Vecchi ricordi di un Luogotenente di Vascello

da pag.66 dedicato ai marinai dell’Isola di La Maddalena

Il marinaro genovese (o meglio ligure) non penetrava sulle regie navi che dall’uscio della leva; e ne usciva invariabilmente a ferma ultimata. Detestava il servizio regio, detto in vernacolo servigio a bordo ai regi. Conferivano solidità agli equipaggi gli uomini dell’Isola della Maddalena che entravano mozzi, salivano a sottufficiali e poscia ad ufficiali d’arsenale. Erano dinastie. Gli Zonza, gli Zicavo, gli Zampiano, i Porcile, i Millelire, gli Alibertini ed altri stipiti di quella mobilissima popolazione isolana mandavano tutti i loro maschi alla marina di S.M., ove costituivano un’aristocrazia del castello di prora, degna del più alto encomio, e che vide più di un suo eletto salire agli onori del casseretto. I Millelire vantavano due amiragli e due capitani di vascello; gli Zicavo un ammiraglio e due comandanti; dal pilotaggio erano saliti alle spalline quadre. Gente era quella che, etnograficamente, nulla aveva che fare coll’isolano din Sardegna. Oriunda di Corsica, fornì tutti gli equipaggi alla piccola marina di Vittorio Emanuele I esule a Cagliari. Vogliono le male lingue che le frequenti stazioni dei vascelli di Nelson e di Collingwood nella rada che tuttodì porta il nome di un d’essi, l’Agincourt, avessero cagionato la nascita di molti bambini biondi ed occhi-glauchi. Dei misteri delle notti dell’isola tra il 1804 ed il 1814 non ardisco sollevare il velo. Correva la leggenda che in quel decennio quando l’amiraglio Zicavo doveva metter alla vela per andar in corsa a danno dei Francesi pigliava un bastone, entrava nelle casette dell’isola, e mandava a bordo tutti i maschi dall’età di 11 anni in su……… e le crociere erano lunghe.
Sia come voglia essere, fisicamente e moralmente, era la più bella stirpe di genere di acqua azzurra che mai vedessi. E capisco che Nelson per quegl’isolani nutrisse sincero affetto. E glielo dimostrò quando, prima di salpar l’àncora per la più gloriosa caccia che mai avesse a teatro gli oceani ed il cui hallali fu suonato a capo Trafalgar, regalò alla bianca chiesetta dell’isola gli argentei ornamenti dell’altare, accompagnandoli colla lettera che ho trascritta nella Storia generale della Marina Militare.
La Maddalena meriterebbe una monografia; se Dio mi concede lena e vita la tenterò un giorno. Udii un giorno al Callao dalle labbra del comandante Gordon Douglas del Shearwater che aveva letto nel Garibaldi a Caprera di mio padre due pagine luminose intorno all’isola, le parole seguenti; <<Se noi avessimo un luogo simile lo copriremmo di privilegi>>.
Ahimè ! La Maddalena possiede un cafè chantant con chellerine ed una compagnia di disciplina. Così questa nostra Italia ha sollevato le sorti del villaggio volgarmente chiamato dai nostri sottufficiali il piccolo Parigi, e dove la Messa domenicale era la ripetizione della Messa di bordo. Gli uomini ci andavano nella logora divisa della marina di S.M.. Alla testa del popolo il capitano di vascello Millelire soprannominato pesce-cane; e poi in rango di gerarchia tutti glia altri. E quando il prete all’altare aveva terminato il salvum fac Regem, Millelire alzava il braccio, e gridava:<< Viva il Re ! >> e tutta la chiesa nella quale scintillavano i candelieri donati da Nelson, echeggiava del grido leale marinesco. Roba d’altri tempi! Dirà qualcuno. Un corno! Roba bella e buona e degna di tutti i tempi, e che s’usava tuttavia nel 1864. E tra quei pii veterani v’erano alcuni ch’erano stati al combattimento di Tripoli e le medaglie d’argento al valore militare conseguite ad Ancona ed a Gaeta ed al Garigliano contavansi sui petti a dozzine.