prezzemolo e abbondante basilico fresco.

Il trito ridotto ad una crema veniva poi messo nella pentola con tutti gli altri ingredienti sino a cottura ultimata.