Vicolo garitta

Scusi, sa dov’è “Vicolo garitta”?
Sarebbe divertente vedere la faccia di un maddalenino nel sentirsi rivolgere questa domanda.
Dalla sua risposta se ne capirebbe l’età, certo non troppo giovane.
Sì, perché “Vicolo garitta” non esiste, non esiste più intendo, ma c’era, è esistita.
E la targa che si vede qui, è quella che la denominava, tanti anni fa, oramai.
Se il termine “garitta” definisce in italiano una torretta rotonda o poligonale adibita al servizio di sentinella, allora vuol dire che in prossimità del vicolo c’era una simile costruzione da cui esso ha preso appunto nome: è evidente.
E infatti c’era, almeno fino agli ultimi anni ’60.
Oggi è scomparsa, definitivamente.
Non so se qualcuno, oggi, la ricordi nella sua funzione originaria di controllo del transito di merci e persone, quando ancora esistevano dazio e dogana.
Credo che la maggior parte di quelli che conservano memoria di questo tipo di costruzioni, le ricordino più che altro come “pissoirs”, depositi di rifiuti vari, riparo di freddolosi pescatori di totani, luogo dove accendere alla svelta una sigaretta, senza che il vento spegnesse il bricchetto.
Ce n’erano almeno tre, di garitte, sul porto, e forse di più, ma di altre non si ha ricordo, neppure fotografico.
Una, quella che ha dato il proprio nome al vicolo, che oggi è intitolato a Luca Spano, era a Cala Gavetta, vicino all’unico scivolo presente sulla banchina.
Un’altra era in puntata della Banchina Commerciale, verso Santo Stefano, ed era molto simile, se non identica, alla prima.
La terza, e ultima, di foggia diversa e a pianta quadrata (le altre due erano invece a base circolare), era posta all’angolo della Dogana.
Sparite tutte tre, demolite forse.
Ne restano queste poche documentazioni fotografiche, a testimonianza di un tempo e di un’epoca perduti per sempre.

Andrea Mulas